Si è svolto venerdì 17 ottobre 2025, presso l’Auditorium della Cultura Friulana di via Roma a Gorizia, il convegno internazionale “Piombo, veleno senza frontiere”, dedicato all’approfondimento degli effetti del piombo contenuto nelle munizioni da caccia sugli uccelli selvatici, sull’ambiente e sulla salute umana.
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Studi Ornitologici e Ricerche Ecologiche del Friuli Venezia Giulia APS, in collaborazione con il Centro Italiano Studi Ornitologici, la Vulture Conservation Foundation, il Parco Naturale delle Prealpi Giulie e la Riserva Naturale Lago di Cornino, con il patrocinio e il supporto del Comune di Gorizia. L’evento si inseriva nel programma delle attività di “GO! 2025 – Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura”.
Caratterizzato da un elevato livello tecnico-scientifico, il convegno ha visto la partecipazione di ricercatori, esperti e rappresentanti istituzionali italiani e internazionali, che hanno illustrato studi e dati aggiornati sugli impatti derivanti dall’utilizzo del piombo nelle attività venatorie.
Tra i principali temi trattati vi sono:
- l’avvelenamento della fauna selvatica, in particolare delle specie necrofaghe;
- la contaminazione ambientale dei suoli e delle acque;
- le ricadute sulla salute pubblica dovute al consumo di carne di selvaggina contaminata.
Il bioaccumulo del piombo
Il piombo è un metallo oggi progressivamente eliminato da molti prodotti (benzine, vernici, tubazioni, bigiotteria, ecc.) a causa della sua alta tossicità per l’uomo e l’ambiente.
L’avvelenamento può avvenire per contatto, inalazione o ingestione. Una volta nel sangue, il piombo si accumula in ossa e denti, causando bioaccumulo nel tempo.
L’esposizione cronica, anche a basse dosi, è collegata a malattie cardiovascolari, danni neurologici, riduzione della fertilità e altri disturbi come anemia, affaticamento, neuropatie e danni renali.
Il piombo nell’ambiente
Il piombo è tossico per quasi tutti gli organismi viventi.
La principale fonte di inquinamento attuale in Europa sono le munizioni da caccia: ogni anno migliaia di tonnellate di piombo vengono disperse nel suolo e nelle acque.
Gli uccelli granivori e acquatici ingeriscono i pallini scambiandoli per sassolini, con elevati tassi di mortalità, e i rapaci e necrofagi si avvelenano nutrendosi di prede o carcasse contaminate.
In Europa, l’avvelenamento da piombo è stato rilevato in 18 specie di rapaci, con gravi effetti su aquile e grifoni.
Il piombo negli alimenti
Il piombo delle munizioni contamina la carne di selvaggina: i frammenti non possono essere rimossi completamente e durante la cottura si trasformano in forme più facilmente assorbibili dal corpo.
Anche poche porzioni di carne contaminata possono aumentare i livelli di piombo nel sangue.
Per questo la Commissione Europea nel 2021 ha approvato il divieto di munizioni al piombo nelle zone umide, in vigore dal febbraio 2023 in tutti i Paesi UE.
L’obiettivo a lungo termine è il bando totale del piombo (“piombo zero”).
Alcune aziende europee producono già munizioni senza piombo, realizzate con rame (buone prestazioni ma più costoso), bismuto o tungsteno (ottime prestazioni, costi alti) e acciaio (più economico ma con limiti balistici).
L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto e approfondimento, volto a favorire la diffusione della conoscenza scientifica, la sensibilizzazione del pubblico e la promozione di pratiche sostenibili, in linea con gli obiettivi europei di tutela della biodiversità e di riduzione dell’inquinamento da sostanze tossiche.
Nella giornata di sabato 18 ottobre, una volta concluse le attività congressuali, sono state organizzate due visite guidate: la prima presso la Riserva Naturale Regionale Lago di Cornino, dove è attiva una stazione di alimentazione per uccelli necrofagi; la seconda presso il Palazzo Orgnani Martina di Venzone (UD), sede della mostra “Il veleno dopo lo sparo”, promossa dal Parco Naturale delle Prealpi Giulie.
L’iniziativa ha registrato un ampio interesse e una significativa partecipazione, a conferma della rilevanza dei temi affrontati in materia di tutela ambientale, ricerca scientifica e valorizzazione culturale, sia a livello nazionale che europeo.











