Il falco: un rapace davvero interessante sotto vari punti di vista

03 Maggio 2020
Peregrinus_hawk (foto wikimedia di Kiwicode  CC BY-SA )

Il genere Falco è rappresentato da oltre quaranta specie distribuite in tutto il globo.  Le dimensioni di questi rapaci sono molto variabili, con un peso che varia dai 100 g del gheppio americano (Falco sparverius) ai 2 kg della femmina del girfalco (Falco rusticolus).

Tutti i Falconidi presentano delle caratteristiche comuni, come: testa piuttosto piccola, occhi di grandi dimensioni, posti lateralmente a garanzia di un ampio campo visivo e provvisti di membrana nittitante che tiene umido e protegge l’occhio durante il volo e la caccia.  Altra caratteristica sono le striature scure sulle guance, un becco robusto e provvisto di un “dente” tagliente sul margine superiore e narici arrotondate munite al centro di una piccola protuberanza. Ma la caratteristica principale di questi rapaci, molto evidente durante il volo, è la linea aerodinamica, con ali lunghe e appuntite che consentono movimenti molto agili e, nel caso del Falco pellegrino, la velocità unica nel mondo animale, con oltre 350 km/ora documentati in fase di picchiata.
Tra i rappresentanti del genere Falco, il Falco pellegrino è il rapace più cosmopolita, essendo diffuso in tutti i Continenti (ad esclusione dell’Antartide) con 19 sottospecie scientificamente riconosciute.

Le diverse sottospecie, considerata anche la diversità degli ambienti occupati, hanno un comportamento differente rispetto alla stanzialità e dunque al legame con il territorio. In genere le popolazioni e le sottospecie più esposte ad ambienti rigidi e freddi, tendono a migrare.   È il caso della sottospecie nord europea Falco peregrinus calidus il cui vasto areale di riproduzione occupa tutta l’Europa ed Asia settentrionale ma che con l’arrivo del freddo migra a sud, fino all’Africa e subcontinente indiano.

Qualche esemplare di passo invernale capita anche in Sardegna. Più raramente può capitare da noi un'altra sottospecie, sempre migratrice invernale, il nord americano Falco peregrinus tundrius che si riproduce in Canada, Alaska e Groenlandia per poi migrare fino all’America del sud e - talvolta - in Europa mediterranea e Africa.  

Mitologia del Falco Pellegrino

Questo rapace è stato mitizzato dall’uomo nel corso dei millenni e la sua rappresentazione, come essere totemico e iconico, ha segnato importanti tappe della storia culturale ed evolutiva della società umana sotto numerosi punti di vista: religioso-culturale, storico-venatorio, ecologico-naturalistico.   La rappresentazione iconica sicuramente più nota è quella riferita al Dio Horus che, raffigurato presso gli antichi egizi proprio con la testa di questo falco, incarnava la divinità del cielo e del sole.   Anche presso i greci l’animale rappresentava un essere divino, infatti era considerato il nunzio di Apollo

La Falconeria

Dal punto di vista storico-venatorio il Pellegrino è sempre stato il rapace prediletto dalla falconeria. Pietra miliare di quest’arte venatoria è l’opera “De arte venandi cum avibus” di Federico Ruggero di Hohenstaufen (re di Sicilia come Federico I, dal 1198 al 1250) e Imperatore del Sacro Romano Impero (come Federico II, dal 1211 al 1250).  Federico II fu, oltre che un regnante illuminato per quell’epoca, un uomo di grande cultura (parlava sei lingue compreso l’arabo).   Nella sua opera (l’arte della caccia con i rapaci) Federico II descrive in chiave “moderna” i problemi legati all’etologia, all’allevamento e all’addestramento delle principali specie utilizzate in falconeria.  Dalla descrizione delle tecniche di caccia, traspare la sua personale attenzione al principio dell'osservazione diretta e dell'esperienza, con assoluto spirito di indipendenza rispetto alla trattatistica precedente.  Quest’opera, staccandosi in maniera importante dagli scritti e trattati zoologici fino ad allora impregnati di mitologia, teologia e superstizione, rappresenta un fondamentale passo verso la moderna ornitologia e le scienze ecologiche.  Il Falco pellegrino è uno dei protagonisti principali di questa disciplina.

