Le foreste sarde: l'oro verde dell'Isola

29 Aprile 2025

TUTTI I DATI & I DETTAGLI SULLE FORESTE SARDE

In questa pagina abbiamo raccolto tutti gli approfondimenti che permetteranno di capire, scoprire ed apprezzare il vero, immenso valore dei boschi e del sistema forestale in Sardegna.

La Natura rappresenta, da sempre, una delle principali ricchezze della Sardegna, ma anche una delle sue caratteristiche identitarie. In questa pagina, e nei rimandi agli approfondimenti tematici che contiene, cerchiamo di spiegare perchè, e quanto l'oro verde di Sardegna (i nostri boschi) rappresentino un vero e proprio patrimonio - ricevuto dai nostri avi che per millenni lo avevano conservato prima delle devastazioni dei secoli recenti - e come sia importante ripristinarlo (farlo crescere e custodirlo) e valorizzarlo in modo sostenibile.

Cerchiamo qui di raccontare una realtà forestale molto complessa (dal punto di vista tecnico-scientifico) e multi-disciplinare: perciò semplificheremo alcuni ragionamenti e approssimeremo alcuni calcoli, al solo scopo di restituire un quadro d'insieme capace di far intuire a chiunque legga, il patrimonio materiale e immateriale dei nostri boschi.
 

INDICE DEGLI ARGOMENTI

1)  la STORIA "identitaria" delle foreste sarde

2) i DATI: una sintesi per spiegare quanto la copertura boschiva sarda sia tra le più elevate d'Italia e d'Europa (grazie alle nostre LECCETE MEDITERRANEE, alle SUGHERETE, alle PINETE LITORANEE e ai tanti distretti e complessi forestali presenti in Sardegna). Con cenni al patrimonio immenso degli alberi monumentali e delle foreste vetuste... 

3) COS'è IL CARBON STOCK ?

4) Le Pinete Litoranee In Sardegna: un approfondimento

5) il patrimonio FLORO-FAUNISTICO custodito nello "scrigno verde" dei nostri boschi 

6) i SERVIZI ECOSISTEMICI che il bosco "regala" ai sardi e all'umanità in generale (ossigeno, bellezza paesaggistica, protezione dai cambiamenti climatici, benessere associato alla frequentazione dei boschi, valore TURISTICO dato dalla rete dei sentieri...

7) i PRODOTTI FORESTALI: una potenziale economia sostenibile basata non solo sui cosiddetti prodotti Legnosi ma anche sui prodotti non Legnosi (funghi, tartufi, semi oleosi, erbe aromatiche, oli essenziali, miele, resine, sughero e altre sostanze con svariati impieghi ed alto valore)

8) LA DIFESA DAL DISSESTO IDRO-GEOLOGICO e la protezione dei versanti montuosi esposti a frane e smottamenti durante e dopo le alluvioni

9) lo sviluppo della RETE SENTIERISTICA SARDA (RES): dal camminare dei nostri nonni, al camminare "escursionistico" dell'era moderna.
 

1) La storia delle Foreste Demaniali

Storicamente, quasi tutte le Foreste Demaniali traggono origine da terre comuni o ademprivi di particolare natura. Durante il periodo feudale i boschi furono conservati con cura. Le popolazioni locali avevano il diritto d'uso (legnatico, ghiandatico e pascolo), il feudatario il diritto di caccia.  In tale sistema il bosco era in grado di svolgere le funzioni protettive dai pericoli di erosione, di frane e di regimazione delle acque. A seguito dell'uso prolungato e perpetuato nel tempo i feudi divennero proprietà privata degli abitanti del villaggio originando così gli ademprivi...  [leggi qui le pagine di approfondimento sulla Storia delle Foreste Demaniali della Sardegna, sull'Eucalyptus e le bonifiche sarde, sull'editto delle chiudende, sulle carbonaie e lo sfruttamento passato dei boschi...]

2) Alcuni Dati sul nostro patrimonio forestale

Dati sulla copertura boschiva

Stimare con esattezza la copertura boschiva di un territorio vasto (regionale, nazionale o continentale) è impresa ardua, ma disponiamo di dati abbastanza aggiornati.  Secondo i dati dell'Inventario Forestale Nazionale (IFNC) del 2015, la superficie forestale totale in Sardegna è di circa 1.300.000 ettari (corrispondenti ad un enorme terreno quadrato con il lato lungo 13.000 chilometri). 

