Nella mappa interattiva - pubblicata sul sito web e sulla app (Android e iOS) SardegnaSENTIERI - sono state aggiornate (in un livello che si può accendere in overlay) le aree "NO CACCIA" aggiornate al 2025.
Un piccolo servizio per escursioni più sicure...
CACCIATORI ED ESCURSIONISTI: DUE MONDI SPESSO A CONTATTO
L'interferenza tra l'attività venatoria (la caccia) e l'escursionismo (dalle semplici passeggiate nei boschi, alle camminate per raccolta funghi, fino all'hiking e al trekking a tappe sulle alte vie della RES e sui Cammini di Sardegna) è sempre stata una tematica rilevante per la sicurezza in montagna, specialmente durante il periodo autunnale e invernale.
E la convivenza di queste attività comporta rischi oggettivi e richiede il rispetto di regole specifiche, oltre che un comportamento prudente e consapevole da entrambe le parti.
Le aree no-caccia su SardegnaSENTIERI
La mappa interattiva di SardegnaSENTIERI è attualmente il punto di accesso principale per la ricerca e la visualizzazione dei percorsi della RES e degli itinerari ufficiali in Sardegna (inclusi i "Cammini" e altri percorsi per conoscere e visitare a piedi l'Isola). Qui sulla mappa interattiva del sito regionale è possibile "accendere" il livello informativo sovrapponibile (overlay layer) con tutte le aree "NO CACCIA" e scegliere la zona montana, applicare i filtri per categorie di interesse (lunghezza e difficoltà, area geografica, tipologia di territorio montano-boschivo...) oltre alla possibilità di scaricare le tracce ufficiali.
Tra le funzioni offerte dal sito e dalla app Sardegnasentieri vi è quindi l'utilità di poter visualizzare e selezionare quali sentieri siano più "sicuri" nelle giornate interessate dall'attività venatoria (tipicamente prevista, durante la stagione di caccia, il giovedì e la domenica). Insomma: poter pianificare il percorso con la certezza (o la speranza concreta) di non incrociare la propria camminata con i proiettili dei cacciatori.
Questo strumento - fornito a titolo informativo - può risultare molto utile per gli escursionisti del giovedì e della domenica; è dedicato sia agli escursionisti che ai cacciatori, che spesso vivono con disappunto l'attraversamento delle proprie aree di posta da parte di un gruppo di escursionisti.
DOVE è VIETATA la caccia?
La caccia è consnetite su tutta la cosiddetta SASP (Superficie Agro Silvo Pastorale) della Sardegna con esclusione:
- delle Oasi (Oasi di protezione faunistica) e delle ZTRC (Zone Termporanee di Ripopolamento e Cattura, che peraltro possono o dovrebbero variare ogni 6 anni)
- delle aree definite dai confini dei Parchi nazionali e regionali.
- delle zone di rispetto (raggio di 150 metri da immobili, fabbricati o stabili adibiti ad abitazione o posto di lavoro; 50 metri da vie di comunicazione, ferrovie o strade carrozzabili, eccettuate quelle poderali o interpoderali - oltre che dei fondi chiusi e altri piccoli perimetri - parchi pubblici e privati, terreni adibiti ad attività sportive, aie e corti).
- di aree limitate, ad esempio quelle militari, dove ovviamente non sono presenti neppure percorsi escursionistici...
- di aree in cui la caccia è sospesa o vietata dal Calendario Venatorio regionale (es. Zone umide, Zone di Protezione Speciale - ZPS - in determinati periodi)
- di aree boschive percorse da incendio (Legge 21 novembre 2000, n. 353, la norma quadro nazionale in materia di incendi boschivi.
Tirando le somme, dal punto di vista escursionistico può avere senso cartografare come "AREE NO CACCIA" l'unione dei perimetri di OASI+ZTRC+PARCHI+aree percorse da INCENDI nell'ultimo decennio.
Dunque, sullo strato informativo di SardegnaSENTIERI, è stato reso disponibile un'unione di superfici, frutto di elaborazioni Forestas, mirate anche a ottimizzare la visualizzazione su mappa da dispositivi mobili, componendo:
- il dato sulle Oasi di protezione [integrale, aggiornato 2025, fonte: assessorato regionale difesa Ambiente]
- il dato sulle ZTRC [integrale, aggiornato 2025, fonte: assessorato regionale difesa Ambiente]
- il dato sui Parchi Naturali Regionali [integrale, fonte: assessorato regionale difesa Ambiente]
- il dato sui Parchi nazionali in Sardegna (fonte: Geoportale Regione Sardegna, con esclusione del Gennargentu, dove permangono i noti problemi che non hanno permesso una definitiva attuazione della norma)
- il dato delle aree percorse da incendi nel decennio disponibile 2016-2024 (con esclusione del 2025, dati non ancora disponibili, fonte: CFVA su Geoportale Regione Sardegna, con eliminazione in post-elaborazione, delle aree con superficie inferiore ai 100 ettari, perchè poco significative per le finalità di SardegnaSENTIERI).
