Edera Comune

edera avvinghiata ad un leccio

Frutice lianoso sempreverde, prostrato-diffuso (strisciante sul terreno) o sormentoso-rampicante (su alberi, muri e rocce, raggiungente anche i 15 m. di lunghezza) mediante radici avventizie adesive formatisi su rami sterili. Tronco e rami legnosi, raggiungenti col tempo un discreto diametro.

Extra:

L'edera è il titolo di un romanzo della scrittrice sarda Grazia Deledda, storia che si svolge in un paese della Sardegna all'inizio del XX secolo. Lo sfondo della narrazione è il decadimento tanto della nobiltà sarda quanto quello economico del posto...

Corologia:
Si trova in e uropa centrale e meridionale, Agrica settentrionale, zone temperate dell'Asia fino al Giappone, Canada, in Sardegna: Osilo, Monte Ferru, Catena del Marghine, Montagna di Ollolai, Villanova Monteleone, Montresta, Abbasanta, Aritzo, Iglesias, Santadi, Pula, S. Francesco d'Aglientu, Nulvi, Monte Limbara, Thiesi, Monte Albo, Monte Ortobene, Macomer. In genere vegeta nelle zone umide e fresche.
Fenologia:
Fiorisce tra settembre - ottobre. La fruttifcazione avviene in primavera
Habitat:
Boschi mediterranei e siepi (sugli alberi ed arbusti), muri, rupi; preferibilmente nei luoghi ombrosi (è specie mesofila, ma vive anche in luoghi caldi ed aperti)
Curiosità:
Gli usi sono diversissimi, ad esempio viene utilizzata nella medicina popolare sarda per curare tosse e raffreddori, ma anche per lenire mal di pancia e come lenitivo per curare le ustioni, oppure per conciare pelle di capretti e agnelli, o come colorante ed anche smacchiante
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Scheda
Nome latino:
Hedera helix
Nome sardo:
Edera, Edola, Edra, Ellera, Candelàlzu, Candelaru, Bedra o Breda, Brèddula, Grèddula, Candelatzu, Dreddula
Flora:

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