Concluso il progetto “Under Griffon Wings”: i risultati oltre ogni aspettativa

27 Luglio 2020
grifoni a bonassai

Cinque anni di lavoro (2015-2020)

Probabilmente si è trattato del più grande, lungo e importante progetto mai realizzato in Sardegna per la tutela del Grifone: ora si può lavorare per ampliare l'areale dell'avvoltoio, perchè l'Isola si è dotata di un moderno sistema di tutela, condiviso e co-gestito dagli allevatori.

Il progetto Life Under Griffon Wings (LIFE14 NAT/IT000484 “Sotto le ali del grifone”) è stato finanziato dalla Commissione Europea. 

Obiettivi e risultati

L’obiettivo su cui si sono incardinate tutte le azioni è quello di migliorare lo stato di conservazione dell’unica popolazione naturale in Italia di avvoltoio Gyps fulvus, risolvendo le principali criticità:

  • disponibilità alimentare nel territorio
  • presenza di veleni e farmaci potenzialmente mortali
  • disturbo nelle aree di nidificazione 
  • sensibilizzazione e informazione dei giovani e della popolazione in generale.

Gli interventi sono stati sviluppati dall’Agenzia Regionale FoReSTAS in partenariato con l’Università degli Studi di Sassari, il CFVA ed il Comune di Bosa

Grazie alle azioni di conservazione intraprese la piccola ed unica popolazione sarda di grifoni, presente nella parte nord-occidentale dell’isola, è passata da 100-120 individui e 35 coppie territoriali (stimati nel 2016 a inizio progetto) a 230-250 individui e 57 coppie territoriali (conteggiati all’ultimo censimento, del 2019). 

Le azioni di successo

Grazie anche alla collaborazione con la Vulture Conservation Foundation (VCF) è stata possibile la liberazione nei nostri cieli di 63 giovani individui provenienti dai centri di recupero della Spagna (58 esemplari) e dal programma di riproduzione in cattività portato avanti dall’ARTIS Amsterdam Royal Zoo (5 esemplari).

RESTOCKING

L’operazione di ripopolamento (restocking) ha garantito un notevole ringiovanimento della popolazione sarda e, considerato che la maturità sessuale di questi animali viene raggiunta intorno al 5-6 anno di età, si prevede un importante aumento di coppie nei prossimi anni. 

Cura e riabilitazione

L’accoglienza e il rilascio degli individui sono stati curati dall'Agenzia FoReSTAS che, in quest’ambito, ha potenziato il CARFS di Bonassai(SS) (il Centro di Allevamento e Recupero della Fauna Selvatica gestito dai Veterinari Forestas) con la dotazione di grandi voliere e attrezzature destinate alla cura e riabilitazione degli avvoltoi. 

I rilasci

Sono avvenuti in 5 fasi, a partire dalle voliere di acclimatamento localizzate in coincidenza con due aree di alimentazione (carnai centralizzati) di Porto Conte (Alghero) e Monte Minerva (Villanova Monteleone). 

I Carnai

La fase di rilascio dei giovani grifoni è stata infatti preceduta dalla realizzazione di due carnai centralizzati, gestiti dall'Agenzia FoReSTAS che - per mitigare la carenza alimentare e garantire la salubrità delle carcasse - continueranno a funzionare nei prossimi anni. Si tratta di un'innovazione che è il vero e proprio fiore all’occhiello del progetto, perché costituisce un'esperienza pilota in Italia: è stata curata la realizzazione di una rete di 34 carnai aziendali gestiti direttamente dagli allevatori.
Questa esperienza, grazie alla collaborazione dei Servizi veterinari delle Asl di Sassari, Nuoro e Oristano, dell'Università degli Studi di Sassari e varie Associazioni, consentirà nel futuro sia il diretto coinvolgimento degli allevatori nella conservazione dei vulturidi, ma soprattutto un sistema ecologico, sostenibile e “moderno” per lo smaltimento delle carcasse che oggi rappresentano solo un costo di gestione per gli allevamenti: un costo che, grazie alla collaborazione uomo-avvoltoio, può essere azzerato, ripristinando un naturale ciclo di smaltimento che si era abbandonato che è estremamente naturale. 