L'interferenza tra attività venatoria ed escursionismo (approfondimento)
Questa è una tematica rilevante in tutta Italia, specialmente durante i mesi autunnali e invernali (solitamente da settembre a gennaio/febbraio), quando la stagione di caccia è aperta.
L'escursionista che frequenta boschi e sentieri di montagna in questo periodo deve essere consapevole dei propri diritti (il diritto di camminare liberamente lungo un sentiero) ma anche dei rischi e delle norme di sicurezza. E deve possibilmente sapere se sta attraversando un'area dove è autorizzata la caccia. Il sito e la app SardegnaSENTIERI permettono di visualizzare le aree "NO CACCIA" - dove è interdetta l'attività venatoria, i territori cioè da cui i cacciatori dovrebbero stare alla larga.
Le norme di comportamento, i rischi, le leggi e il calendario venatorio
Gli escursionisti dovrebbero in generale seguire alcune precauzioni. Ma questo vale anche per i cacciatori. Ci sono inoltre delle regole generali di comportamento e sicurezza che è bene conoscere, per ridurre i rischi.
Sicurezza:
il rischio principale è legato agli incidenti di caccia (spari accidentali), che sebbene in calo (9 morti nel 2025 nelle statistiche italiane) rappresentano un rischio reale.
Sentieri:
la presenza di cacciatori può rendere i sentieri meno accessibili o sgradevoli a causa del rumore (spari) e della presenza di squadre di caccia (soprattutto per la caccia grossa al cinghiale); restare sul sentiero: non addentrarsi nel fitto del bosco o in aree non segnate;
Cani e Animali selvatici:
la caccia in battuta utilizza spesso cani che possono spaventare o interagire con cani da escursionismo; l'escursionista dovrà tenere i propri cani sempre al guinzaglio per evitare le possibili interazioni con i cani da caccia (ad es. è possibile che scambino i cani da caccia per selvaggina o viceversa);
Scegliere il momento giusto:
pianificare escursioni in orari o giorni in cui la caccia è limitata o vietata (nei giorni di silenzio venatorio, variabile di anno in anno)
Incontri:
se si incontrano o si sentono cacciatori, segnalare la propria presenza e procedere con cautela, informando qualcuno del proprio itinerario e orario di ritorno; evitare le zone di battuta: se si sentono spari frequenti o si incontrano appostamenti, è consigliabile cambiare percorso. Inoltre è consigliabile salutare e interagire in modo chiaro e tranquillo. Sebbene "disturbare" la caccia non sia un reato specifico in Italia, è opportuno evitare comportamenti provocatori o pericolosi, mantenendo un atteggiamento collaborativo per la sicurezza di tutti.
Vestiario e visibilità:
indossare colori vivaci, con abbigliamento, zaini e cappellini ad alta visibilità soprattutto se il tempo è nebbioso o nuvoloso; farsi sentire: parlare a voce alta o far rumore (es. campanelli) per segnalare la propria presenza ai cacciatori nelle vicinanze.
Calendari:
possono variare di anno in anno, e su base regionale esiste una frammentazione normativa che rende difficile per l'escursionista conoscere con certezza le zone vietate; controllare i calendari venatori e informarsi sulle giornate di caccia (solitamente giovedì e domenica, ma variabile, ad esempio anche nei festivi infra-settimanali) e su eventuali aree protette o oasi di protezione dove la caccia è vietata;
Lungo i sentieri
e comunque lungo ogni stradello che attraversa l'area ove sia in corso una battuta di caccia, corre l'obbligo per i cacciatori di segnalare con appositi cartelli temporanei.
Norme sulla Caccia e Distanze
La legge 157/1992 regola l'attività venatoria a livello nazionale. Le distanze minime di sicurezza previste (che possono variare a seconda delle leggi regionali) includono in generale:
- 100 metri da immobili, fabbricati e posti di lavoro;
- 50 metri da vie di comunicazione (strade, ferrovie);
- divieto di sparare in direzione di strade, abitazioni o luoghi di lavoro (distanza di sicurezza spesso aumentata).
In Sardegna l'attività venatoria è regolata principalmente dalla Legge Regionale 29 luglio 1998 n. 23, più restrittiva per alcuni aspetti, e che disciplina la protezione della fauna selvatica e l'esercizio della caccia, integrata dal calendario venatorio annuale emanato con decreto assessoriale. Il Comitato Regionale Faunistico delibera sul calendario, coordinando proposte provinciali per specie cacciabili, periodi, carnieri e modalità, tenendo conto di pareri ISPRA e direttive UE.



