Cinghiale

Cucciolo di Cinghiale
Origine zoogeografica:
Paleartica.
Areale di distribuzione:
Sardegna, Corsica. L’origine del cinghiale in Sardegna viene fatta risalire al rinsevaltichimento di popolazioni allevate per carne dall’uomo primitivo (neolitico). E' presente su quasi tutto il territorio, dalle zone costiere a quelle interne montane. E’ assente o occasionale nei Campidani di Oristano e Cagliari.
Identificazione:
Rispetto alla specie nominale, il cinghiale sardo è più piccolo, ha una lunghezza totale di 100 - 120 cm e raggiunge un peso massimo di 70 -80 kg. nei maschi adulti. Ha una corporatura tozza e robusta, compressa lateralmente; zampe piuttosto corte e snelle con quattro dita per arto provviste di robusti zoccoli, di cui le due dita centrali poggiano a terra mentre quelle laterali restano sollevate. La forma del corpo, affusolata sia anteriormente che posteriormente con gli arti posteriori più corti degli anteriori, è tale da offrire la massima resistenza agli ostacoli e un avanzamento veloce nel sottobosco. La testa, molto grossa e di forma conica, termina in un grugno nudo provvisto di un disco calloso (grifo) in cui si trovano le narici; gli occhi sono piccoli; le orecchie grandi e dritte; il collo è corto e quasi non si distingue dalla testa. E’ dotato di potenti zanne (canini) molto più sviluppate nei maschi, quelle inferiori sono più lunghe di quelle superiori, entrambe sono rivolte verso l’alto a formare una pericolosa arma di difesa o di offesa che il cinghiale utilizza portando la testa dal basso verso l’alto grazie ai forti muscoli del collo. Il corpo è ricoperto di robuste setole che, lungo la linea mediana del corpo formano una specie di criniera; il mantello degli adulti ha una colorazione bruno nerastra o bruno grigiastra, spesso brizzolata di peli biancastri in modo particolare nella testa e nella gola. la coda, a differenza di quella del maiale domestico, è dritta e termina con un ciuffo di setole. Ha 12 mammelle.
Habitat:
Il cinghiale è attivo soprattutto nelle ore crepuscolari e notturne, durante il giorno sosta nel sottobosco preferibilmente vicino a luoghi umidi. Vive di preferenza nelle zone boscose e nella macchia mediterranea, alternati a prati-pascoli. E’ un ungulato monogastrico perfettamente onnivoro, anche se predilige le ghiande, i bulbi e i tuberi delle piante erbacee. Non disdegna di frequentare le coltivazioni foraggere e i vigneti, causando anche notevoli danni alle colture. Con il «grifo» scava nel terreno lasciando tracce visibili del suo passaggio (le cosiddette “arature”).La specie ha un comportamento sociale e si costituiscono piccoli branchi, con esemplari di entrambi i sessi, formati da individui che hanno tra loro legami parentali e i piccoli dell’anno. I maschi adulti conducono generalmente, invece, vita solitaria.
Riproduzione:
Il periodo riproduttivo è abbastanza variabile in relazione all’andamento climatico e alla disponibilità alimentare; generalmente si colloca in autunno (ottobre). I maschi adulti vanno alla ricerca delle femmine e scacciano sia i maschi giovani che più deboli, anche i piccoli vengono scacciati ma tornano al branco subito dopo l’accoppiamento. Poco prima del parto, la femmina si allontana dal gruppo per costruire un riparo in cui partorire, costituito da un semplice fosso in prossimità di anfratti, ricoperto di foglie e altro materiale vegetale. Le nascite avvengono dopo tre mesi e mezzo dalla fecondazione. Il numero medio di piccoli è di tre - quattro per parto, anche in relazione all’età della madre. Trascorso qualche tempo dal parto, la femmina ed i nuovi nati si riuniscono ad altre femmine, costituendo dei branchi multifamiliari che hanno anche funzione di aumentando in questo modo la protezione dei cuccioli. L’allattamento dura circa 3 mesi, nonostante i piccoli siano in grado di nutrirsi di vegetali già dopo un paio di settimane di vita. Caratteristico il mantello dei piccoli, con le evidenti striature longitudinali giallastre su un fondo rossiccio, dopo i tre mesi circa di vita, la colorazione tende ad uniformarsi e ad assumere un colore rossiccio più scuro che verrà sostituito dalla livrea degli adulti a circa un anno di età.
Status di conservazione:
Specie non minacciata, negli ultimi anni ha conosciuto una notevole espansione.
Fattori di minaccia:
Gli esemplari adulti di questa specie non hanno nemici naturali se non l’uomo, attraverso la caccia, il bracconaggio ed il pascolo brado di suini domestici cui consegue l’inquinamento genetico e la trasmissione reciproca di epizoozie (peste suina, afta, etc.).
Grado di protezione:
L.R. 23/98. E’ una specie cacciabile
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Scheda
Nome latino:
Sus scrofa meridionalis
Nome sardo:
Sirbone,sirboni, sibròne, porcapru, sirvone.
Classe:
Ordine:
Famiglia:
Fauna:

Galleria immagini

  • Cinghiale nell'isola dell'Asinara
  • Cinghiale, ricerca di alimenti
  • Cinghiali nel ruscello
  • Cinghiali del Parco Nazionale dell'Asinara
  • Asinara, cinghiali

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