Si celebra oggi la Giornata Mondiale della vita Selvatica (World Wildlife Day) istituita il 20 dicembre 2013 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) per commemorare l’adozione della CITES Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie di Fauna e Flora Selvatiche Minacciate di Estinzione.
La ricorrenza, coordinata dal Segretariato CITES, mira a sensibilizzare operastori e istituzioni sulla conservazione della biodiversità.
Il tema scelto per l’edizione 2026
"Piante medicinali e aromatiche: tutela della salute, del patrimonio e dei mezzi di sussistenza" (MAP: Medicinal and Aromatic Plants: Conserving Health, Heritage and Livelihoods).
La Giornata Mondiale della vita Selvatica 2026 vuole mettere in luce il ruolo vitale delle piante medicinali e aromatiche nel mantenimento della salute umana, del patrimonio culturale e dei mezzi di sussistenza locali. Valorizzare la diversità di queste specie (oltre agli endemismi regionali, ci sono le piante più note a livello mondiale come aloe, incenso, orchidee) e i loro contributi alla conoscenza tradizionale e all'assistenza sanitaria primaria, e le crescenti pressioni che affrontano dovute alla perdita di habitat, all'eccessiva sfruttamento e al cambiamento climatico. L’ONU stima che tra 50.000 e 70.000 specie di MAP siano raccolte globalmente, costituendo la principale risorsa sanitaria per una vasta fetta della popolazione mondiale.
Focus Ecosistemi locali
il tema trova un riscontro critico nell'ambiente alpino, che ospita specie officinali autoctone di alto valore scientifico ed economico come Artemisia genipi (genepì), Arnica montana e Thymus serpyllum (timo selvatico).
Oltre al valore etnobotanico, queste specie garantiscono servizi ecosistemici essenziali, quali la stabilità dei suoli d'alta quota e il supporto agli impollinatori.
Ma è interessante circoscrivere questo discorso soprattutto a livello locale: la Sardegna è uno scrigno della vita selvatica. Sono numerosissimi gli endemismi di flora e fauna - dagli anfibi ai rettili, dai mammiferi (come il Cervo Sardo-Corso) ai rapaci, senza trascurare la flora (numerosissimi endemismi tra cui alcune sottospecie di Cisto, Timo, Genziana.
In botanica per endemismo si intende una specie (o sottospecie) presente in un’area geografica molto ristretta e assente altrove. In Sardegna si distinguono endemismi sardi stretti (solo Sardegna), sardo‑corsici (Sardegna e Corsica) e sardo‑corso‑balearici (areali estesi anche alle Baleari). Per la flora, le revisioni tassonomiche recenti indicano che quasi il 15% dell’intera flora sarda è endemica: tra queste spiccano Aquilegia nuragica, Armeria sardoa (e sottospecie genargentea), Centaurea horrida, Limonium hermaeum, Lamyropsis microcephala, Silene morisiana, Rubus arrigoni, Morisia monanthos...
Obiettivi della Giornata 2026
- Sensibilizzazione: Incrementare la consapevolezza sul nesso tra flora selvatica e benessere umano.
- Conservazione e Legalità: Promuovere il contrasto al commercio illegale e al sovrasfruttamento delle specie vegetali.
- Resilienza: Analizzare le sfide legate alla perdita di habitat e agli stress indotti dal cambiamento climatico.
Impatto Sanitario e Farmacologico
La vulnerabilità di queste risorse pone sfide significative per la resilienza biologica.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le MAP rappresentano il fondamento dell’assistenza sanitaria di base per il 70-95% della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Anche nella farmacopea moderna, una quota rilevante di composti attivi deriva direttamente da precursori naturali; pertanto, la conservazione in situ della flora selvatica si configura come un imperativo non solo ecologico, ma anche sanitario e bio-industriale.



