Linee elettriche e avifauna: una convivenza possibile?

07 Gennaio 2021
elettrodotti AT (foto Wikimedia CC-BY-SA 3.0)

Anche il recente episodio di perdita per elettrocuzione di due aquile del Bonelli -  liberate in Sardegna nell’ambito del progetto di reintroduzione di questa specie - pone una serie di interrogativi su come evitare il continuo ripetersi di questi gravi eventi: certamente, la risposta migliore può arrivare solo da una collaborazione tra il gestore delle linee elettriche e chi si occupa di gestione e salvaguardia della fauna selvatica.

Avifauna e linee elettriche

È ormai nota la correlazione: la presenza di elementi estranei all’ambiente naturale che rapaci ed altri uccelli non riescono a vedere - in particolari situazioni - costituiscono un pericolo letale per l’avifauna. I cavi aerei utilizzati per diversi scopi (es: la distribuzione elettrica, telecomunicazioni, etc) causa la morte in tutto il mondo di milioni di uccelli. Questo problema, in alcune aree, è stato identificato come il principale fattore di declino di specie minacciate.

Attualmente, grazie all’uso dei trasmettitori GPS, è facile seguire l’interazione degli animali in volo nel territorio: come è stato fatto anche nel progetto Life sui Grifoni concluso nel 2020
Grazie alle tecnologia GPS è più semplice far emergere problemi nella gestione faunistica, per anni sottostimati o non sufficientemente noti: la perdita di individui di specie più o meno rare per elettrocuzione e/o per impatto contro i cavi aerei è ormai una certezza scientifica, che richiede un impegno da parte di tutti gli operatori.

Tra il 2019 e il 2020 con i monitoraggi effettuati in Sardegna attraverso i due progetti Life per la conservazione dell’avvoltoio grifone (LIFE14 NAT/IT/000484 Under Griffon Wings) e dell’aquila del Bonelli (LIFE16 NAT/ES/000235 AQUILA a-LIFE) sono state documentate le perdite di sette grifoni e cinque aquile del Bonelli:

  • Gyps fulvus giovane della colonia naturale bosana, chiamato Julio, precedentemente ricoverato al Centro Fauna di Forestas (Bonassai) e identificato con anello metallico ISPRA M6768 e anello plastico colorato S08; il decesso del grifone, liberato a dicembre 2018, è avvenuto nella piana di Campeda il 5 maggio 2019, per elettrocuzione da impatto contro i cavi dell’alta tensione (AT); 
  • Gyps fulvus giovane dell’anno, trovato morto in agro di Ittireddu il 6 novembre 2019, per impatto traumatico contro cavi aerei, con conseguenti fratture ed emorragie interne; 
  • Gyps fulvus giovane della colonia naturale chiamato Mina, precedentemente ricoverata a Bonassai e identificata con anello metallico ISPRA M6763 e anello plastico colorato S05; trovata morta il 30 novembre 2019 in agro di Pozzomaggiore, causa accertata elettrocuzione
  • Gyps fulvus femmina adulta della colonia naturale, trovata morta il 2 dicembre 2019 in agro di Bosa, causa accertata elettrocuzione
  • Gyps fulvus giovane della colonia naturale, trovato morto il 29 agosto 2020 in agro di Padria, causa accertata elettrocuzione;
  • Gyps fulvus giovane della colonia naturale, deceduto nel Centro fauna Bonassai il 30 agosto 2020 dopo il soccorso in agro di Padria, causa accertata elettrocuzione
  • Gyps fulvus giovane della colonia naturale, deceduto a Bonassai il 03 settembre 2020 per fratture esposte e necrosi dei tessuti; era stato rinvenuto nell’altopiano di Campeda, causa accertata impatto contro i cavi delle linee elettriche; 
     
  • Aquila fasciata giovane da reintroduzione, chiamata Saccaia, anello id. A06, rilasciata nel 2018 ritrovata morta il 27 aprile 2019, causa accertata elettrocuzione;
  • Aquila fasciata giovane da reintroduzione, Muscatogliu, anello id. A07, rilasciata nel 2019 ritrovata morta il 07 gennaio 2020, causa accertata elettrocuzione
  • Aquila fasciata giovane da reintroduzione,  Abbaluchente, anello id. A01, rilasciata nel 2018 ritrovata morta il 24 aprile 2020, causa accertata elettrocuzione;
  • Aquila fasciata giovane da reintroduzione, Battore anello id. A12, rilasciata nel 2019 ritrovata morta il 05 dicembre 2020, causa accertata elettrocuzione
  • Aquila fasciata giovane da reintroduzione, Sadonna anello id. A18, rilasciata nel 2020 ritrovata morta il 08 dicembre 2020, causa accertata elettrocuzione.

