Aquila reale

Aquila Reale

Si riconosce per le grosse dimensioni che caratterizzano gli esemplari adulti, che hanno le parti superiori del corpo di colore marrone chiaro e scuro, la testa assai più chiara, becco grande e ricurvo, l'occhio marrone, ali grandi e larghe dal piumaggio marron scuro.  

Volo elegante, abitualmente planato e volteggiato. 

Gli individui maschi possono raggiungere i 75 cm di lunghezza ed il peso di 3-3,50 kg, mentre le femmine sono leggermente più grandi ed arrivano a 90 cm circa di lunghezza ed un peso variabile tra i 4 ed i 6,50 kg.

L’apertura alare può superare i due metri.

Extra

Un rapace davvero evocativo degli ideali di potenza, libertà, eleganza, dignità: vola imponente e maestosa e durante il volteggio rialza le ali verso a formare una “V” molto aperta. Il suo caratteristico volo a festoni serve per difendere il proprio territorio ma anche nel corteggiamento...nel volo a spirale sfrutta le correnti termiche ascensionali; il volo di caccia è invece a bassa quota, costeggia i fianchi delle montagne, scansionando con la propria vista acuta in cerca di prede.  Raggiunge quote considerevoli: poi in picchiatala la velocità dell’Aquila reale può superare 250 km/h sino al limite dei 300Km/h.

Origine zoogeografica:
Oloartica
Areale di distribuzione:
L’aquila reale è presente praticamente su tutti i principali massicci montuosi dell’isola. Si tratta di una specie stanziale che nel periodo invernale si spinge spesso oltre il suo habitat preferito.
Identificazione:
Si riconosce per le grosse dimensioni che caratterizzano gli esemplari adulti. Volo elegante, abitualmente planato e volteggiato. Volteggia con rari battiti d’ala e tenendo le ali leggermente in avanti. Il piumaggio degli esemplari maschi è marrone scuro con delle lievi sfumature rossicce, le remiganti bruno-grigiastre barrate di scuro ed una colorazione chiara e leggermente dorata sulla testa e sul collo. A distanza ravvicinata è visibile una marginatura scura in corrispondenza del bordo alare posteriore. Parte mediana delle copritrici leggermente dorata. Nei 2/3 prossimali la coda appare grigiastra con barrature scure; ampia banda scura terminale. Le parti inferiori sono uniformemente castano scuro. Nelle femmine i colori sono sensibilmente più scuri. Le zampe sono ricoperte di piume, gli occhi sono grandi e direzionati frontalmente, denotando una vista acuta. Iride bruna. Tarsi calzati. Zampe gialle. Il possente becco ha la caratteristica forma ricurva verso il basso, nero in punta a base grigiastra, cera gialla. Gli esemplari giovani mostrano una colorazione simile agli adulti, ma con una minore presenza di sfumature, delle macchie bianche evidenti sotto le ali e la base della coda mostra anch’essa una colorazione bianca.
Habitat:
L’habitat preferito dall’Aquila reale è costituito dai pascoli d’alta quota e dagli ambienti piuttosto rocciosi; si tratta di luoghi impervi, ancora relativamente selvaggi e lontani dalla presenza umana. Dai suoi rifugi abituali l’Aquila reale si sposta sulle lunghe distanze in cerca di cibo, che cattura generalmente a terra. Le sue prede sono piccoli animali d’allevamento, volpi, conigli, lepri e pernici, ma spesso non disdegna le carogne.
Riproduzione:
Il periodo degli accoppiamenti è tra dicembre e febbraio, durante il quale, in seguito ad uno spettacolare corteggiamento costituito da picchiate, avvitamenti e leggeri tocchi del partner, la coppia sceglie il luogo più idoneo per nidificare. I nidi hanno grandi dimensioni e vengono costruiti nelle cavità rocciose o su gradini, preferibilmente situati su strapiombi e dominanti la gran parte del territorio sottostante. La deposizione si verifica tra marzo e aprile, con la produzione di uno o due uova. L’incubazione ha una durata media di 43-45 giorni circa, al seguito dei quali nascono i piccoli che permarranno nel nido per quasi tre mesi. I piccoli aquilotti appena nati sono ricoperti da una lanugine bianca che è destinata ad essere sostituita, dopo una ventina di giorni, da un piumaggio più folto.
Status di conservazione:
Specie rara a livello regionale, nazionale ed europeo.
Fattori di minaccia:
La perdita e l’alterazione delle zone di caccia, unite al bracconaggio, al collezionismo ed al disturbo antropico, sono le maggiori cause del declino della specie. Gli esemplari presenti sono purtroppo in numero ridotto e si teme per la sua scomparsa dai territori Isolani.
Grado di protezione:
Convenzione di Berna, All. III; DIR. CEE 409/79, All. I; L.R.23/98.
Curiosità:
Nel corteggiamento, la coppia fa dei voli a festoni o lanci di prede in volo. In questo periodo il giovane della covata dell'anno precedente viene allontanato dai genitori anche in maniera aggressiva. Prima della deposizione delle uova, la coppia costruisce o ristruttura il nido con fronde e rami sia secchi che freschi che strappano direttamente dagli alberi con gli artigli. L'uso di rami freschi, oltre a mimetizzare il nido, pare segnali alle altre aquile che quel territorio è occupato. In Sardegna i nidi vengono costruiti principalmente su pareti rocciose a strapiombo, ma anche - raramente - sugli alberi.
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Scheda
Nome latino:
Aquila chrysaëtos
Nome sardo:
S'Abbila, àbbili, abile, àchibi, àchili, àgula, àve, àe
Classe:
Ordine:
Famiglia:
Fauna:
Approfondimenti

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