R.E.S.: IL PROGETTO DEI NUOVI SENTIERI NEL TERRITORIO DI DORGALI e CALA GONONE

13 Giugno 2022
Vista panoramica di Dorgali da Monte Bardia

Un altro progetto POR portato a termine da Forestas

Il progetto dei sentieri di Dorgali e Cala Gonone è parte integrante dell’Area di Rilevanza Strategica "SU SUERCONE" finanziata con con fondi POR FESR della cosiddetta programmazione territoriale e partito nel 2019. Il finanziamento disponibile era di 200.000€ con cui sono stati realizzati sia i sentieri, sia la segnaletica sia il ripristino di numerosissime aree di sosta attrezzate e antichi ovili, oltre alla ripulitura dalla vegetazione infestante.  

Direttrici dell'intervento

Con questo lavoro, ormai in fase finale, Forestas ha studiato, selezionato e progettato l’interconnessione del territorio dorgalese con l’area del Supramonte interno (già dotata di una rete sentieristica abbastanza completa) per realizzare un "continuum" ciclo-escursionistico verso la valle di Lanaitho, oltrepassando il Flumineddu e connettendo la valle di Oddoene, consolidando la direttrice escursionistica Oliena-Dorgali-Cala Gonone ed il Sentiero Italia. Oltre alla direttrice Oliena-Dorgali ha valorizzato l'area costiera e collegato la regione del Supramonte Costiero, oggetto di altri separati interventi. Interessati gli ambiti montani soprastanti Cala Gonone, tra i quali Monte Tului e la fascia che spazia dal confine con Orosei (a nord) sino al confine con Baunei (a sud).  La prima interconnessione dell'area di “Su Suercone”, era già stata realizzata nell’ambito dell’Accordo di programma stipulato nel 2011 tra l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, l’allora Ente Foreste (ora Forestas) ed i 4 Comuni del Sito di Interesse Comunitario (ZSC).  Attraverso il Supramonte interno poi si concretizza finalmente la connessione con il Gennargentu attraverso la direttrice per Orgosolo, che permetterà di arrivare, senza soluzione di continuità, fino a Fonni (oggetto di un ulteriore intervento che si concluderà nel 2023).

Qui descriviamo dunque gli interventi "aggiuntivi" previsti nel comune di Dorgali e nella frazione di Cala Gonone, che si integrano agli interventi già inaugurati il mese scorso ad Oliena.

Vincoli presenti

La progettazione è stata particolarmente impegnativa per la presenza di vari vincoli: idrogeologico, aree PAI con rischio geomorfologico (Rg1 e Rg2) e pericolo (Hg1, Hg2, Hg3, Hg4), Natura 2000, usi civici, PPR nella fascia costiera, beni paesaggistici. Dal punto di vista Escursionistico, è stato necessario gestire insieme al CAI Nuoro la revisione del tracciato del Sentiero Italia, spostato sulla costa lungo la direttrice Galtellì-Tuttavista-Orosei-Gonone tenendo anche conto dei prolungati periodi siccitori nel periodo da maggio a settembre che rendono la difficoltà escursionistica e la relativa classificazione per il catasto regionale.

Estensione ed elenco degli interventi

Il quadro geografico degli interventi è assai esteso, ed entusiasmerà gli escursionisti che avranno a disposizione un nuovo quadrante dell'Isola elevato a rango di "sentieri ufficiali della RES - la rete Escursionistica della Sardegna": il limite NORD è dato dalla spiaggia di Cala Cartoe - a SUD si arriva sino alla spiaggia di Cala luna - ad OVEST  si arriva a Scala de Surtana penetrando sin oltre Sa curtigia de Tiscali e la Grotta Bilinghingios per affacciarsi nella Valle di Lanaitho e ricollegarsi sulla rete escursionistica esistente.  Questo l'elenco dei sentieri realizzati, per un totale di quasi 70 chilometri:

  1. Dorgali-Oddoene-Su Listincu  [9,9 km]
  2. Dorgali-Grotta Nuova   [7,2 km]
  3. Suttaterra-Cala Gonone  [11,6 km]
  4. Cala Gonone-Cala Fuili-Cala Luna  [6,6 km]
  5. Cala Gonone-Cartoe   [5,8 km]
  6. Sa Pruna-S'aliderru  [8,1 km]
  7. Iscacari-Su Balladorzu  [2,1 km]
  8. Nuova tratta "costiera" del Sentiero Italia CAI  [18,6 km]