Gli spazzini della Natura e la minaccia dei bocconi avvelenati

Nel corso del progetto (in quattro anni) nella rete dei carnai sono stati conferiti un totale di 95.162 kg di biomassa (carcasse).  La minaccia, per questi rapaci che ripuliscono l'ambiente dalle carcasse, è rappresentata dai bocconi avvelenati; questo è stato poi affrontato con la creazione di un nucleo cinofilo antiveleno, composto da agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale degli Ispettorati di Sassari e Oristano, da quattro cani addestrati dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e da conduttori della Croce Gialla di Ploaghe. Nel corso delle attività, oltre all’accertamento di avvelenamenti in numerosi comuni dell’area, sono state condotte indagini che hanno portato al rinvio a giudizio di due persone per utilizzo di esche avvelenate.

DISTURBO ANTROPICO

Per mitigare invece il disturbo antropico in prossimità dei siti riproduttivi in particolare l’Agenzia FoReSTAS ha realizzato dei sentieri, in prossimità dei carnai allestiti di Porto Conte e Monte Minerva, che terminano in due capanni per l’osservazione, affacciati a distanza sulle 2 stazioni di alimentazione. Sempre in quest’ambito, sono stati predisposti, a cura dell’Università di Sassari, i Codici etici della Fotografia Naturalistica e dell’Escursionismo in collaborazione con l’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani (AFNI). L’Agenzia Forestas e il Comune di Bosa hanno, in quest’ambito, provveduto ad allestire due Infopoint presso le strutture del Parco di Porto Conte e nei locali della Biblioteca comunale di Bosa. 

SENSIBILIZZAZIONE e TURISMO NATURALISTICO

Infine sono state condotte numerose campagne di informazione e sensibilizzazione da parte dell'Università degli Studi di Sassari, con la collaborazione di FoReSTAS e del Comune di Bosa. Queste ultime azioni hanno anche avuto come risultato l’incremento dell’attrattività turistica del territorio

I problemi da risolvere

Nonostante i risultati ottenuti, la specie continua ad essere minacciata in Sardegna e non possiamo affermare che siano stati risolti i problemi che ne avevano quasi determinato l'estinzione in passato. Infatti l’areale in cui la popolazione di grifoni è localizzato ed è ancora ristretto al solo settore nord-occidentale dell’Isola. Questo rende la specie ancora pericolosamente vulnerabile in caso di eventuali disturbi e/o perturbazioni improvvisi, come gli avvelenamenti massivi già verificatisi in passato: l’uso del veleno per il controllo di cani inselvatichiti e volpi è un fenomeno ancora ampiamente diffuso in tutta l’Isola. 
Altre minacce che possono influire negativamente sulla popolazione sarda di questo vulturide, sono rappresentate dall’avvelenamento da piombo delle munizioni da caccia, che determina una patologia nota come Saturnismo - mortale per questi animali - oltre al grave problema delle collisioni con infrastrutture energetiche (linee elettriche e pale eoliche) che grazie al monitoraggio degli animali previsto nell’ambito del progetto Under Griffon Wings, sono stati valutati come un serio problema per l’espansione della specie in altre aree dell’Isola. 

Un nuovo progetto in arrivo (2021-2026)

A tal proposito, come naturale prosecuzione del progetto appena concluso - ed anche per preparare il territorio per il ritorno in Sardegna delle altre specie di vulturidi estintesi nel recente passato, è stato promosso il nuovo progetto LIFE 19 NAT/IT/000732 “LIFE SAFE for VULTURES”, che nasce con l'obiettivo di garantire la sopravvivenza a lungo termine del Grifone in Sardegna, espandendo l’areale di occupazione e mitigando le minacce sopra elencate. Il progetto, già sottoposto all’Unione Europea, si svilupperà per un arco temporale di sei anni (2021-2026) e prevederà una serie di azioni che coinvolgeranno, oltre alla nostra Agenzia: Il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari (capofila), il Corpo Forestale, la Vulture Conservation Foundation (VCF) ed Enel-distribuzione.

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