Rospo smeraldino appenninico

Bufus Balearicus (foto concessa, M.Marrosu)

Questo rospo smeraldino è detto anche rospo smeraldino appenninico o delle Baleari, ormai distinto dal rospo smeraldino europeo (Bufotes viridis).

Come il suo omonimo "cugino" è un tipico rospo dal corpo tozzo e tondeggiante, ricoperto di verruche e bitorzoli. La livrea è marrone-brunastra e grigio-bianca nelle parti inferiori e sul ventre con ampie macchie verdi. Per la livrea viene spesso confuso con altre specie: Bufotes viridis o Bufotes boulengeri siculus. I maschi, parecchio più piccoli delle femmine, posseggono una sacca vocale bianco-gialla.

Questa specie è presente nelle isole Baleari, in Corsica, in quasi tutta Italia, compresa la Sardegna, ed in una limitata area della Sicilia orientale.  Vive in ambiente terrestre e in acqua dolce.

Extra

Un tempo era classificato come Bufotes viridis, ma in epoca recente è stato riconosciuto come entità distinta (IUCN). Nella Fauna d'Italia viene descritta anche come Bufotes lineatus.

Areale di distribuzione:
Presente sulle isole Baleari, in Corsica, in quasi tutta Italia, compresa la Sardegna, ed in una limitata area della Sicilia Nord-orientale (Colliard et al. 2010). Largamente diffusa in tutte le aree di pianura e collina, risulta meno frequente nelle zone montane.
Habitat:
Con una popolazione in aumento, è abbastanza comune nelle aree planiziali continentali e in espansione in alcune regioni (Piemonte), anche a seguito di trasporto passivo, mentre nelle altre zone peninsulari italiane è localizzata e poco comune. Alcune popolazioni in ambienti antropizzati presentano una consistenza di popolazione non superiore ai 30 individui (E. Balletto et al. in Lanza et al. 2007). Specie termofila prevelentemente planiziale e collinare ma distribuita fino a 1330 (Romano et al. 2003) slm. Possiede notevoli capacità di adattamento termico, è specie legata a formazioni steppiche o para-steppiche termofile e predilige regioni costiere e zone sabbiose. Durante la stagione riproduttiva, utilizza anche zone a elevato grado di salinità, di confluenza al mare di piccoli corsi d'acqua. Le uova sono deposte in punti poco profondi di pozze (al massimo 60cm) o sulle rive di ruscelli e fiumare a lento scorrimento, siti artificiali generalmente in aree aperte.
Status di conservazione:
Nelle liste IUCN questa specie viene valutata a Minor Preoccupazione (LC) in quanto è ampiamente distribuita e in alcune zone del suo areale è in espansione (Piemonte), inoltre non è soggetta a particolari minacce per farla rientrare in una categoria di rischio.
Fattori di minaccia:
Minacciata dagli effetti dell'abbassamento della falda freatica che non consente il permanere dei corpi acquatici temporanei (per un periodo sufficiente a consentire lo sviluppo (E. Balletto et al. In Lanza et al. 2007). Abbandono delle pratiche agricole, uso di insetticidi ed erbicidi. Nonostante per molti siti si sia rilevato un'alta mortalità per investimenti o eccessivo calpestio delle larve e uova dovuto a mezzi motorizzati.
Grado di protezione:
Elencata in appendice II della Convenzione di Berna e appendice IV della direttiva Habitat (92/43/CEE).
Curiosità:
Un tempo era classificato come Bufo viridis; in epoca recente è stato riconosciuto come entità distinta (Stöck et al. 2008). Nella Fauna d'Italia viene descritta come Bufo lineatus (Lanza et al. 2007).
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Scheda
Nome latino:
Bufotes (Bufo) balearicus
Nome sardo:
Arrana pabeddosa, Arràna, arràna pintada, arrana sicca, ràna, rana niedda
Classe:
Ordine:
Fauna:
Approfondimenti

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