Monte Nieddu (Gutturu Mannu)

Monte Nieddu

Compresa tra le aree destinate a far parte del Parco naturale del Sulcis, la superficie della foresta di Monte Nieddu ricade per circa metà nell’area S.I.C. I.T.B. 001105 – ‘Foresta di Monte Arcosu,’ e in parte nell’’ Oasi permanente di protezione faunistica ‘Gutturu Mannu - Monte Arcosu’ (decreti n°102 del 20.07.78 e n°1240 del 15.11.88.), mentre la località Bidda Mores, sempre ai sensi della L.R. 31/89, è considerata Area di Rilevante Interesse Naturalistico. Da segnalare presso Santa Barbara, lo spettacolo suggestivo e unico del canale di Bidda Mores, un profondo fossato inciso nella nuda roccia granitica.

Superficie: 2451 ettari 

Aspetti geopedologici:
La foresta è caratterizzata da una morfologia prevalentemente accidentata, costituita da massicci granitici del Paleozoico e da valloni, caratterizzati da forti pendenze, alternati da pianori. Presenta una morfologia più dolce il settore centrale della foresta, posizionato vicino al area servizi, dalla località Medau di Monte Nieddu sino a Serra Lumbrosa.
Aspetti vegetazionali:
Percorrendo la vallata del Rio Nieddu, che corre parallelo in alcuni tratti alla strada Villa S. Pietro – M. Nieddu, si possono ammirare splendidi esemplari di oleandro che si inseriscono in una vegetazione sempreverde costituita da esemplari di olivastri, lentisco e ginepro. La vegetazione interna al complesso è a tratti molto rigogliosa e interessante dal punto di vista estetico, costituita dalle formazioni a ceduo di leccio da macchia-foresta. Molto consistente la presenza della sughera conferisce un aspetto vario al paesaggio. Le tipologie vegetali arboree presenti nella foresta sono costituite dai cedui di leccio, dalle fustaie di sughera e dalle abbondanti formazioni costituite da macchie e cisteti. Molto elevata la copertura arbustiva laddove è assente quella arborea.
Aspetti faunistici:
Le specie animali che vi abitano sono numerose e di elevato interesse naturalistico e storico. Sono stati reintrodotti in numero consistente il Cervo sardo, specie che ha rischiato l’estinzione ma ad oggi prolifera distribuendosi sull’intero territorio del Sulcis. Nel complesso vi è presenza del nucleo più numeroso di questo mammifero. Dapprima introdotti e tenuti all’interno di un’area recintata, questi animali si sono ambientati riconquistando quegli spazi che un tempo erano stati sottratti dalla forte antropizzazione e sfruttamento ai fini venatori del territorio. Presente anche il cinghiale. Popolano la zona anche altri piccoli mammiferi come le volpi, le donnole, il gatto selvatico e i ghiri. Non è raro incontrare l’Aquila reale, l’Aquila del Bonelli, lo sparviero e l’astore.
Come si raggiunge:
Vi si accede dal centro abitato di Santadi o da Cagliari, percorrendo la strada S.P. Macchiareddu-Santadi oppure dal centro abitato di Villa S. Pietro percorrendo la strada parallela al corso del Riu Mannu, e svoltando sulla strada sterrata, sulla sinistra, una volta giunti in loc. Balloi. Si attraversa internamente per un tratto di circa 5 km, la F.D. Is Cannoneris, e si percorrono altri 2 km. prima di arrivare all’area servizi di M. Nieddu.
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