  • Di questa superficie il 48%, circa 626.140 ettari sono classificati come “bosco”,
  • mentre circa 674.851 ettari sono classificati "Altre terre boscate"

Quanti tipi di "bosco" esistono in Sardegna?

Per quanto riguarda le categorie inventariali del bosco, la più significativa è quella delle foreste ad alto fusto, che coprono circa 600.255 ettari in Sardegna, di cui circa 2.229 ettari sono temporaneamente privi di copertura forestale, probabilmente a causa di interventi di gestione o eventi naturali (incendi etc). Le foreste ad alto fusto sono caratterizzate da alberi di altezza superiore a 5 metri, con una copertura arborea superiore al 10%. Queste aree rappresentano il cuore delle risorse forestali dell’isola, contribuendo in modo importante alla capacità di assorbimento di carbonio e alla tutela dell’ambiente.

Le categorie forestali più rappresentative dei boschi alti

In Sardegna sono, in ordine di ampiezza:
Leccete (Quercus ilex L.): circa 255.463 ettari
Sugherete (Quercus suber L.): circa 152.755 ettari
Querceti caducifogli, principalmente roverella (Quercus pubescens L.): circa 87.780 ettari
Pinete di pini mediterranei: 34.633 ettari

Ma i boschi alti ricomprendono anche gli impianti di arboricoltura da legno, principalmente di latifoglie e in minor misura di conifere, per 25.885 ettari.

Per quanto riguarda le categorie inventariali delle Altre terre boscate si evidenzia l’ampiezza della categoria degli Arbusteti, che con circa 558.795 ettari rappresentano quasi la metà del totale nazionale.

Alberi monumentali e foreste vetuste

La Sardegna con oltre 400 alberi monumentali censiti, detiene il primato nazionale, che fa il paio con l'essere la regione più boscosa d'Italia per superficie forestale totale (l'Isola ha la maggiore estensione di bosch per superficie totale -  circa1,3 milioni di ettari - seguita da Toscana e Piemonte).  Il valore storico e naturalistico degli alberi monumentali è immenso: numerosi studi hanno sottolineato l’importantissimo ruolo ecologico svolto anche dalle foreste vetuste. Questi ultimi sono importanti ecosistemi forestali che, grazie all'assenza di interferenze umane significative per un lungo periodo di tempo, hanno raggiunto un alto grado di naturalità e complessità strutturale.Le foreste vetuste (dette anche old-growth forests) sono caratterizzate dalla presenza di alberi di tutte le età, dai più giovani a quelli molto vecchi (spesso plurisecolari e "monumentali") e ampie quantità di legno morto (in piedi e a terra).

Uno studio sottolinea l'importanza cruciale di tutelare salvaguardare queste rare e particolari foreste, derivante non solo dalla straordinaria biodiversità che custodiscono — che comprende numerose specie diventate ormai rare, come il picchio rosso maggiore, il ghiro, alcuni pipistrelli, i licheni e una moltitudine di insetti saproxilici — ma anche per l'alto valore culturale e antropologico che esse rappresentano e per la capacità di agire da "serbatoi" di CO2 limitando l'emissione in atmosfera di gas serra

Per fare ciò è necessario tutelare le poche foreste vetuste rimaste e lasciare a evoluzione naturale quelle ritenute idonee, o progettare interventi per ripristinare le strutture chiave di un ecosistema forestale in equilibrio. 
Il 21 novembre 2025 si è costituita la Rete Sarda Alberi Monumentali con la firma dell’accordo tra ANCI Sardegna e i Comuni aderenti, che sicuramente rappresenta un passo fondamentale per l'avvio di un percorso condiviso di valorizzazionetutela promozione del patrimonio arboreo della Sardegna.

Per quanto riguarda il regime di proprietà delle foreste...?

...in Sardegna circa il 65% della superficie forestale totale è di proprietà privata, spesso estremamente frammentata o ‘silente’, ovvero in uno stato di non gestione.
Ben il 30% è di proprietà pubblica e la restante parte, circa il 5%, non è classificata per questa statistica.

Per questo - per traguardare la gestione forestale sostenibile - è fondamentale realizzare la collaborazione pubblico-privata, soprattutto per le finalità di prevenzione degli incendi.

