Elicriso

cespuglio di Elicriso

Aromatica, perenne, suffruticosa, alta 30-50 cm, molto ramificata fin dal basso, con base lignificata. I fusti appena formati sono ricoperti da una peluria argentea. Presenza di numerosi fascetti fogliari alla base delle foglie. Le foglie alterne, sessili, strette e lineari, di colore grigio-verde o grigio-cenerino, sono lunghe 3-4 centimetri e quasi filiformi con l’estremità rivolta verso il basso e ricoperte da fine peluria sulle due facce. I fiori, tubolosi, profumati, ermafroditi, di colore giallo-oro, hanno una lunga corolla tubolare che termina con 5 lobi triangolari, sono riuniti in tanti piccoli capolini di colore dorato brillante. Tutte le parti della pianta sono fortemente aromatiche, in particolar modo i fiori. I frutti sono piccolissimi acheni piumosi, lucenti, bianchi, di forma cilindrica.

Extra:

La pianta intera veniva utilizzata per bruciare le setole dei maiali macellati, per l'aroma particolare che conferiva al lardo. Le parti fiorite mantengono il loro vivido colore anche essiccate, e vengono utilizzate per profumare la biancheria e gli ambienti. In cosmetica l'elicriso è impiegato come fissante nei profumi.
Come pianta officinale era già apprezzata in epoca greco-romana e nel medioevo. Recentemente non solo sono state confermate le virtù già note ma se ne sono scoperte altre:  contiene un olio essenziale, acido caffeico, acido ursolico, resine, mucillagini e sostanze coloranti che nell'insieme prendono il nome di elicrisina. I diversi preparati a base di elicriso (estratto fluido, sciroppo, areosol, tisane) possono trovare impiego nelle malattie dell'apparato respiratorio, nelle malattie reumatiche e allergiche, nelle malattie epatiche, nelle flebiti, nelle cefalee e perfino nelle ustioni e per curare i geloni.

Corologia:
Il genere Helichrysum è distribuito nelle regioni dell’Europa meridionale, in Africa, Asia ed Australia con circa 500 specie. La sottospecie H. italicum microphyllum è esclusiva della Sardegna, della Corsica e delle Baleari.
Fenologia:
Fiorisce in aprile-maggio nelle zone costiere più riparate, in giugno-luglio nelle zone con altitudini più elevate.
Habitat:
Caratteristico della macchia mediterranea, l’elicriso è una specie eliofila e xerofile. Indifferente al substrato, è’ abbondante nelle zone aride prospicienti il mare e, all’interno, nei luoghi rocciosi e pietrosi in suoli poco evoluti. Può costituire il principale componente di macchie degradate e garighe, ricoprendo ampie distese.
Forma biologica:
Camefita suffrutticosa sempreverde.
Curiosità:
Le foglie dell’elicriso possono essere impiegate come aromatizzante per cibi. Può essere utilizzato a scopo ornamentale, i perpetuini infatti si prestano a formare decorazioni di fiori secchi in quanto si conservano inalterati anche dopo la disidratazione. A questa pianta vengono riconosciute anche proprietà terapeutiche quali sudorifere, astringenti, antiasmatiche e, per uso esterno, come lenitivo antinevralgico.
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Scheda
Nome latino:
Helichrysum italicum G.Don subsp. microphillum
Nome sardo:
Erva 'e Santa Maria, vrore 'e Santu Juvanne
Flora:
Famiglia:

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