Campidano

Foresta Campidano, sguardo sul CEAS e sul golfo di Cagliari

Inquadramento amministrativo

Provincia: Cagliari
Comuni: Sinnai, Settimo S. Pietro, Dolianova, Soleminis
Superficie: 1600 ettari
Telefono centro cantiere "Sa Pira":   070 767596
Telefono Vivaio- CEAS  Mont'Arrubiu:  070 749523 - 070 748019

Informazioni generali e storiche

La Foresta Demaniale Campidano è situata nella Sardegna sud-orientale, nei pressi del capoluogo. Costituita da un unico corpo esteso circa 1600 ettari, di cui 489 ricadenti nella zona denominata Santu Barzolu di proprietà del comune di Sinnai e gestiti dall’ex-Ente Foreste (ora Agenzia regionale Forestas).
Il complesso confina a sud con il centro abitato di Sinnai e Settimo S. Pietro, ad ovest con quello di Soleminis mentre a nord-ovest del perimetro si trova il comune di Dolianova.

Il corpo storico della foresta demaniale fu acquisito dall’amministrazione forestale intorno al 1900 per l’avvio dei lavori di rimboschimento che sono proseguiti nei decenni successivi.
Di particolare interesse la pineta adulta di pino d’Aleppo ubicata a Sa Pira (Sinnai) per la cui realizzazione fu impiegata manodopera costituita da prigionieri austriaci della I guerra mondiale.
In località “is Landireddus” si segnala inoltre un’area impiantata a sughera nel 1906.

Punti di accesso

Dall’accesso ubicato a sud della foresta, in località Sa Pira, verso la Pineta di Sinnai, si trova un punto informazioni, ricavato da un’antica caserma restaurata. Da qui, proseguendo sulla destra si arriva alla località “Bruncu Mogumu”, un colle panoramico che ospita un sito archeologico di notevole interesse. Nei pressi si incontrano ancora i resti di un fabbricato distrutto dall’incendio del 1997 che ha attraversato la foresta devastandone una vasta area.

L’accesso da Soleminis, a nord della foresta, porta in località Mont’Arrubiu (include territori al confine con Dolianova) dove si trova un vivaio e la ex-caserma forestale ristrutturata e destinata alle attività di educazione ambientale (C.E.E.A.S.).
Il centro è aperto occasionalmente, per visite didattiche da concordare, dalle 08 alle 14. 
Per maggiori informazioni sulle attività legate all’ educazione ambientale è possibile consultare l’apposita sezione del sito.

Il corpo di Santu Barzolu (Sinnai) individuato come Sito di Interesse Comunitario, si unisce alla foresta demaniale nella zona di Bruncu Cirronis e Cuccuru sa Cruxitta e si estende ad est a comprendere il bacino imbrifero del Rio Santu Barzolu, nell’area del lago artificiale che alimenta l’acquedotto.  

Aspetti climatici:
Il clima della zona è tipicamente mediterraneo semiarido, con scarso surplus idrico invernale ed elevato deficit idrico durante l’estate; in località Sa Pira la piovosità media annua risulta di 457 mm distribuiti in 58 giorni; il periodo arido ha durata di 3,5 - 4,5 mesi, con elevate temperature massime; il periodo freddo invernale raramente supera i due mesi ed è piuttosto mite (classificazione Pavari: Lauretum sottozona calda).
Aspetti geopedologici:
Il substrato litologico è costituito da metamorfiti (scisti) del Paleozoico, altamente erodibili, che danno luogo a suoli spesso poco profondi, in genere molto sassosi e a tratti con un elevata rocciosità. Le vette più elevate sono: Bruncu Paiolu ( 252 m); Bruncu Mogumu (329 m); Monte Terramala (486 m), Bruncu Baraccu (m. 655) e Bruncu Cirronis (629 m). I principali corsi d’acqua che attraversano la foresta o vi si originano, tutti a carattere torrentizio, sono il Riu Mont’Arrubiu, il Riu Carrubedda, il Riu Misa , il Riu Paiolu, il Rio Sa Pira e il Rio Cirronis.
Aspetti vegetazionali:
La vegetazione è in gran parte originata dai rimboschimenti eseguiti per tutto il secolo scorso ed è costituita da impianti puri di conifere ormai maturi, in particolare il pino d’Aleppo che ha dato risultati molto interessanti formando popolamenti naturaliformi assai ben adattati che si rinnovano spontaneamente, e da impianti più recenti misti di conifere e latifoglie, soprattutto sughera; anche la presenza di sughera sparsa e del leccio a portamento arbustivo, si devono probabilmente ad interventi di semina effettuati nella prima metà del ‘900. Sono anche state inserite in alcune aree specie esotiche, come acacie, eucalipti, cipresso dell’Arizona etc… Le formazioni spontanee sono macchie a olivastro e lentisco con fillirea e ginepri, talvolta degradate a cisteti, e nelle aree più fresche arricchite dal corbezzolo; il leccio vi è abbondante ma spesso non si sviluppa in altezza, e lembi di bosco ceduo si trovano solo nei compluvi o alle altitudini più elevate. La foresta è stata danneggiata più volte marginalmente da incendi e, purtroppo, a luglio 1997 uno di grande entità la ha traversata da ovest a est, distruggendo la maggior parte della storica pineta di Pino d’Aleppo, della quale resta ora solo una limitata superficie nella zona di Sa Pira; nell’area incendiata, dopo il taglio degli alberi bruciati, sono in corso lavori per la ricostituzione della vegetazione e alcuni nuovi rimboschimenti. Aspetti faunistici La fauna comprende specie piuttosto comuni come il coniglio selvatico, la lepre sarda, la pernice e la quaglia uccelli migratori, la volpe, e, solo nelle aree più boscate, il cinghiale sardo.
Come si raggiunge:
La foresta è raggiungibile dall’abitato di Sinnai, percorrendo la Via della Pineta, e da quello di Soleminis percorrendo circa 5 chilometri su strada parzialmente asfaltata. All’interno solo brevi tratti di piste sono percorribili con veicoli a motore privati, gli orari di accesso sono : 6,30 – 20,00 nel periodo estivo e 7,00 – 18,00 in quello invernale. Salvo limitate aree di lavoro è invece sempre libero l’accesso e il transito a piedi, in bicicletta o a cavallo.
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