La Giornata Internazionale della Montagna 2025, che si celebra l’11 dicembre, è dedicata al tema:
“I ghiacciai contano per l’acqua, il cibo e i mezzi di sussistenza nelle montagne e oltre”.
È anche uno dei momenti centrali dell’Anno Internazionale della Conservazione dei Ghiacciai 2025, proclamato dall’Assemblea Generale ONU.
LA GIORNATA NASCE PER...
- ricordare che le montagne coprono circa il 27% delle terre emerse e ospitano circa il 15% della popolazione mondiale;
- sottolineare che le regioni montane forniscono acqua dolce, energia, cibo e servizi ecosistemici essenziali per miliardi di persone, molto oltre i soli territori alpini o montani.
- focalizzare su elementi chiave per agricoltura, produzione idroelettrica, approvvigionamento idrico urbano, ecosistemi e biodiversità;
- celebrare le montagne quali luoghi sacri e identitari per molte comunità.
La Giornata, dunque, non è solo una celebrazione paesaggistica, ma un richiamo politico e culturale: difendere le montagne e i ghiacciai significa difendere acqua, cibo, energia, sicurezza e identità delle comunità locali e di chi vive a valle
"Beni comuni” e laboratori di cambiamento
Le aree montane sono viste sempre più come beni comuni da proteggere attraverso politiche integrate, cooperazione tra territori e innovazione (dati, monitoraggio, ricerca, nuovi modelli economici).
Le sfide principali
Le sfide che emergono in modo più chiaro sono legate al clima estremo e rischi naturali (scioglimento accelerato e il permafrost che si degrada aumentano il rischio di alluvioni improvvise da laghi glaciali, frane, crolli di versante, erosione e danni alle infrastrutture a valle) e alla crisi delle comunità montane (spopolamento, invecchiamento della popolazione, riduzione dei servizi essenziali e lavoro precario rendono difficile mantenere comunità resilienti in montagna...la giornata mondiale richiama alla necessità di servizi di prossimità, nuove opportunità per i giovani e qualità della vita in montagna) e alle pressioni economiche e turistiche (agricoltura, idroelettrico, turismo e trasporti risentono dei cambiamenti climatici; nello stesso tempo, un uso turistico poco regolato può aggravare fragilità ambientali.
Dunque, la Giornata Internazionale della Montagna 2025 è un invito a leggere i ghiacciai non come “neve lontana”, ma come infrastrutture vitali invisibili che sostengono acqua, cibo, energia, cultura e sicurezza, dalle alte valli fino alle città di pianura.
Giornata Internazionale della Montagna 2025: quale significato per la Sardegna
Il tema "I ghiacciai contano per l'acqua, il cibo e i mezzi di sussistenza", riveste per la Sardegna un significato profondamente diverso rispetto alle regioni alpine continentali: pur priva di ghiacciai, l'isola affronta sfide montane e territoriali che rendono questa giornata particolarmente rilevante per il nostro futuro.
Le montagne sarde e il paradosso della "Sardegna a ciambella"
La Sardegna conta aree montane e collinari significative (circa il 60% del territorio) ma da decenni è in atto un processo di concentrazione della popolazione verso le coste e le città. Storicamente, fino ai primi decenni del Novecento, le popolazioni erano invece concentrate anche nelle zone interne, più indenni da malaria e invasioni. Dalla seconda metà del dopoguerra, invece, l'industria turistica balneare ha attirato massicciamente i residenti verso la costa, generando il fenomeno della "Sardegna a ciambella": il centro si svuota e le coste si saturano.
Secondo le proiezioni ISTAT, la popolazione sarda calerebbe da 1,5 milioni attuali a meno di 1 milione di abitanti nel 2050, e l'invecchiamento sarà ancora più marcato che in Italia: oltre il 40% avrà più di 65 anni nel 2050.
l'Acqua: il vero "ghiacciaio" sardo
Se i ghiacciai alpini sono il simbolo della criosfera continentale, l'acqua costituisce per la Sardegna la vera risorsa critica del 2025. Le sfide idriche sarde rispecchiano quanto il tema della Giornata intende comunicare: gestione delle risorse naturali e minacce alla sicurezza alimentare.
La siccità rappresenta un flagello crescente in Sardegna. I cambiamenti climatici hanno - secondo alcune fonti - aumentato del 50% la probabilità di eventi siccitosi estremi. Le precipitazioni sono diventate sempre più irregolari, alternate a lunghi periodi senza pioggia, rendendo impossibile raccogliere e immagazzinare acqua adeguatamente. Nel contempo, oltre metà dell'acqua immessa nella rete di distribuzione va persa, una percentuale più alta rispetto alla media nazionale del 42,4%. L'impatto colpisce direttamente agricoltura, allevamento, approvvigionamento domestico e turismo.
Desertificazione e degrado del territorio montano
La Sardegna è una delle regioni europee maggiormente esposte al rischio di desertificazione. Questo è il risultato di tre fattori:
cambiamenti climatici, attività antropiche e processi degenerativi del suolo e della vegetazione. L'abbandono della montagna e della collina aggrava ulteriormente il rischio, la perdita della copertura forestale e la poca gestione del territorio aumentano il dissesto idrogeologico complessivo e minacciano anche le zone costiere. L'Agenzia regionale Foresta è molto impegnata, infatti, su questo fronte.
Crisi demografica e spopolamento: il nodo centrale
Per la Sardegna, la Giornata della Montagna 2025 diventa occasione per affrontare il tema cruciale dello spopolamento.
La montagna sarda deve finalmente passare dall'essere considerata un peso a una preziosa risorsa.
E questo richiede un cambio radicale di paradigma.
Le sfide demografiche si intrecciano con quelle economiche: mancanza di occupazione stabile, difficoltà nel reperire alloggi, precarietà, assenza di servizi essenziali (sanità, istruzione, trasporti) spingono i giovani verso le coste o fuori dall'isola. Lo spopolamento, a sua volta, alimenta un circolo vizioso di riduzione di natalità e invecchiamento.
Le opportunità: Green Community e gestione sostenibile
Accanto alle sfide, la Sardegna ha iniziato a mobilitare risorse con numerosi progetti di Green Community (4 progetti finanziati dal PNRR). Questi progetti puntano su:
- Transizione energetica: impianti fotovoltaici e sistemi intelligenti di monitoraggio idrico per ridurre gli sprechi;
- Gestione forestale sostenibile: riconoscimento del valore dei servizi ecosistemici forniti dalle foreste;
- Agricoltura rigenerativa: pratiche agronomiche innovative per sequestro di carbonio e biodiversità;
- Turismo sostenibile e consapevole: valorizzazione culturale e paesaggistica senza sfruttamento. Questa chiave di volta passa anche attraverso il recupero dei flussi turistici legati all'escursionismo ed il suo supporto attraverso la rete di rifugi e bivacchi istituiti dalla LR 14/2023 e non ancora completamente attuati.
La Giornata Internazionale della Montagna 2025 invita quindi la Sardegna a riconoscere che la montagna e le zone interne non sono aree marginali da abbandonare, ma infrastrutture strategiche per la resilienza climatica, la sicurezza idrica, alimentare ed energetica dell'intera isola.
Proteggere l'acqua in montagna significa proteggere le pianure costiere e le città; mantenere popolate le comunità interne significa controllare il territorio, prevenire i dissesti idrogeologici e conservare la biodiversità.
Ed è auspicabile un cambio culturale profondo: per far sì che la montagna sarda sia vista come una risorsa, non come un peso.


