Una svolta cruciale per la salvaguardia del tesoro verde della Sardegna. Il Consiglio Regionale ha approvato in via definitiva la Legge Regionale 24 febbraio 2025, n. 4, dedicata alla tutela, conservazione e valorizzazione della flora autoctona della Sardegna.
Il provvedimento si pone in linea con gli impegni internazionali e comunitari in materia di biodiversità e sviluppo sostenibile, recependo le direttive europee sulla conservazione degli habitat naturali. Inoltre, si ricollega al codice dei beni culturali e del paesaggio, sottolineando la stretta interconnessione tra patrimonio naturale e culturale.
La Legge Regionale n. 4/2025 persegue due finalità principali:
- La tutela e la conservazione della flora autoctona
Attraverso una serie di misure e divieti specifici, la legge mira a proteggere le specie vegetali originarie della Sardegna, garantendone la sopravvivenza e la salvaguardia nel loro ambiente naturale, e riconoscendone il suo valore ambientale, naturalistico, paesaggistico, identitario, sociale, scientifico, culturale, turistico e produttivo - Il contrasto dei fenomeni di biopirateria nel territorio regionale, arginando l'appropriazione o l'utilizzo abusivo di risorse genetiche autoctone, in particolare di specie vegetali, a fini commerciali non autorizzati
Un elemento centrale della nuova legge è la previsione della predisposizione di specifici elenchi d'interesse regionale estesi a tutta la flora autoctona sarda.
Questi elenchi distingueranno tra:
- Specie vegetali autoctone a protezione totale, per le quali vigeranno divieti assoluti di raccolta, danneggiamento o distruzione.
- Specie vegetali autoctone soggette a limitazioni nella raccolta, per le quali potranno essere previste specifiche discipline e restrizioni.
La legge introduce divieti rigorosi riguardanti la raccolta, il taglio, l'estirpazione, il danneggiamento o la distruzione di esemplari o parti di essi appartenenti a specie protette a livello comunitario e regionale.
Sono altresì vietate la detenzione, il trasporto, lo scambio o la commercializzazione di tali specie raccolte in natura, salvo specifiche autorizzazioni per finalità scientifiche. I divieti si estendono a tutte le fasi del ciclo biologico delle piante interessate.
Nonostante i divieti generali, la legge prevede alcune esclusioni per specifiche attività, tra cui:
- Le normali operazioni colturali su terreni agricoli
- La raccolta di specie erbacee e arbustive spontanee o coltivate da parte di chi esercita legittimamente pratiche agro-pastorali, selvicolturali e raccolta di piante officinali, in conformità con la normativa nazionale
- La realizzazione di opere e infrastrutture pubbliche
- Le operazioni di messa in sicurezza e salvaguardia dell'incolumità pubblica, come la pulizia di scarpate stradali e ferroviarie e la realizzazione di fasce antincendio
- Gli interventi selvicolturali sui boschi realizzati nel rispetto della normativa forestale
Tuttavia, anche per queste operazioni escluse, i committenti potranno prevedere specifiche risorse contrattuali per l'individuazione e la tutela di eventuali specie autoctone presenti nelle aree di intervento. Inoltre, le piante protette provenienti da coltivazioni in vivai e centri di ricerca regionali saranno escluse dai divieti, purché commercializzate con un certificato di provenienza e previa comunicazione al corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA).
Sanzioni efficaci e fondo regionale per la tutela
La legge introduce un sistema sanzionatorio amministrativo proporzionato alla gravità della violazione dei divieti, con importi che variano in base alla specie coinvolta e alla quantità di materiale vegetale prelevato. In caso di violazioni connesse ad attività produttive, è prevista anche la sospensione della licenza o autorizzazione. Il prodotto delle sanzioni sarà destinato a un apposito fondo regionale finalizzato a:
- Promuovere e sostenere la ricerca scientifica sulla flora autoctona.
- Potenziare le attività di vigilanza.
- Finanziare progetti di educazione ambientale nelle scuole sarde.
- La vigilanza e l'accertamento delle violazioni sono affidati al corpo forestale e di vigilanza ambientale, al quale compete anche l’irrogazione delle sanzioni, e agli altri ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.
La Scuola Forestale regionale, in collaborazione con le Università sarde, promuoverà corsi di istruzione specifici per il personale addetto alla vigilanza.
Nuove misure per la tutela della flora sarda: autorizzazioni, commissione scientifica e centri di conservazione
La recente Legge Regionale n. 4/2025 introduce un quadro normativo dettagliato per la protezione della flora autoctona sarda, prevedendo meccanismi specifici per la ricerca e la propagazione di specie protette.
Gli istituti di ricerca, le università, gli enti protezionistici qualificati e le agenzie regionali interessate alla raccolta di specie a protezione totale per scopi scientifici o per la propagazione destinata a interventi di recupero ambientale e attività vivaistiche, dovranno presentare una richiesta formale all'assessorato regionale della difesa dell'ambiente.
Si dovrà specificare dettagliatamente:
- L'attività
- Il luogo e il periodo di raccolta
- La tipologia e la quantità di materiale vegetale da prelevare
- L'elenco del personale coinvolto
Un elemento cardine per l'efficacia della legge è l'istituzione, presso l'Assessorato regionale competente, della commissione tecnico-scientifica regionale per la protezione della flora sarda autoctona (CTS-FA).
