Riccio

Un riccio sorpreso nel bosco (foto Angelo Puggioni, Forestas)

Il Riccio è un mammifero che spesso viene impropriamente chiamato porcospino (nome che dovrebbe essere riferito all'istrice).
Questo mammifero ha caratteristiche morfologiche arcaiche (formula dentaria e conformazione del cervello) che lo accomuna ai primi comparsi sulla Terra al termine del Cretaceo, rispetto ai quali non si è differenziato di molto: dopo milioni di anni ha solamente evoluto il tipico rivestimento di aculei

In Italia la specie è diffusa con tre sottospecie (oltre alla sottospecie nominale, anche consolei ed italicus) in gran parte del territorio nazionale, comprese Sicilia e Sardegna.  Le popolazioni isolane, inclusa quella sarda, così come quelle iberiche, risultano geneticamente ben differenziate da quelle continentali.

Il riccio comune misura fino 25–27 cm di lunghezza, per un peso che solo eccezionalmente supera il chilogrammo (prima dell'inverno il peso può raddoppiare). La coda tipicamente è corta, appena 2,5 cm.

Spesso ci si imbatte, anche vicino ai centri abitati, in questi curiosi animali: il consiglio dei nostri esperti è di non toccarli.  Se invece sono piccoli e non accuditi (potrebbero esser stati abbandonati dai genitori disturbati) o chiaramente bisognosi di aiuto, in Sardegna bisogna rivolgersi alle cliniche veterinarie competente per territorio, convenzionate con la Provincia/Città Metropolitana: i Centri Recupero Fauna Selvatica ed il personale dell'Agenzia Forestas, se necessario, saranno contattati direttamente dalla clinica veterinaria competente, DOPO aver gestito l'emergenza. 

Extra

Il consiglio, se le condizioni di salute di un riccio sembrano preoccupanti, è di contattare subito la clinica convenzionata e competente per territorio, che darà assistenza

Nel frattempo, quando sembrano avere problemi di sotto-alimentazione, i nostri esperti suggeriscono di trattarli con acqua zuccherata o acqua con miele, ed omogeneizzati (quelli per bambini che si trovano nei supermercati) alla frutta o alla carne.

Questo approccio può permettere di salvare la vita a tali piccole creature. 

Areale di distribuzione:
Ampiamente diffuso nell’Europa Occidentale, nonché in Russia e nella Siberia occidentale, il riccio si trova in Sardegna con la sottospecie di E. europaeus italicus, presente anche nell’Italia settentrionale e peninsulare. La sua presenza sull’Isola sembra sia dovuta all’introduzione in tempi storici.
Identificazione:
La sottospecie si distingue dalla specie E. europaeus per le dimensioni leggermente più ridotte del corpo e della coda e per il colore più chiaro. La lunghezza, misurata dalla testa alla coda, varia dai 23 ai 29 cm. Il muso è appuntito, gli occhi grandi e vivaci, le orecchie piccole e tondeggianti. Il muso e il ventre sono ricoperti di peli marrone chiaro quasi giallastri, mentre la parte superiore è caratterizzata dalla presenza di aculei della lunghezza di 25 mm e dello spessore di 1 mm. Gli aculei sono giallastri con una banda bruno scuro. Il corpo risulta un po’ tozzo, senza una netta separazione testa-tronco, mentre le zampe sono robuste, corte e con cinque dita munite di lunghe e forti unghie.
Habitat:
Il riccio predilige zone con una discreta copertura vegetale come le boscaglie e le macchie, lo si trova frequentemente ai margini delle aree coltivate, nei giardini, nei parchi e nei frutteti, dove può trovare non solo il cibo ma dei buoni nascondigli. Lo si può trovare sia a livello del mare sia ad altitudini elevate, solitamente, però, vive nelle zone di pianura e collinari. E’ un animale territoriale, che conduce una vita solitaria, si rifugia in tane scavate sul terreno o abbandonate da altri animali, che ricopre con muschio ed altri vegetali.
Riproduzione:
Gli accoppiamenti avvengono a fine inverno e i piccoli nascono a tarda primavera, dopo una gestazione di circa 5 settimane; la femmina partorisce, in un nido di foglie secche, 4 - 5 piccoli che lasciano il nido dopo circa un mese, ma restano con la madre fino all’autunno inoltrato. In condizioni favorevoli vengono prodotte anche due nidiate all’anno.
Status di conservazione:
Il riccio non è considerata, a torto, tra le specie con problemi di conservazione, tuttavia è raro e minacciato soprattutto a livello europeo e nazionale.
Fattori di minaccia:
La specie è localmente piuttosto comune, tuttavia gli incendi, le riconversioni dei frutteti ed il traffico stradale, principalmente durante il periodo primaverile-estivo, provocano una significativa diminuzione delle popolazione. E’ predato prevalentemente dalla volpe e dalla martora.
Grado di protezione:
Convenzione di Berna (legge 503/1981, allegato III); Legge Regionale 29 luglio 1998, n° 23
Curiosità:
È attivo soprattutto al crepuscolo e di notte, in cui caccia essenzialmente insetti, anfibi, uova e piccoli d’uccelli di specie nidificanti nel terreno, lucertole, lombrichi, topi. In periodi di scarsità alimentare si accontenta facilmente di funghi, bacche, radici. Il riccio è l’unico tra gli insettivori a trascorrere alcuni mesi in letargo durante l’inverno, da novembre a marzo; nelle isole mediterranee il letargo è discontinuo e i ricci sono attivi quasi tutto l’anno. La longevità in natura è di circa 10 anni. Il riccio è un animale esclusivamente notturno: si pensa che le abitudini notturne non siano dettate da esigenze di difesa (la cortina di aculei lo rende praticamente invulnerabile ai predatori) quanto piuttosto di un adattamento allo stile di vita delle proprie prede, che sono molto più abbondanti durante la notte. Nonostante appaia un animale goffo e generalmente si muova lentamente, il riccio è in grado di correre velocemente e si dimostra anche un ottimo nuotatore. Durante il giorno riposa nascosto nella sua tana, costituita solitamente da una cavità nel sottobosco, fra i tronchi e le foglie secche. Durante la notte, alla ricerca di cibo, percorre tragitti sempre uguali e non teme gli spazi aperti.
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Scheda
Nome latino:
Erinaceus europaeus italicus
Nome sardo:
Proheddu de lithu, Erghissone, Erit(t)u, Rizzu di maccia, Eriffu, Orruxioni, Iscriscione, isgriscione, ritu, arritzoni, arruscioni, ritzone, (e-)rizzu di maccia, irizzu, irittu, arrittzoni 'e matta, ricciu, arittu
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