Questi interventi rientravano nella pianificazione dello sviluppo triennale della RES 2019-2021 (marco-area "su Suercone") che la Legge affida, dal 2017, all'Agenzia Forestas e che era stato approvato dalla Giunta regionale nel 2019.  I principali inteventi manuali, curati da Forestas, consistono in: spietramento, potature della vegetazione, sistemazione del fondo ed eliminazione di arbusti dal camminamento, sistemazione manuale di piste a fondo naturale, messa in opera di segnaletica verticale e orizzontale, punti informativi con pannelli a standard regionale. 

Descrizione di dettaglio sui nuovi tracciati

Sentiero 1: Dorgali – Oddoene – Su listincu

Parte dal centro abitato su una strada vicinale, percorrendo per un tratto la vecchia strada romana, attraversa il Rio Gaddaris, prosegue lungo la vicinale sino a raggiungere la proprietà privata in località Finiodda. Qui, oltrepassando il Rio Flumineddu, riprende su terreni pubblici comunali e termina a Cuile Su Listincu, interconnettendosi al Sentiero n.486 S’Iscala e Surtana-Flumineddu già percorribile dal 2018.   Il paesaggio attraversato, usciti da Dorgali, è quello tipicamente agricolo della vallata di Oddoene, caratterizzato da oliveti, orti, frutteti ed in particolare da vigneti. La proprietà privata è caratterizzata da pascoli con alternanza di zone a macchia mediterranea a prevalenza di leccio, eucalipteti, vigneti fino a raggiungere i terreni comunali interessati da boschi di leccio tipici dei paesaggi calcarei.  Lungo il percorso è possibile visitare la Chiesa della Madonna de s’Ena, la Chiesa di N.S. del Buon Cammino e su pinnettu tipico dorgalese a Su Listincu, da cui è possibile godere della vista panoramica molto ampia sulla valle di Oddoene e del Rio Flumineddu.   Il tracciato si snoda su un fondo cementato per circa 1.5 km (peri-urbano) e dopo un breve tratto misto acciottolato-asfalto, prosegue su una pista a fondo naturale sino a raggiungere la proprietà privata: da qui il percorso interessa, per circa 2.5 km, un sentiero con andamento piano fino al guado di Cucutinerva. L’ultimo tratto del tracciato, dopo il secondo guado di Riu Pedru Padedda, riprende la pista a fondo naturale fino alla località Finiodda procedendo, per circa 1.7 km, su un sentiero/mulattiera in salita fino a Cuile Su Listincu, dove intercetta il sentiero n.486.

Sentiero 2: Dorgali – Grotta nuova

Dalla periferia di Dorgali presso la S.S. 125, è un sentiero abbastanza agevole, per circa 1.2 km, fino alla vecchia galleria Dorgali-Cala Gonone, da qui, su una strada sterrata d’accesso al monte Tului, attraversando S’Arcu Arramenadu, dopo aver intercettato il sentiero n.3, procede sino a Cuile Toddeitto, per raggiungere la località Grotta nuova all’interno del canale di Toddeitto, intercettando il sentiero n.4.  Il paesaggio attraversato è tipico dei tacchi calcarei con alternanza di macchia mediterranea variamente evoluta, boschi misti di leccio e nuclei di ginepro fenicio con esemplari secolari che stupiscono per le loro forme e i loro tronchi tortuosi nel sentiero dei carbonai di Toddeitto. Lungo il sentiero, è possibile ammirare le tipiche strutture antropogeografiche e culturali del Supramonte di Dorgali. In particolare si incontrano: il traforo della Galleria vecchia Dorgali-Cala Gonone, scavata verso la metà del XIX, una delle prime opere, nel suo genere, in Sardegna. La si percorre notando sul fondo i segni delle ruote dei carri e, sulla volta, quelli degli esplosivi usati per aprire il passaggio;  la tipica vasca–pozzo - Su poju de Toddeitto - tipica del terreno argilloso dei pianori carsici, che, con opportuni interventi per favorire l’invasamento delle acque meteoriche e impedirne l’evaporazione (copertura con rami di ginepro, delimitazioni, ecc..), diventavano utili riserve per uomini e animali;  il tipico recinto per le capre (Sa mandra) e il caratteristico Cuile di Toddeitto (vedi allegato fotografico) definito cuile de settile, in quanto realizzato più in basso rispetto a quelli costruiti in prossimità delle creste (cuiles de monte); Inoltre nei pressi dell’ovile era stata costruita una capiente vasca in muratura per la raccolta dell’acqua piovana.  Il tracciato, fino all’incrocio con il sentiero n. 3, è interessato per circa 4.7 km da una pista a fondo naturale e procede fino alla località Grotta nuova su un sentiero di circa 2.4 km per lo più immerso nella vegetazione e con alcuni tratti liberi dai cui ammirare lo straordinario paesaggio calcareo ed il mare.