Un organismo collegiale, che sarà composto da esperti provenienti da diversi settori, tra cui gli Assessorati regionali, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA), ARPAS, AGRIS, Fo.Re.S.T.A.S. , le Università sarde e rappresentanti di società scientifiche, oltre a esperti in cambiamenti climatici e pedologia.
La CTS-FA avrà il compito cruciale di fornire pareri tecnico-scientifici, elaborare linee guida per la raccolta delle specie protette e supportare l'Assessorato nelle decisioni strategiche relative alla tutela della flora autoctona.
I membri della commissione svolgeranno il loro incarico a titolo gratuito, sottolineando l'importanza della collaborazione multidisciplinare per la salvaguardia del patrimonio botanico isolano.
Piano regionale, centri di conservazione e sostegno alla conoscenza
La legge prevede inoltre la creazione di centri di conservazione ex situ della biodiversità, istituzioni pubbliche dedicate al mantenimento di collezioni di piante vive o di loro parti, con l'obiettivo primario di preservare il germoplasma di specie a rischio di estinzione o di erosione genetica. La Giunta regionale definirà i requisiti strutturali, organizzativi e strumentali necessari per il riconoscimento di tali centri, assicurando standard elevati per la conservazione a lungo termine.
Parallelamente, la Regione adotterà un piano di censimento, tutela e valorizzazione della flora autoctona della Sardegna. Uno strumento strategico, che sarà finalizzato al censimento e al monitoraggio continuo della flora, alla sua conservazione, alla riqualificazione ambientale e alla regolamentazione del prelievo.
Il piano si baserà su dati scientifici esistenti, come il sistema carta della natura della Sardegna, la carta regionale degli habitat e delle specie della Rete Natura 2000, e sarà costantemente aggiornato grazie alla collaborazione di diversi enti e istituzioni scientifiche. L'attuazione completa della legge, inclusa l'approvazione del piano e delle relative normative attuative, avverrà nei dodici mesi successivi alla sua entrata in vigore, mentre le sanzioni specifiche entreranno in vigore sessanta giorni dopo l'approvazione definitiva degli elenchi delle specie protette
Il ruolo dell’Agenzia Fo.Re.S.T.A.S. nella tutela del tesoro verde sardo
Fo.Re.S.T.A.S. ha sviluppato una rete di vivai conservazionistici, trasformando i tradizionali in centri specializzati nella conservazione ex situ di specie endemiche in declino, ai fini della loro reintegrazione nei propri habitat. L’obiettivo è garantire la sopravvivenza delle specie a rischio negli ambienti che le hanno create. La produzione è mirata, con circa cinquanta specie selezionate per progetti di reintroduzione, come il ripopolamento della Gentiana lutea nei monti di Talana, un tempo diffusa nel Gennargentu e minacciata dall'estrazione.
La rete regionale dei vivai conservazionistici comprende i seguenti centri strategici:
- Li Junchi (Badesi)
- Monte Pisanu (Bono)
- Campu S’isca (Villacidro)
- Monte Albo (Lula)
- San Giovanni Eltili (Baunei)
- Sant’Aronau (Talana)
- Bagantinus (Decimomannu)
- Campulongu (Oristano)
- San Cristoforo (Arzana)
- San Cosimo (Lanusei)
- Sant'Antonio (Macomer)
- Santu Luisu (Sorgono)
- Pampana (Bortigiadas)
- Fausto Noce (Olbia)
- Mandra Di La Giua (Sassari)
- Donnighedda (Ozieri)
I sopracitati operano in sinergia con la Rete Ecologica Regionale (RER), un sistema di aree protette che copre l'intera isola (parchi nazionali, regionali, aree marine protette e monumenti naturali).
L'approccio dell’Agenzia Fo.Re.S.T.A.S. consiste nella selezione di specie per la riproduzione non solo in base alla rarità, ma anche al loro ruolo ecologico nei siti di interesse comunitario, fornendo materiale vegetale per il ripristino di aree degradate e sensibilizzando sul valore naturalistico del territorio. Le linee di intervento del piano forestale ambientale regionale (P.F.A.R.) riconoscono il ruolo chiave dell’Agenzia nel mantenere e incrementare la biodiversità. La conservazione degli ambiti di pregio naturalistico è prioritaria per la tutela della ricchezza biologica del sistema forestale sardo.
Dal 2009, una convenzione con il centro conservazione della biodiversità (CCB) e il centro nazionale biodiversità forestale (CNBF) ha formalizzato la rete dei vivai conservazionistici. La loro selezione si basa su criteri scientifici, identificando punti di biodiversità, aree di interesse ecologico e siti appartenenti a Rete Natura 2000 e RER.
Attraverso questa collaborazione tra gestione territoriale e ricerca scientifica, Fo.Re.S.T.A.S. si pone da sempre come protagonista nella salvaguardia del patrimonio naturale sardo, proteggendo le specie vulnerabili e garantendo un futuro ricco di biodiversità per l'isola, estendendo il suo impegno anche alla tutela della fauna selvatica, riconoscendo l'interconnessione cruciale dell'ecosistema sardo.
La Legge Regionale n. 4/2025 rappresenta un passo fondamentale per la protezione e la valorizzazione del patrimonio floristico unico della Sardegna, un impegno concreto per la salvaguardia della biodiversità e per la trasmissione di questo inestimabile tesoro alle future generazioni.

