Tarabuso

Origine zoogeografica:
Eurasiatica (euroas-maghreb-s- afrotrop)
Areale di distribuzione:
Distribuito in tutta l’Europa seppur in maniera molto frammentata. In Italia è presente in zone umide interne e costiere della Padania fino alle coste venete e friulane, in Toscana e siti isolati dell’Umbria e della Puglia. In Sardegna è presente come svernante.
Identificazione:
Facilmente riconoscibile per il piumaggio mimetico. E’ lungo circa 75 cm, con un’apertura alare di 125-135 cm.
Habitat:
Densi canneti o formazioni di vegetazione palustre in particolare fragmiteti, tifati, scirpeti, stagni, rive dei fiumi, coste lacustri. Uccello con abitudini crepuscolari o notturne, solitario, svolge tutte le attività al riparo della vegetazione. Si nutre di anfibi, pesci, invertebrati acquatici, larve. In minime quantità si ciba anche di piccoli resti vegetali. I fitti canneti in cui vive e le sue abitudini notturne rendono difficile il suo avvistamento.
Riproduzione:
Nidifica tra le canne in aprile e ai primi di maggio. Il nido viene costruito appena al di sopra del livello dell’acqua. Recentemente in Italia si sono osservati casi di nidificazione (maggio-giugno) in vegetazione naturale tra le risaie o nei campi di riso della Pianura Padana.
Status di conservazione:
Specie rara a livello regionale e nazionale.
Fattori di minaccia:
Bonifica e alterazione dei siti idonei alla riproduzione e all’alimentazione sono le principali cause di minaccia per il Tarabuso. La popolazione italiana seppur in aumento risente notevolmente oltre che delle cause su citate anche dell’isolamento delle aree idonee alla nidificazione.
Grado di protezione:
Convenzione di Berna (legge 503/1981, allegato II); Dir. CEE 79/409 All. I; L.R.23/98.
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Scheda
Nome latino:
Botaurus stellaris
Nome sardo:
Cargia, caboni de canna, corvu ambidhastru
Classe:
Ordine:
Famiglia:
Fauna:

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