Sentiero 3: Suttaterra – Cala Gonone

A partire dal km 193 dell'Orientale sarda, sale su una carrareccia per circa 700 m e raggiunge l’arco di Suttaterra. Da qui, proseguendo oltre l’incrocio per il Sentiero Italia, procede lungo una strada sterrata fino al campo di Ghivine. Dopo aver oltrepassato l’incrocio col sentiero n.2, il percorso prosegue fino a sovrapporsi, in località Nuragheddu, col sentiero n.4 raggiungendo poi la Strada Provinciale 26 Cala Gonone – Dorgali al km 4. Il percorso è ben visibile e ripido da subito fino ad arrivare all'arco dal quale si può godere il panorama che si apre sulla vallata di Oddoene, il canyon di Gorroppu e tutto il Supramonte.  La roccia forata di Suttaterra è uno splendido monumento naturale che si erge in cima ad una cresta calcarea ricoperta di boschi di leccio. Prima dell’arco, è possibile spostandosi dal sentiero principale, visitare Sa Rutta e S’Abba; dove si trova un piccolo lago temporaneo. Superato l’arco si possono visitare i resti di un antico nuraghe Punta Su Nuraghe e nelle vicinanze sono presenti diversi Pinnettos, utilizzati in passato dagli allevatori di caprini e suini. Presso l’ovile di Suttaterra, oltre al pozzo d’acqua artificiale è stato realizzato anche un vascone in muratura. Nei pressi del campo di Ghivine, si trovano: un laghetto d’acqua naturale, Su edile, i resti di una caserma della milizia forestale e un importante pozzo di epoca nuragica.  La situazione ambientale è interessante: il bosco di leccio vegeta su un’emergenza basaltica che spicca sul calcare circostante, e si presentano cedui matricinati talvolta misti a corbezzolo ed erica.  Lungo il percorso si trovano diverse vasche in muratura atte a raccogliere l’acqua piovana e in località Pranos si può sostare presso una struttura comunale (Santu Anne de Sulcale) con area di sosta attrezzata, realizzata con Fondi Europei (FESR). Subito dopo l’incrocio con il sentiero n.4 si può raggiungere, a bordo strada, il villaggio nuragico di Sulcale.  Il tracciato, a partire dalla S.S. 125, ad eccezione dei primi 700 m, è interessato da una pista a fondo naturale, intervallata nei tratti più scoscesi, da spezzoni a fondo cementato sino alla struttura di cui sopra. Da qui la strada vicinale si sviluppa su un fondo completamente cementato fino a raggiungere la S.P.26 al km 4.

Sentiero 4: Cala Gonone - Cala Fuili – Cala Luna

Parte dalla S.P.26 Cala Gonone-Dorgali, nel tratto della strada vicinale interessato dal sentiero n.3. All’altezza della località Nuragheddu si prosegue su un sentiero che porta a Cala Fuili e da qui, dopo circa 5 km si arriva a Cala Luna, intercettando il sentiero n.2 in località Grotta nuova.  L’area è caratterizzata da macchia mediterranea a leccio, ginepro fenicio, corbezzolo, lentisco, fillirea, calicotome ed euforbia.  Nei pressi del tracciato si trova il complesso nuragico di Nuraghe Mannu. Sorge su un altopiano di origine vulcanica, 200 metri sul livello del mare, dal quale domina tutto il Golfo di Orosei. Il sito archeologico risale all’età del bronzo ed è formato da un nuraghe semplice circondato da un insediamento nuragico e romano, con decine di capanne, esteso per oltre due ettari.  Lungo il percorso è possibile godere del panorama: incantevoli e limpide acque, falesie mozzafiato intervallate da grotte, anfratti marini e splendide spiagge quali Cala Fuili, Ziu Santoru, Oddoana, la Grotta del Bue Marino e Cala Luna, raggiungibile attraverso il sentiero dei carbonai a tratti immerso nella vegetazione, a tratti a picco sul mare.  Dalla località Nuragheddu, il tracciato poggia su un sentiero/mulattiera, compiendo diversi saliscendi. Dal sentiero principale si dipartono alcune diramazioni secondarie che conducono ai diversi anfratti marini, cale e grotte.

