Seminario a Baunei, presentata l'attività dell'Ente Foreste nel territorio di Eltili

12 Febbraio 2016

La presenza dell'Ente Foreste in Ogliastra
In Ogliastra l'Ente Foreste opera con un organico di circa 1250 unità (cifra in costante diminuzione).
Sono sei i Complessi Forestali ogliastrini, che attuano la direzione dei lavori e la progettazione forestale nei 13 cantieri e nei 3 vivai regionali (di cui due produttivi ed uno conservazionistico).
Il territorio gestito dall’Ente Foreste della Sardegna ha qui un'estensione di 36.279 ettari complessivi e comprende i comuni di:
Arzana (Monte Idòlo) - Baunei (Eltìli) - Cardedu (Monte Ferru) - Gairo (Sarcerèi, Cartucedu, Perda Liàna) - Jerzu (Bingiònniga) - Lanusei (San Cosimo) - Osini (Taccu) - Seui (Montarbu, Riu Nuxi) - Talana (Monte Genziana) - Tertenia (Tachixeddu) - Ulassai (Sèmida, Su Màrmuri) - Urzulei (Sìlana) - Ussassai (Monte Coròngiu, Taccu Mannu) -
e Villagrande Strisaili (Santa Barbara, Monte Orgùda).

Eltili (Comune di Baunei)
L'Ente Foreste ha proseguito, in questo territorio, la gestione dell'ex Ispettorato Ripartimentale delle Foreste.
Il cantiere di Eltili opera dai primi anni cinquanta (1953) e nei decenni l’Amministrazione Forestale è intervenuta con interventi di rimboschimento.
Nelle pendici sovrastanti la chiesa di S.Giovanni di Eltili e sotto il tragitto dell’attuale Strada Statale Orientale Sarda fino agli anni cinquanta si coltivava l’orzo: quindi l’area era priva di bosco e il suolo veniva lavorato manualmente con le zappe utilizzando l’antico metodo di alternanza di cultura e riposo chiamato Su bidatone.
In genere il frumento che era grano duro, lo si coltivava nell’area del Golgo dove spuntava una qualità molto alta, con il caratteristico glutine di consistenza vetrosa, la più adatta per il confezionamento della pasta, del pane carasau o pistoccu.
L’attuale bosco rigoglioso è la prova tangibile del proficuo lavoro dell’Amministrazione Forestale: oggi nell’Unità Gestionale di Eltili circa 749 ettari sono gestiti in concessione trentennale dal Comune, per la parte più settentrionale sulle pendici del Monte Orosei è proprietà acquisita con la Legge Regionale n.3 del 2003, mentre circa 2768 ettari sono gestiti in occupazione temporanea discendente dall’atto di sottomissione emesso nei primi anni cinquanta dal Prefetto di Nuoro che determinò l’insediamento del cantiere ai sensi del Regio Decreto n. 3267 del 1923.
Le essenze utilizzate in questi decenni per il rimboschimento sono state tra le conifere: pino d’aleppo, pino domestico, pino marittimo, poi pino delle Canarie (l’unica conifera che germoglia dopo una ceduazione).
In casi sporadici ed in modo sperimentale nelle pendici ghiaiose si è fatto uso di alcune latifoglie tra le quali albizia julibrissin, l’acacia di Costantinopoli, e l’acacia saligna, la mimosa a foglie strette, usate per lo più nei pressi della località Su Baccu Mannu. Questa località poi, in parte, venne interessata dall'incendio del 2004 e poi da un intervento di ricostituzione boschiva, oggi a buon punto.

Degna di nota è anche l'area naturalistica di Mammudorco dove l’acqua del ruscello da una cascata sovrastante scorre incassata in un canale scavato nei secoli dall’acqua sulla roccia: caratteristico di questo cantiere il profumo intenso di vaniglia che pervade negli ultimi mesi dell’inverno e nei primi mesi della primavera determinato dalla massiccia fioritura della Clematis cirrosa.

All'interno del compendio di Eltili, intorno al 2008, è stata rimessa a norma la Vedetta di Genna Cogina. Nel territorio è stato inoltre istituito un vivaio Arboreto in convenzione con l’Università dove si è proceduto all'impianto di fruttifere, in particolare pere, e sono state raccolte le cultivar autoctone della Sardegna; si è proceduto ad un impianto sperimentale in località Orgosio di un frutteto che impiega meli, peri, ciliegi, mandorli, noccioli, susine.

L’Ente Foreste della Sardegna ha inoltre previsto un intervento di recupero forestale e di infrastrutturazione nella pineta litoranea di Santa Maria Navarrese.

Da segnalare infine un progetto di cura della vegetazione sull'Altipiano del Golgo attorno ai Nuraghi di Coa e Serra a Sud Est di San Pietro di Golgo, Orgoduri a Nord Ovest, e Genna Sarmentu e Albu a Ovest di San Pietro di Golgo. Qui nel 2014, dopo un lungo iter di autorizzazioni, si è valorizzata attorno ad un monumento archeologico la vegetazione arborea autoctona con la sistemazione dei sentieri
Il Nuraghe di Coa de Serra, realizzato sulla roccia calcarea, è uno dei più antichi della Sardegna: secondo molti la popolazione nuragica è di origine balcano-egeica e indoeuropea e quindi arrivò dalla costa e questo nuraghe risulta per certi versi è molto arcaico,conformato a fortezza, molto simile a una struttura micenea.

L’area dei calcari del Golfo di Orosei possiede un paesaggio naturale da preservare, scrigno di un patrimonio archeologico che è avvolto dalla vegetazione mediterranea e per questo si integra perfettamente con l’ambiente. A Baunei si è sperimentato un intervento forestale che con un accurato di diradamento della vegetazione e senza la sua distruzione ha reso fruibili questi monumenti ai visitatori a tutto vantaggio dell’economia turistica del territorio.

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