Vesparia

Ophrys apifera

Pianta slanciata alta 15-50 cm, con infiorescenza lassa e allungata.
Foglie di colore verde chiaro prossime al grigio, oblungo-lanceolate.
Tepali esterni ovati, acuti, color roseo o bianchi con una linea mediana verde; gli interni più corti degli esterni, ottusi, pubescenti, triangolari, verdastri.
Labello vellutato, bruno-rossastro con linee gialle, profondamente trilobato; il lobo mediano dilatato e bilobato all’apice, i laterali con due gibbosità villose di colore bruno-giallastro, piccoli, stretti, divergenti.
Rostro lungo e flessuoso.

Extra:

La maggior parte delle orchideacee è inoltre soggetta a tutela integrale a seguito del recepimento della convenzione di Washington attraverso la Legge 150 del 7 febbraio 1992.
È bene rispettare e non recidere anche quelle non soggette a tutela.  Sono piante molto esigenti, non sopravvivono in casa o in ambienti diversi da quelli originari e la raccolta può seriamente compromettere la sopravvivenza di piccole stazioni

Corologia:
Specie rara presente in tutto il territorio nazionale. Assente nelle Alpi e nelle pianure alluvionali. Tipo corologico: Eurimediterraneo
Fenologia:
Aprile-metà luglio
Habitat:
Predilige i prati, gli uliveti, i pascoli, le macchie, dal piano fino agli 800 m raramente 1500 m s.l.m., su suolo calcareo umido o relativamente asciutto.
Forma biologica:
Geofita bulbosa
Curiosità:
Il termine apifera fa riferimento alla forma del labello che imita l'addome delle api Il meccanismo di impollinazione delle orchidee del genere Ophrys è basato sull’emissione di sostanze volatili (feromoni) capaci di di esercitare una forte attrazione sessuale sui maschi di alcune specie di Imenotteri; ma anche da stimoli tattili e visivi. Qualora il fiore non venga visitato dagli insetti, la specie è capace di effettuare l’autofecondazione, molto utile nel caso in cui la pianta cresca in luoghi dove gli insetti scarseggiano.
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Scheda
Nome latino:
Ophrys apifera
Nome sardo:
Sa sennorica
Flora:
Famiglia:
Approfondimenti

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