3) Carbon Stock

Cos'è

Il carbonio organico immagazzinato nei suoli o soil organic carbon stock (SOC-Stock) descrive il quantitativo di carbonio organico contenuto in un dato spessore di suolo per unità di superficie, è espresso in Mg/ettaro e tiene conto anche delle aree prive di suolo (dove la capacità di immagazzinamento del carbonio organico è pressochè nulla).
Dal SOC-Stock è possibile stimare la quantità di Anidride Carbonica (CO₂) immagazzinata nei suoli regionali - attraverso la relazione CO₂ eq.=SOC-stock * 3,667.
La conoscenza del contenuto attuale di carbonio organico dei suoli permette non solo di valutare lo stato qualitativo dei suoli ma anche di stimare la quantità di CO₂ immagazzinata e i potenziali di accumulo o perdita in seguito a variazioni d’uso o a modifiche di gestione.  E...ci fa anche capire meglio - o almeno intuire - quanti danni ambientali produca un incendio boschivo!

Quanto carbonio immagazziniamo grazie ai boschi?

In Italia, le stime indicano che il suolo forestale immagazzina circa il 57,6% del carbonio organico, seguito dalla biomassa epigea (38,1%) e da legno morto e lettiera (4,3%).

In Sardegna il contenuto di carbonio negli alberi, nella rinnovazione e negli arbusti nel Bosco italiano è dicirca 20 milioni di tonnellate, corrispondenti a circa 31,2 Mg/ettaro.

La Sardegna è una delle regioni in cui il contributo di arbusti alla biomassa vivente supera il 3% del totale. Questo indica che anche gli arbusti immagazzinano una quantità significativa di carbonio nella regione.
Anche i piccoli alberi, in Sardegna forniscono un contributo al carbonio totale immagazzinato di oltre il 3%.

La nostra regione si distingue quindi per un ruolo importante di arbusti e piccoli alberi nel sequestro di carbonio,anche se la maggior parte del carbonio (il 96,8%) è immagazzinata dagli alberi di dimensioni maggiori

Assorbimento per ettaro

Sapere quanto carbonio viene assorbito da un ettaro di bosco ci aiuta a valutare quanto sia necessario preservare e gestire le foreste per mitigare le emissioni di CO₂

Per quanto riguarda la produzione di carbonio di una persona, ecco alcuni dati interessanti:

  • Emissioni in Italia: nel 2022, la carbon footprint annua di una persona in Italia è stata di circa 7 tonnellate di CO₂ equivalente.
    Questo valore è stato fornito dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
  • Emissioni globali: si stima che una persona emetta in media tra 4 e 6 tonnellate di CO₂ all'anno, a seconda del paese e dello stile di vita.

Questi dati evidenziano l'importanza di adottare pratiche sostenibili e di ridurre le emissioni di carbonio per combattere il cambiamento climatico!

La quantificazione dell'assorbimento di carbonioda parte di un ettaro di bosco risulta complessa e dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Tipo di bosco: diverse specie arboree hanno diverse capacità di sequestro del carbonio. Le foreste tropicali, ad esempio, tendono ad avere un maggiore assorbimento rispetto alle foreste boreali.
  • Età del bosco: un bosco giovane tende ad assorbire più carbonio rispetto ad un bosco maturo, che ha raggiunto un equilibrio tra assorbimento e rilascio.
  • Densità del bosco: un bosco più denso, ossia con una maggiore biomassa riesce ad avere una maggiore capacità di assorbimento della CO2.
  • Condizioni climatiche: temperatura, precipitazioni e insolazione influenzano la crescita delle piante e quindi la loro capacità concreta di assorbire carbonio.
  • Gestione forestale: il taglio selettivo o la riforestazione, possono influenzare la capacità di assorbimento del bosco.

Metodi di quantificazione

Esistono diversi metodi per quantificare l'assorbimento di carbonio in un ettaro di bosco. I più comuni sono:

  • Inventario forestale: Misurazione diretta della biomassa (peso della materia organica) attraverso l'analisi di alberi campione.
  • Modellazione: Utilizzo di modelli biogeochimici che simulano il ciclo del carbonio in un ecosistema forestale, considerando i fattori sopra elencati.
  • Sensori remoti: Utilizzo di dati satellitari o fotogrammetria aerea per stimare la biomassa e quindi la produttività del bosco.

Resta iimportante considerare che l'assorbimento di carbonio è un processo dinamico, che varia nel tempo e nello spazio. Le stime ottenute con i diversi metodi possono variare in base alla precisione delle misure e alle ipotesi del modello utilizzato. Per ottenere una stima accurata, è meglio integrare diversi metodi e dati, considerando la specificità del sito in esame.