Casistica: la punta di un iceberg

L’elettrocuzione, insieme agli impatti contro le pale dei parchi eolici, rappresenta attualmente una grave minaccia per la conservazione della nostra avifauna.
Il problema - ben evidente su queste due specie soggette a costante monitoraggio - riguarda in realtà tutta l’avifauna. Specialmente nel caso degli impatti, è indipendentemente dalle dimensioni dei volatili
La casistica, seppur in maniera limitata, è documentata dai ricoveri presso i Centri di Allevamento e Recupero Fauna Selvatica FoReSTAS di Bonassai (SS) e Monastir (CA) di volatili con le evidenti conseguenze di elettrocuzione e/o impatto contro un cavo.
A farne le spese sono principalmente rapaci come poiane, gheppi, grillai, lodolai, sparvieri, aquile minori, bianconi, nibbi, barbagianni, civette, assioli e gufi, ma esistono casi che hanno interessato cicogne, ibis, aironi, ecc..

Si tratta, come detto, della punta di un iceberg perché solo una minima frazione degli animali effettivamente coinvolti in questo genere di incidenti vengono ritrovati vivi o ricoverati presso i nostri Centri di recupero faunistico.

L'elettrocuzione (o folgorazione)

L'elettrodotto è un'infrastruttura di rete destinata al trasporto di energia elettrica ad alta tensione, che comprende le linee elettriche aeree ed altri cavidotti a costituire la rete elettrica primaria, necessaria per la trasmissione di energia ad AT su grandi distanze  e la distribuzione dell'energia elettrica (a media-bassa tensione per raggiungere capillarmente il territorio a partire dalle centrali elettriche, passando per le cabine elettriche di trasformazione e fino agli utenti finali. 

L'elettrocuzione si verifica quando gli uccelli vengono a contatto con due cavi o quando si appollaiano su un pilone conduttore (in metallo) e toccano contemporaneamente un cavo.  Questo fenomeno è rilevante in particolare per #rapaci#cicogne, e #corvidi.  In tutti i paesi europei sono in corso collaborazioni con le compagnie elettriche, per l'adozione di misure che limitino il più possibile questo problema, in particolare nelle aree in cui si abbia presenza di specie rare.  Anche in Sardegna l’ENEL sta già mettendo in opera sistemi per evitare questi gravi incidenti ed è partner del nuovo progetto Life per il Grifone 2021-2026. 

I problemi da risolvere

Senza entrare nel dettaglio di singoli episodi e cause (vedasi il caso della recente strage di migliaia di volatili a Roma a seguito dei botti di capodanno) la morte per folgorazione e/o impatto sui cavi aerei è purtroppo una realtà diffusa soprattutto in ambienti extraurbani.  Qui la presenza della rete di distribuzione elettrica - in particolare di AT e MT - rappresenta la vera minaccia per l’avifauna, per due ordini di problemi:

  1. mortalità conseguente alla collisione in volo, in particolare contro le strutture dell’alta tensione, che coinvolge volatili di varie dimensioni; 
  2. elettrocuzione (o folgorazione) anch’esso letale, per accidentale contatto dei volatili con elementi in (bassa e media) tensione elettrica . Questo secondo tipo d’incidente interessa in particolare uccelli di medie-grandi dimensioni, i quali, a causa della loro apertura alare, possono chiudere il circuito tra due conduttori piuttosto che tra un conduttore ed una struttura messa a terra.

Per quanto riguarda le linee ad AT il problema principale è dato dalle collisioni dei volatili contro i cavi, in particolare quelli di guardia posti superiormente alle linee in tensione e più raramente le elettrocuzioni con uccelli di grandi dimensioni. Oltre alla fune di guardia anche gli altri cavi possono rappresentare un serio pericolo per i grandi volatori, poco agili in volo, come gli avvoltoi.

Le possibilità di impatto crescono con la scarsa visibilità dei cavi dovuta a morfologia del territorio (pareti montuose, boschi o altri sfondi che mimetizzano i cavi) e condizioni climatiche (es. nebbia, nuvole basse) che nascondono questi elementi orizzontali di per sè poco visibili.

