Filigosu

Foresta demaniale Filigosu

Il complesso forestale di Filigosu si estende nella zona centro settentrionale della Sardegna ed è contiguo alla foresta demaniale del monte Lerno, situata più a sud. L’acquisizione al demanio, in seguito a compravendite dal Comune di Oschiri e da vari privati, risale al 1965.
Da segnalare, in località Su Romasinu, un sito archeologico caratterizzato dalla presenza di numerose Domus de Janas, testimonianza di antichi insediamenti di epoca pre-nuragica. 

Superficie: 3952,3 ha così ripartiti:
- 592,4 ha concessione dalla RAS per 99 anni, in comune di Berchidda
- 3359,9 ha concessione dalla RAS per 99 anni, in comune di Oschiri 

Tel/fax 079 733307

Aspetti climatici:
Il clima è di tipo semi continentale, con inverni umidi con una piovoistà molto elevata e spesso di forte intensità. Il periodo freddo dura mediamente 4 mesi con una media minima del mese più freddo inferiore a 3° circa, e una media dei minimi annui intorno a 4°-5°C; l'estate ha una durata media di 3 mesi e si presenta con una media del mese più caldo inferiore a 24°C; secondo la classificazione fitoclimatica del Pavari nel Lauretum, la foresta rientra nella sottozona fredda. Le precipitazioni nevose, poco frequenti, ricoprono con abbondanza soprattutto nelle quote più alte, ma permangono nel terreno pochi giorni.
Aspetti geopedologici:
L'area della foresta presenta varie caratteristiche morfologiche: alle deboli incisioni che interrompono la sinuosità delle aree pianeggianti, si contrappongono aree fortemente accidentate. All’interno dell’area, le quote variano tra i 200 e gli 812 m del rilievo più importante, il monte Giuanne Osile, mostrando una diminuzione graduale procedendo verso la parte settentrionale. La litologia, prevalentemente granitica, ha originato suoli più o meno evoluti, in relazione alla stabilità dei versanti ed alla consistenza della copertura vegetale. Litosuoli con rocce affioranti, caratterizzano le aree dove l'azione combinata degli incendi e degli agenti erosivi ha determinato l'affioramento del substrato pedogenetico. Nelle aree dalla morfologia meno accidentata si riscontrano i suoli più evoluti, provvisti di una copertura vegetale, grazie anche all'assenza di incendi recenti. Tutto il territorio ricade nel bacino imbrifero del Coghinas e risulta attraversato da diversi corsi d'acqua, tutti a regime torrentizio, in parte affluenti del rio Mannu. Quest'ultimo, per un brevissimo tratto, segna il confine con il complesso di monte Lerno.
Aspetti vegetazionali:
La foresta di Filgosu presenta una prevalenza di sughera e boschi misti di sughera e leccio. La sughera è presente in tutta l’area anche se solo nelle parti più basse tende a costituire boschi quasi puri. I boschi di sughera sono caratterizzati da un sottobosco con numerose specie di arbusti eliofili come la lavanda, il corbezzolo, le filliree e cisti e di popolamenti erbacei. In tali formazioni è quasi sempre presente anche il leccio. Questa specie risulta maggiormente diffusa nelle aree dove morfologia ed esposizione determinano una minore insolazione. A causa dei tagli e degli incendi subiti in passato le formazioni di leccio sono attualmente molto ridotte come estensione e sono presenti nelle aree e a quota più elevata. Sono sporadicamente rappresentate da cedui mentre più frequentemente si osservano situazioni di macchia evoluta a leccio, sughera, corbezzolo ed erica arborea che presentano un notevole dinamismo verso la ricostituzione della lecceta. La vegetazione più rappresentativa di tutta l'area è costituita da formazioni a sclerofille sempreverdi, arborescenti ed arbustive. Si presentano con una struttura complessa ed una composizione floristica variabile in relazione ai fattori ambientali ed evolutivi. I principali aspetti strutturali sono: - macchia alta, costituita da formazioni in cui gli elementi principali sono il leccio, la sughera, la fillirea, il corbezzolo, il lentisco, il ginepri - macchia bassa, costituita da forme prettamente arbustive quali il mirto, le ginestre, il rosmarino, i cisti, le eriche, il lentisco in forma poco sviluppata - macchia bassa a cisti ed erica costituita da cespugliati ed arbusti di altezza limitata ricopre vaste estensioni in territori interessati da incendi (1987) Da segnalare l’intensa attività di forestazione che è stata avviata dall'A.F.D.R.S. intorno al 1965. Gli interventi di nuovo impianto sono proseguiti regolarmente. Negli ultimi anni sono stati avviate le cure colturali e di ricostituzione boschiva sui rimboschimenti già affermati . Il principale scopo di tali operazioni è stato la protezione del suolo, la salvaguardia dal dissesto idrogeologico e la progressiva ricostituzione del patrimonio boschivo anche attraverso l'impiego iniziale di specie non originariamente presenti nell’area quali le conifere. Gli interventi attuati sono: - Impianto di conifere: in particolare iniziali interventi con pino domestico (Pinus pinea) e pino delle Canarie (Pinus canariensis) - Impianto di conifere: in particolare interventi con pino marittimo (Pinus pynaster) - Impianto di conifere e latifoglie finalizzato alla ricostituzione della copertura a bosco di leccio e sughera - Impianto di conifere e latifoglie finalizzato alla ricostituzione della copertura a bosco di sughera
Come si raggiunge:
La foresta si raggiunge seguendo la Strada Statale n.597 (Sassari-Olbia); vicino all’abitato di Oschiri, presso un bivio, un cartello indirizza verso una strada secondaria che porta l'ingresso della foresta.
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Complesso forestale di afferenza:
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