Si può dare qualche numero, pur non assoluto, sulla capacità di assorbimento di carbonio di un bosco del mediterraneo?

Mediamente, un ettaro di bosco nel Mediterraneo può trattenere circa 57-58 tonnellate di carbonio. La capacità di assorbimento medio è di circa 1,6-1,7 tonnellate di carbonio per ettaro all'anno.
Questi valori possono variare in base a diversi fattori, come il tipo di vegetazione, l'età del bosco e le condizioni climatiche.
Ad esempio, le aree a macchia mediterranea possono avere valori di assorbimento che oscillano tra 20 e 120 tonnellate per ettaro, a seconda delle specifiche condizioni ecologiche.

4) Le Pinete Litoranee In Sardegna: un approfondimento

La Regione Sardegna con l’approvazione del Piano Forestale Ambientale Regionale (RAS, 2007) aveva individuato tra gli obiettivi prioritari per il settore forestale la difesa del suolo e la mitigazione degli effetti della desertificazione.  Da allora la Regione ha attivato una serie di programmi per il miglioramento della funzionalità protettiva dei sistemi forestali affidandone la realizzazione all’Ente Foreste della Sardegna, preposto alla gestione forestale pubblica, oggi divenuto Agenzia regionale FoReSTAS.

L’ultimo programma attivato e realizzato ha interessato i sistemi forestali litoranei presenti in diversi ambiti territoriali della Regione. Il programma si è concentrato sulle pinete costiere, riconosciute come sistemi forestali multifunzionali in grado di erogare una molteplicità di servizi ecosistemici: dalla stabilizzazione delle dune, alla conservazione della biodiversità e degli habitat, dal miglioramento della qualità percettiva del paesaggio al supporto ad attività turistico ricreative, senza dimenticare l’aspetto produttivo (produzioni legnose e non).  QUI TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SULLE PINETE DELLA SARDEGNA

5) il patrimonio FLORO-FAUNISTICO custodito nello "scrigno verde" dei nostri boschi 

Nelle foreste della Sardegna ritroviamo tanti habitat diversi e preziosi, talvolta unici, caratterizzati da una flora variegata, endemismi di pregiato interesse naturalistico e un ricco patrimonio faunistico.
La flora tipica della Sardegna è costituita da piante, in gran parte sempreverdi, particolarmente resistenti alla siccità. Non meno importanti sono gli arbusti della macchia mediterranea, e le erbe spontanee.  ORA LA REGIONE PROTEGGE LA FLORA DELLA SARDEGNA (QUI L'APPROFONDIMENTO SULLA LEGGE REGIONALE N.4/2025)

Le specie animali, inoltre, mostrano caratteristiche tipiche delle isole, come le dimensioni più piccole degli esemplari, oppure caratteristiche peculiari dovute al lungo isolamento.  QUI TUTTE LE SCHEDE PREDISPOSTE DALL'AGENZIA FORESTAS PER CONOSCERE FLORA, FAUNA e FUNGHI DI SARDEGNA

6) Cosa sono i SERVIZI ECOSISTEMICI ?

I servizi ecosistemici (dall'inglese ecosystem services) sono l'insieme dei benefici forniti dagli ecosistemi forestali al genere umano: ad esempio la "vita" che pulsa nelle foreste produce biomassa, filtra e accumula acqua, assicura la proliferazione degli inseti e quindi anche il ciclo del "legno morto" e l'impollinazione delle piante in agricoltura, trasforma e scompone sostanze organiche e inorganiche mantenendo così la fertilità del terreno...

Vista da altre prospettive, la questione ci porta a riflettere sul fatto che la vita (vegetale e animale) nei boschi fornisce beni materiali che possiamo considerare vitali per l'essere umano: cibo, acqua dolce, legname, fibre e risorse energetiche.  Un altro esempio sono le foreste che offrono materiali da costruzione, fibre naturali e persino composti e molecole utilizzati per produrre medicinali...

Lo stesso assorbimento di anidride carbonica è un "servizio" reso dagli alberi all'umanità.
Dunque si tratta di un discorso economico ma, al tempo stesso, legato alla vita biologica. Le foreste svolgono da sempre fondamentali servizi ambientali che oggi rappresentano, sempre più, strumenti e opportunità da prendere in considerazione per un'adeguata e moderna remunerazione dei "costi di produzione" e dei mancati redditi dei gestori forestali.

QUANTO VALGONO I "SERVIZI ECOSISTEMICI?