Per quanto riguarda le linee a media (MT) e bassa tensione (BT) i pali vengono spesso usati come posatoi da diversi uccelli. Variando tipologia di pali elettrici, conformazione delle mensole e disposizione di ancoraggi ed isolatori dei cavi, queste linee si rivelano vere e proprie trappole mortali. La folgorazione avviene quando un uccello tocca simultaneamente due conduttori (fase-fase) o un conduttore non isolato ed un elemento del sostegno collegato a terra (fase-terra). L’elettrocuzione più frequente è quella fase-terra che avviene quando un uccello, posato su un sostegno, tocca accidentalmente con parte del corpo (punta delle ali o coda) uno dei conduttori. In genere l’ampia estensione alare di rapaci, come l’aquila del Bonelli, corvidi o ciconiformi, unita alle abitudini di queste specie, comporta una maggiore esposizione al rischio d’elettrocuzione in quanto maggiore è la possibilità che, posandosi sui tralicci, con le ali o la coda cortocircuitino le componenti elettriche.

Nel caso specifico delle linee a MT e BT gli isolatori rigidi portanti, insieme ai cosiddetti isolatori rigidi per amarro, sono i più pericolosi tra le tipologie di allestimento della distribuzione elettrica convenzionale, in quanto volatili anche di medio-piccole dimensioni possono facilmente entrare in contatto con i cavi elettrici. La pericolosità è aumentata a causa dell’ampia diffusione di questi manufatti.

Le soluzioni 

Concludendo: la MT è in assoluto la più pericolosa per l'elettrocuzione. Le soluzioni richiedono notevoli investimenti da parte delle società che gestiscono la distribuzione elettrica: tuttavia l’attuale impatto sulla fauna protetta richiede un intervento.  La Società Terna che gestisce la rete elettrica AT ed Enel-distribuzione (principale gestore della rete MT e BT) da anni stanno procedendo alla messa in sicurezza delle migliaia di chilometri di linee elettriche, attuando diversi accorgimenti sia per rendere più visibili questi ostacoli aerei, sia per evitare le elettrocuzioni che, , oltre a causare la morte degli animali, possono comportare danni alla distribuzione, interruzioni di servizio e incendi dovuti proprio alla combustione dei corpi dei volatili e alla vicinanza di alberi, rami secchi, fieno.

Dunque non solo un grave danno ecologico ma anche economico: a questo riguardo l’attenzione e l’impegno degli operatori fa ben sperare: Enel-distribuzione inizia il 2021 come partner importante del nuovo Progetto per la conservazione dell’avvoltoio Grifone in Sardegna (LIFE19 NAT/IT/000732) chiamato proprio “SAFE for VULTURES” e che impegnerà la compagnia di distribuzione elettrica nella messa in sicurezza di diverse linee di cui stata è verificata la pericolosità.

Allestimenti contro l'elettrocuzione: l'esempio del LIFE EGYPTIAN VULTURE

Un manuale che illustra la tipologia di allestimento per evitare il fenomeno dell’elettrocuzione sui volatili è stato prodotto, proprio da E-distribuzione, nell’ambito di un altro interessante progetto per la conservazione della specie di avvoltoio più minacciata in Europa, il capovaccaio (Neophron percnopterus).  Il progetto LIFE16 NAT/IT/000659 “LIFE EGYPTIAN VULTURE”, con E-Distribuzione beneficiario e coordinatore, è finalizzato a migliorare lo stato di conservazione di questo piccolo vulturide che in Italia corre il rischio di estinguersi. I lavori di messa in sicurezza delle linee elettriche nell’ambito di questo progetto, svolto d’intesa con la spagnola Endesa distribución, Ferderparchi-Europarc Italia, Gesplan, Gobierno de Canarias, ISPRA, Regione Basilicata, Regione Puglia sono in corso di esecuzione in Italia (Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) e Spagna (Isole Canarie), si concluderanno nel 2022.

Allestimenti contro l'elettrocuzione: gli esempi del LIFE GESTIRE 2020 e del progetto AQUILA a-LIFE

Sul tema della pianificazione degli interventi per la messa in sicurezza di cavi sospesi e linee elettriche in ambiente montano è interessante segnalare, inoltre, la relazione prodotta nel 2018 dalla Lombardia nell'ambito del progetto LIFE "GESTIRE 2020" mentre in Spagna si sta presentando un Libro Bianco sull'Elettrocuzione, con analisi e proposte basate sulle attività messe in campo su oltre 1200 pali elettrici a rischio per salvare l'aquila del Bonelli.

 

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