Euforbia

Euphorbia dendroides (foto Brotzu) 2

Piccolo arbusto alto sino a 2 metri a foglie caduche, molto ramificato, forma cespugliosa sferica o tondeggiante, con fusto e rami dicotomi (si biforcano in due apici). Fusti robusti e rossastri, uniti alla base a formare un tronco basso.
Gli steli portano all'estremità ciuffi di foglie lanceolate, dal verde-glauco al rossicio, fino a 6 cm.
Infiorescenze ad ombrella, con ghiandole giallastre: fiorisce tra novembre ed aprile, in estate va in estivazione (adattamento al clima che permette alla pianta di sopravvivere per lunghi periodi di grande caldo, riducendo al minimo il fabbisogno di acqua, entrando in uno stato spoglio di riposo. Superata l'estate queste piante concentrano la vegetazione (produzione di foglie, fioritura, fruttificazione) nella stagione più fresca.
Frutto a capsula liscia e grigia

Comune negli ambienti di macchia mediterranea: è un'essenza tipica e prospera in ambienti litoranei aridi e soprattutto calcarei, su scogliere e rupi presso il mare, fino al più a 700 m di quota 

Extra:

È una pianta emblematica della macchia mediterranea e della gariga mediterranea costiera: nel periodo invernale e primaverile forma dei veri e propri cuscini sferici di colore verde chiaro, mentre nel periodo estivo si presenta sotto forma di arbusti privi di foglie e dall'aspetto scheletrico (estivazione).   
I suoi rami, se strappati, secernono un lattice bianco irritante al contatto con la pelle, peggio ancora con gli occhi! Recenti studi hanno individuato possibili usi terapeutici delle molecole estraibili dal lattice delle Euforbiacee.

Etimologia:
Il nome Euphorbia (assegnato da Linneo) viene dal latino euphorbium, con cui s'indicavano le piante che producevano un succo latteo caustico e velenoso utilizzato nella medicina antica. Euphorbia infine potrebbe derivare da Euphorbius che è formato da due parole greche: eû ("buono") e phorbḗ ("pascolo" o "foraggio"), il cui significato finale potrebbe essere "ben nutrito".
Somiglianze e varietà:
Le euforbiacee sono una famiglia di piante a fiore dicotiledoni, composta da 227 generi e oltre 6.500 specie, con habitus vario (alberi, arbusti, liane, succulente cactiformi, erbacee) e diffuse in tutti i climi (esclusi quelli artici). Comprende specie con portamento arboreo, arbustivo o erbaceo. Molte specie sono laticifere, cioè producono e rilasciano lattice: un'emulsione di aspetto lattiginoso e consistenza collosa, tipicamente bianca. Le euforbie contengono un lattice acre e velenoso, ed alcune sono dotate di spine. Il genere è diffuso principalmente nelle regioni tropicali dell'Africa e dell'America, ma anche nelle zone dal clima temperato: alcune specie (E. dendroides) sono tipiche della macchia mediterranea. Le specie succulente sono originarie principalmente dell'Africa e del Madagascar.
Curiosità:
La pianta, che in sardo si chiama anche “sa Lua” secondo alcune leggende un tempo veniva utilizza per agevolare la pesca dei pesci nei fiumi dell’interno: i pescatori sminuzzavano i rametti dell’Euforbia in un contenitore con acqua tiepida e li pestavano in modo da far fuoriuscire il lattice: la poltiglia ottenuta, se sversata nello specchio d’acqua, stordiva i pesci (a causa della tossicità del lattice) facilitandone la cattura. Questo sistema di pesca non si usa più, ma si usa ancora invece il modo dire “alluau” riferito alle persone poco sveglie, o intontite dall’effetto di alcool o droghe appunto come “su pisci alluau”.
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Scheda
Nome latino:
Euphorbia dendroides
Nome sardo:
lua, luba, sculacacca, lattrighe de monte, lua di monti
Flora:
Famiglia:
Approfondimenti

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