In uno studio puramente teorico condotto a fine secolo scorso, si era stimato il valore economico totale di 17 servizi ecosistemici a livello globale, calcolando una cifra media teorica di oltre trenta trilioni di dollari all'anno. Oggi il valore reale di questi servizi è quasi certamente molto più grande.

Semplificando: il valore materiale e immateriale che ci regalano i boschi è letteralmente immenso. Per ulteriori approfondimenti, consulta quest'altro articolo di Sardegna Foreste su i servizi di valore ambientale svolti dalle foreste

7) i PRODOTTI FORESTALI: una potenziale economia sostenibile basata non solo sui cosiddetti prodotti Legnosi ma anche sui prodotti non Legnosi  

Negli ultimi anni è cresciuta, a livello Europeo, una grande consapevolezza (e una cooperazione) sul tema dei Prodotti Forestali legnosi e non-legnosi: le filiere produttive infatti vanno ben oltre il tema della sughericultura. Tutto ciò è servito a focalizzare le aspirazioni ed i ruoli di tutte le realtà europee, tra le quali l'Agenzia Forestas, che condivide il comune obiettivo di sviluppo della filiera non legnosa per dare un ruolo, anche in Sardegna, al sistema produttivo del bosco. 
Cosa produce il bosco?

  1. Assortimenti Legnosi (sughero, sugherone, legname per vari utilizzi civili e industriali, e legna da ardere, cimali )
  2. Assortimenti non legnosi: miele, paglia e foraggi, resine e colle, semi oleosi da conifere, funghi, tartufi, frutti...)

Per Saperne di più: APPROFONDIMENTO SUI prodotti del Bosco: legnosi (e non)
 

8)  LA DIFESA DAL DISSESTO IDRO-GEOLOGICO e la protezione dei versanti montuosi esposti a frane e smottamenti durante e dopo le alluvioni

Dopo le grandi piogge, scuopriamo il fondamentale ruolo protettivo dei nostri boschi sui territori più esposti alle frane: ogni minaccia "ciclonica" con forti perturbazioni (ormai frequenti anche sul bacino Mediterraneo e nella nostra Isola) ci insegna quanto siano fondamentli i nostri boschi per proteggere i territori.
I maggiori danni, le frane più pericolose, le alluvioni, si registrano sempre dove il territorio a monte non è protetto da un bosco. Forestas in questo breve articolo divulgativo, spiega in parole semplici perché dietro la bellezza dei nostri polmoni verdi ci sia un fattore strategico per la  difesa dei centri abitati e non solo: uno "scudo" verde, benefico e attivo, e soprattuto a "costo zero" e senza effetti collaterali.  Il bosco è il miglior alleato della Protezione Civile!  
QUI L'APPROFONDIMENTO: Corrivazione delle acque dopo grandi piogge - il ruolo Protettivo del Bosco nei Pendii Esposti 

9) La Rete ciclo-Escursionistica Sarda (RES)

Nei nostri tempi, la camminata in ambiente naturale, sia in montagna che costiero, è diventata un'attività di grande valore per il benessere individuale.

I SENTIERI sono percorsi ad esclusivo transito non meccanizzato, formatisi per effetto del passaggio pedonale o animale; la larghezza è tale da permettere il passaggio di una sola persona per volta (inferiore o uguale a 1,5 m). Il Sentiero propriamente detto è quindi, più diffusamente, è una via stretta a fondo naturale, tracciata fra prati, boschi o rocce, ubicata in pianura, collina o montagna, non classificata nella viabilità ordinaria ...

È indubbio che negli ultimi anni la RES (Rete ciclo-Escursionistica della Sardegna) abbia fatto passi da gigante, portando l'Isola sarda tra le mete escursionistiche più rilevanti nello scenario nazionale. Una crescita rapida, avviata grazie alla Legge Regionale che ha permesso, a partire dal 2018, di istituire gli sportelli territoriali, il tavolo tecnico regionale, il catasto sentieri...colmando un gap normativo ed organizzativo che fino ad allora aveva relegato la Sardegna tra le ultime regioni d'Italia. Ma adesso, a pochi anni di distanza, l'asticella si è alzata e possiamo osservare con soddisfazione e orgoglio che tutto ciò ha prodotto risultati concreti: sito SardegnaSentieri.it, registro catastale, mappe interattive, interventi nei territori, procedure di "accatastamento", e tanti, tanti soldi investiti dalla Regione.

PER SAPERNE DI PIU':

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