Cisto di Montpellier

Cistus monspeliensis - sulle sponde del basso Flumendosa (foto Alessio Saba)

Arbusto sempreverde, con fusto cespuglioso e molto ramoso, vischioso e aromatico, alto fino a 2 metri.

Foglie opposte, sessili, strettamente lanceolate, tormentose e vischiose, verde scuro.

Fiori bianchi talvolta con sfumatura giallastra, generalmente riuniti in gruppetti di tre-otto.

I frutti sono capsule, pelose superiormente, contenenti i semi.

Extra:

Noto anche come cisto marino, dal cisto di Montpellier  si estrae una resina chiamata Ladano importante nella preparazione dei profumi, usata soprattutto come fissativo; questa pianta inoltre è fondamentale come colonizzatrice di aree collinari degradate, e costituisce uno degli ultimi baluardi prima della desertificazione, prevenendo l'erosione dei suoli declivi percorsi da incendi. L'uso domestico invece è limitato a legna da ardere, utile soprattutto per avviare l'accensione. Come altre piante fortemente aromatiche, Cistus monspeliensis è rifiutato dagli animali.

Corologia:
Il Cisto di Montpellier è diffuso in Asia minore, Africa settentrionale ed Europa meridionale. Tipo corologico: Stenomedit.- Macaronesiano.
Fenologia:
Il cisto marino ha un ciclo vegetativo autunno-primaverile, con attività vegetativa intensa nel periodo primaverile, che culmina con la fioritura nei mesi di aprile-maggio o marzo-giugno, a seconda del clima.
Habitat:
Indifferentemente al substrato, predilige tuttavia terreni argillosi. Vegeta dal livello del mare fino ai 700 metri di altitudine su garighe e macchie degradate, formando cisteti puri o in associazione con altre specie.
Forma biologica:
Nanofanerofita
Somiglianze e varietà:
Arbusto appartenente alla famiglia delle Cistaceae, tipico in associazione con altre specie floristiche cespugliose o arbustive, in zone aride e soleggiate, nel bacino Mediterraneo. Cistus ladanifer e Cistus creticus sono le specie più somiglianti.
Curiosità:
I Cisti sono piante pioniere che colonizzano le aree percorse da incendio. Le foglie, grazie al contenuto in oli, risultano immangiabili al bestiame. Un tempo il cespugliame del cisto veniva utilizzato come combustibile per i forni. Si riproduce principalmente per seme.
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Scheda
Nome latino:
Cistus monspeliensis L.
Nome sardo:
Mudrecu biancu, murdju, murdegu còinu.
Flora:
Famiglia:
Approfondimenti

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