Iperico

iperico dettaglio infiorescenza

L' iperico (noto anche come Erba di San Giovanni o cacciadiavoli) è un piccolo arbusto cespuglioso, piuttosto legnoso alla base, biennale o perenne.
Alto 20 -80 cm, con stelo a due spigoli, glabra, verde glauca, dotata di corto rizoma.
Il fusto è eretto e ramificato. Le foglie dell' Iperico sono opposte ed ellittiche, prive di stipole, disseminate di minuscole ghiandole trasparenti che in controluce sembrano forellini.
Presentano una colorazione verde brillante superiormente, più pallide inferiormente.
In giugno-luglio produce fiori gialli riuniti in corimbi ramificati che si trovano all' apice della pianta; i petali di forma ovale portano sul bordo peli secretori di colore rosso scuro. Il calice è dialisepalo e la corolla dialipetale. I frutti sono capsule ovali che si aprono a maturità e liberano semi di colore bruno.

Solitamente l’iperico cresce in “macchie” numerose e la sua densità di fioritura lo fa spesso risaltare nei prati.

Extra:

Noto nella medicina tradizionale per le sue proprietà fitoterapeutiche, in particolare quelle antidepressive e antivirali.  Cinque punte di stella, macchie scure di sangue sui petali, foglioline che, controluce, appaiono bucherellate. 
Sono numerosi i suoi nomi comuni: il più noto è Erba di San Giovanni,  epiteto legato alla fioritura che è massima verso il 24 giugno (ricorrenza di San Giovanni.
Il nome di erba dall'olio rosso è dovuto al colore dell'essudato rilasciato dai fiori ricco nel principio attivo ipericina; il nome "scacciadiavoli", molto usato nei secoli passati, deriverebbe dal fatto che quest'erba consacrata a San Giovanni e dalle molteplici proprietà terapeutiche, si riteneva fosse efficace contro ogni tipo di male.
 

Corologia:
Specie paleo-temperata, divenuta subcosmopolita ( Europa, Asia, Africa Settentrionale e naturalizzata in America). E' presente in tutto il territorio italiano.
Fenologia:
Fiorisce da maggio a settembre e fruttifica da giugno in poi.
Habitat:
Cresce nei terreni asciutti, lungo i margini delle strade, ai bordi dei campi, nei pascoli aridi e non disdegna vecchi muri. E’ presente dal livello del mare fino alla fascia montana.
Forma biologica:
Emicriptofita scaposa.
Etimologia:
L'etimologia del nome scientifico "Hypericum" è dibattuta: tra le tante, citiamo una teoria che la fa derivare dal greco (hupér, "sopra") ed (eikṓn - "immagine, icona") in quanto era comune appenderla sopra le immagini sacre per allontanare gli spiriti maligni. Foglie piccole che appaiono bucherellate in superficie, se viste contro-luce: per questo l’iperico si dice “perforatum”.
Curiosità:
Viene utilizzato nelle infezioni delle vie respiratorie, nei casi di insonnia e di ipertensione arteriosa; contro la bulimia, l'herpes simplex, la gastrite e le infiammazioni delle mucose gastrointestinali; nelle forme di depressione leggera. L'iperico viene impiegato nel settore liquoristico per produrre liquori aromatico-digestivi. In tintoria vengono utilizzate le infiorescenze fiorite per ottenere un colore variabile dal giallo al verde.
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Scheda
Nome latino:
Hypericum perforatum L.
Nome sardo:
Erba de piricoccu, viore 'e Santu Zoseppe, Erba de Santu Giuanni
Flora:
Famiglia:
Approfondimenti

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