Salice fragile

Salix fragilis (Thayne Tuason licenza CC BY-NC 2.0 su creativecommons.org)

Albero o arbusto caducifoglio alto fino a 15 metri con chioma globosa e lassa. Tronco e rami rivestiti da una scorza liscia e giallastra in età giovanile che diventa grigio-scura e screpolata longitudinalmente negli esemplari maturi. Gemme lucide giallo-verdastre. Foglie lanceolate, acute all’apice, dentate, lucide superiormente, pruinose inferiormente, nerastre al disseccamento; glabre o con pochi peli sparsi allo stadio giovanile. Nervatura sottile ben marcata e di colore chiaro. Pianta dioica con fiori maschili provvisti di due stami pelosi nella parte inferiore del filamento, con antere giallastre; fiori femminili colore verde-chiaro, con due nettari. Capsule peduncolate, glabre, che nel mese di aprile-maggio si aprono liberando semi piumosi.

Corologia:
Specie originaria dell’Europa e dell’Asia nord-occidentale. In America del Nord e in Africa settentrionale si ritrova naturalizzato. Tipo corologico: Eurosib.
Fenologia:
Fioritura nel mese di marzo-aprile.
Habitat:
Specie che si insedia lungo i greti dei corsi d’acqua dal livello del mare fino ai 1000 metri di altitudine.
Forma biologica:
Mesofanerofita
Curiosità:
Specie utilizzata per il consolidamento delle rive dei corsi d’acqua. Il legno del Salice fragile è chiaro e la sua scarsa consistenza ne limita l’utilizzo artigianale.
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Scheda
Nome latino:
Salix fragilis
Nome sardo:
Salike, Salighe, Salili, Suaxi
Flora:
Divisione:
Classe:
Ordine:
Famiglia:
Approfondimenti

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