Falco di palude

Falco con preda, foto da Sardegna Digital Library.jpg

Un rapace tra i più belli che si incontrano in Sardegna, dove nidifica tipicamente negli stagni e nelle aree umide da nord a sud, spesso nascondendosi tra i canneti ai bordi degli stagni
(dove usa costruire il proprio nido e deporre le uova).

Oltre alle coppie nidificanti (popolazione stanziale sarda) compaiono regolarmente nella nostra Isola ulteriori migratori, nella stagione fredda. 

La popolazione di Falco di palude cresce quindi d’inverno, per l'apporto di individui svernanti provenienti dal Nord Europa:Polonia, Russia e Finlandia.

Il Falco di palude occupa un areale di nificazione vastissimo: dalla Scandinavia al Nord Africa, fino ad Asia, India e Oceania.

Extra

Si tratta di una specie rara e protetta.
Caratteristico volo basso, con lunghe planate e scarsi battiti d’ala: le ali vengono tenute leggermente sollevate.
Talvolta durante la caccia assume la posizione "a spirito santo”.

Origine zoogeografica:
Paleartico-paleotropicale-australasiana
Areale di distribuzione:
Europa, Asia, Africa. In Sardegna è stazionario nidificante negli stagni dell’Oristanese, del Cagliaritano e della Sardegna Nord e Sud-Occidentale. Oltre alle coppie nidificanti (popolazione stanziale) compaiono regolarmente ulteriori individui migratori nella stagione fredda, svernanti con un discreto contingente nelle zone umide dell’isola.
Identificazione:
Ha una lunghezza di 48-55 cm. e un’apertura alare di 115-130 cm. Becco curvo nerastro con cera gialla.. Vista acutissima. Presente un leggero dicromismo tra i due sessi. Il maschio è caratterizzata da una triplice colorazione: grigia, nera e marrone. Nella parte superiore sono marrone scuro il dorso e le copritrici alari mediane e maggiori più interne, in netto contrasto col grigio pallido-biancastro delle remiganti secondarie e di parte delle remiganti primarie. Il contrasto è ancora presente nelle copritrici primarie che costituiscono una chiazza crema ben distinta con le maggiori esterne, infine nella coda. Anche il sopraccoda è chiaro, tanto che in alcuni casi appare come una chiazza bianca sul groppone. Le remiganti primarie più esterne che costituiscono la punta dell’ala, sono nettamente nere. La testa ed il collo bianco-crema con striature scure risaltano molto meno rispetto a quelle della femmina. In corrispondenza dell’occhio la striatura si fa più visibile. Le parti inferiori sono rosso scuro. Le copritrici inferiori possono variare dal biancastro al crema al bruno-rossiccio, determinando la presenza di esemplari scuri, chiari o con tonalità intermedie. Remiganti secondarie biancastre, grigio-argentee, così come le primarie più interne. Nell'ala è talvolta presente una marginatura scura, soprattutto in corrispondenza delle remiganti secondarie. Punta alare nera, coda grigio pallido. Zampe gialle come i lunghi tarsi nudi che possono essere nascosti da calzoni. Iride gialla. La femmina non ha grigio, colorata superiormente di bruno scuro con testa, spalle, gola da biancastri a giallo chiaro. La tinta chiara del capo si estende anche al bordo alare anteriore fino alle giunture carpali interessando le spalle e le copritrici minori. Coda scura a volta grigiastra. Esistono individui adulti melanici. Il giovane è molto simile alla femmina.
Habitat:
Frequenta gli ambienti umidi, gli argini ricchi di canneti. Le zone di caccia sono spesso localizzate nelle fasce cotonali. Si nutre prevalentemente di piccoli mammiferi, uccelli, talvolta pesci e insetti. Può cibarsi anche di carogne. Caccia durante il giorno.
Riproduzione:
Il luogo ideale per la nidificazione sono i canneti. La deposizione delle uova (circa 3-8) avviene a marzo, aprile, maggio. Il nido è robusto e viene costruito tra i canneti vicino all’acqua.
Status di conservazione:
Specie rara a livello regionale e nazionale, vulnerabile a livello europeo.
Fattori di minaccia:
Alterazione e riduzione degli habitat, bracconaggio.
Grado di protezione:
Convenzione di Berna, All. III; DIR. CEE 409/79, All. I; L.R.23/98
Curiosità:
Quello degli Accipitriformes è un ordine di uccelli in cui si includono la gran parte dei rapaci diurni (predatori nelle ore non notturne). Tradizionalmente, i rapaci erano raggruppati in quattro famiglie nell'ordine dei Falconiformes, ma questo gruppo sistematico presentava dei problemi. In Europa è quindi diventato comune dividere in due rami i principali rapaci: una parte dei rapaci volgarmente chiamati "falchi" (ed altri rapaci come il gheppio...) rimangono nell'ordine Falconiformes (circa 60 specie in 4 gruppi) mentre molti altri come il falco di palude ed i rapaci della famiglia Accipitridae (aquile, poiane, avvoltoi del Vecchio Mondo) sono stati inseriti nel separato ordine degli Accipitriformes. In accordo con la scissione di Falconiformi e Accipitriformi, una recente analisi comparativa del genoma - peraltro molto controversa - suggerisce che i falchi sarebbero più strettamente legati ai pappagalli e ai passeriformi che agli altri uccelli. Tutto questo dovrebbe spiegare perché ci siano alcune specie che, pur conservando il nome generico e volgare di "falchi", non sono più considerati Falconiformi ma appartengono all'ordine degli Accipitriformi.
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Scheda
Nome latino:
Circus aeruginosus
Nome sardo:
Stori de puliga
Classe:
Ordine:
Famiglia:
Fauna:
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