Nella storia della Sardegna

Il falco compare anche nella Carta de Logu (art.87 - De Astores):  Eleonora d'Arborea è stata la prima regnante europea (e forse al mondo) ad aver decretato la protezione dei falchi.
A lei è dedicato il nome del Falco Eleonorae - il falco della regina - un rapace presente nella nostra Isola, un migratore che arriva fino all'Africa sub sahariana e al Madagascar, da dove ritorna in Sardegna a primavera per riprodursi alla fine dell'estate. Nell'Isola sono presenti due delle colonie più importanti di questa specie nel Mediterraneo occidentale.

Alcune considerazioni sull'ecologia della specie

Dal punto di vista ecologico naturalistico questa specie, essendo al vertice della catena alimentare, è un'eccellente indicatrice ecologica.  Proprio per la sua posizione ecologica, questo rapace è stato malaugurato testimonial della lotta all’abuso di sostanze chimiche per il controllo di insetti e altri organismi dannosi per l’uomo.   La scomparsa e rarefazione di questa specie da ampie aree degli Stati Uniti e da altri paesi industrializzati è risultata infatti conseguente all’utilizzo del DDT per il controllo delle zanzare ed altri insetti.
Nel 1962 la biologa Rachel Carson pubblicò il libro “Primavera silenziosa”, che denunciava il DDT come responsabile dell’aumento dei casi di tumore nell’uomo e nocivo per la riproduzione degli uccelli, tra i quali proprio il Falco pellegrino, con prove documentate riguardo la sua tossicità diretta e nel processo di calcificazione del guscio delle uova e conseguente drastico abbassamento dell’indice riproduttivo. Il libro causò un grande clamore nell'opinione pubblica e il risultato fu che negli anni settanta il DDT venne vietato per l'uso agricolo sia negli USA che in Europa e vide la nascita del movimento ambientalista nel mondo occidentale.

Altri aneddoti storici

Due storie distinte hanno interessato questa specie durante le tanti, tristissime vicende della seconda guerra mondiale.
La prima storia riguarda la popolazione di falco pellegrino (Falco peregrinus peregrinus) presente in Inghilterra. Al culmine del conflitto mondiale i Servizi segreti inglesi tenevano i contatti con la resistenza francese e con le isole inglesi della Manica, attraverso l’uso di piccioni viaggiatori. Sicuramente un ottimo sistema di comunicazione, se non fosse che i piccioni sono tra le prede più appetite dal falco pellegrino. La soluzione (si dice su proposta diretta di Sir W. Churchill) fu quella di eliminare questa specie dalle coste dell’Inghilterra. Il risultato fu una caccia spietata a questo rapace nello stretto della Manica e nell’interno dell’Inghilterra. Per fortuna la fine della guerra arrivò prima che la specie potesse essere estirpata completamente.

Un'altra storia, in questo caso con un epilogo più triste, riguarda la piccola popolazione della sottospecie Falco peregrinus furuitii, il Falco pellegrino dell’arcipelago giapponese di Ogasawara, nell’estremo sud del Giappone, la cui flora e fauna ha subito un processo di evoluzione unico, tanto da conferirgli il soprannome di “Galapagos d’Oriente”.  Questo arcipelago fu teatro, verso la fine della seconda guerra mondiale, di una tristissima e feroce pagina del conflitto nel Pacifico. L’isola di Iwo Jima, in particolare, fu sottoposta nel 1945 ad un bombardamento particolarmente devastante. Purtroppo sembra che proprio in quest’isola fosse localizzata la piccola popolazione di questa sottospecie di falco che, sembrerebbe, sia stata completamente annientata proprio a seguito del bombardamento.
Attualmente la distribuzione ed eventuale sopravvivenza del Falco peregrinus furuitii è sconosciuta.

Status di conservazione

A parte alcune sottospecie, possiamo comunque affermare che attualmente questa specie si è resa protagonista di una spettacolare ripresa demografica, resa possibile da più strette misure di protezione e da svariati programmi di allevamento in cattività e reintroduzione.   A partire dagli anni '80 il Falco pellegrino è ritornato negli ambienti urbani di tutto il mondo. Non è raro vederlo in volo fra i palazzi anche nelle città della Sardegna, dove svolge un ottima attività di controllo nei confronti di piccioni e storni.  Ormai famosa è la webcam installata sul grattacielo Pirelli a Milano, dove da diversi anni una coppia di Pellegrini porta a termine la riproduzione. La loro vita quotidiana può essere seguita in diretta: 

http://mediaportal.regione.lombardia.it/portal/watch/live/17
 

(a cura di Dionigi Secci - responsabile Ufficio Biodiversità, Servizio Tecnico presso la DG Forestas)

Condividi:

Notizie ed eventi

20 Aprile 2021

Ha preso il via presso il vivaio Santu Loisu di Sorgono l'indagine sulle problematiche fitopatologiche dei vivai forestali gestiti dall'Agenzia Forestas.

Il progetto, in collaborazione con Agenzia...

19 Aprile 2021

I due bandi pubblicati lo scorso 21 dicembre sono stati ampliati e riaperti: sarà possibile presentare domante, per chi non l'avesse già fatto, sino al prossimo 19 maggio 2021.

14 Aprile 2021

La conferenza finale di INCREDIBILE si terrà online nelle giornate del 15 e 16 aprile 2021 .

Esplorerà e racconterà i risultati del progetto con un'enfasi speciale sulle iniziative chiave e sui ...

15 Aprile 2021

L’ Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Agenzia Forestas è operativo, sperimentalmente da oggi, anche su WhatsApp e TELEGRAM .

In questo particolare momento in cui l’accesso negli uffici è limitato, in applicazione dei protocolli anti-...

13 Aprile 2021

Forestas sta selezionando un biologo/naturalista esperto in pesca sportiva “ catch and release ” (C&R) per attuare un progetto di Tutela e gestione dei rifugi genetici della trota mediterranea in Sardegna

13 Aprile 2021

Si tratta di un ordinario taglio programmato di alcune piante pericolanti, programmato ed indifferibile per la sicurezza dei fruitori, come spiega l'Agenzia all'utente che aveva richiesto chiarimenti con una documentata segnalazione...

08 Aprile 2021

Nonostante l'emergenza Covid-19, è ripartito il 7 aprile il progetto " la Scuola nel Bosco " promosso da Forestas, Istituto scolastico e Comune di Dolianova...

06 Aprile 2021
SPLENDIDI PAESAGGI VENTOSI

Regione storica del Monte Acuto . Qui sughero e granito hanno rappresentato per anni la fonte economica di maggior rilievo: il territorio è ricco di boschi di leccio e principalmente querce da sughero...

03 Aprile 2021

Divieto di assembramento ed altre prescrizioni statali e regionali per il lockdown pasquale 2021 comportano in ogni caso l'impossibilità di fruire delle aree forestali demaniali destinate alla sosta e ai pic-nic dal 3 al...

30 Marzo 2021

Anche in Sardegna gli alberi di leccio ( Quercus ilex L.) sia nel verde pubblico che privato sono soggetti ad attacchi fungini che producono cancri corticali e decadimento strutturale del fusto: nei casi più...

29 Marzo 2021

Il 10 marzo 2021 è stato siglato tra le Agenzie regionali Forestas e Agris un accordo di collaborazione tecnico-scientifica per un progetto integrato, costruito grazie alle riunioni del Tavolo Tecnico per la difesa...

29 Marzo 2021

In questa pagina si rende disponibile la documentazione relativa a due ulteriori Piani Forestali Particolareggiati: quello del Supramonte ( Montes , Orgosolo) e di Is Cannoneris ( Gutturu Mannu , Domus de Maria e Teulada)...