Sentiero 5: Cala Gonone - Cartoe

Il percorso parte a circa 300 m dall'abitato di Cala Gonone sulla panoramica di Gustui, inoltrandosi lungo una carrareccia a fondo naturale per circa 3 km fino ad imboccare il sentiero che conduce, oltrepassato l’incrocio Sentiero Italia in località Sa Tintura, a Cala Cartoe.  Il sentiero, anche per la natura del terreno, si snoda con diversi saliscendi, talvolta su fondo difficile e pietroso, ma sempre con belle vedute sul mare. L’ultimo tratto pianeggiante è interessato da una pista a fondo naturale. L’area è caratterizzata da macchia mediterranea, leccio, ginepro fenicio, corbezzolo, lentisco, fillirea, calicotome ed euforbia.  Lungo il percorso è possibile ammirare la parte nord del Golfo di Orosei e il suo litorale, nonchè la spiaggia di Osalla. Dal sentiero principale si dipartono diverse diramazioni secondarie, tra cui quella che conduce alla caratteristica Cala de sa Chera.

Sentiero 6: Sa Pruna – S’Aliderru

Il percorso parte Statale 125, interessando per circa 500 m il tracciato del Sentiero Italia per ricollegarsi all’ingresso del Presidio Forestale Sa Pruna, adiacente al fabbricato di servizio. Si sviluppa all’interno del perimetro Forestas, su una pista forestale a fondo naturale fino a raggiungere, dopo aver attraversato il Rio Flumineddu in località Trugu ‘e murtas, il sentiero n.486 Iscala e Surtana-Flumineddu realizzato in passato ed incluso nella RES. Il paesaggio, superato il Presidio Forestale ed i suoi boschi di leccio, macchia mediterranea e rimboschimenti artificiali, si apre sulla zona agricola della vallata di Oddoene ai piedi del Supramonte. Oltre il guado di Trugu ‘e murtas incontra la Domus de Jana Biduai e una tomba dei giganti. Il tracciato dalla S.S.125 fino alla località P.ta Iscacari si sovrappone a quello del Sentiero Italia.

Sentiero 7: Iscacari – Su balladorzu

Anche questo tracciato inizia dal Presidio Forestale di Sa Pruna, partendo dall’incrocio con il sentiero n.6, all’altezza della località P.ta Iscacari e, dopo aver attraversato il Rio Flumineddu, si connette al sentiero n.485 Ponte S’Abba Arva-Gorroppu, laddove, proseguendo sulla sinistra, è possibile raggiungere il canyon di Gorroppu. Circa 2 km, per un sentiero abbastanza agevole, che attraversa un lembo di macchia mediterranea evoluta e si sovrappone alla traccia del Sentiero Italia.

Tratto Sentiero Italia: Su balladorzu – Cala Cartoe

La porzione del Sentiero Italia che interessa il Comune di Dorgali, come descritto precedentemente, si sovrappone ai sentieri n. 6 e 7 ed al sentiero n. 3.  Partendo dall’arco di Suttaterra, in prossimità dell’incrocio con il sentiero n.3, raggiunge dopo circa 8 km la Galleria vecchia. Questo tratto di percorso si sviluppa per lo più su una vecchia carrareccia che corre parallelamente all'Orientale sarda; è facilmente percorribile e ben visibile ed attraversa un patrimonio boschivo di leccio, ricco e differenziato, tipico del calcare ed esteticamente molto pregevole. Nei pochi spazi liberi è possibile intravedere qualche lembo della vallata di Oddoene e qualche angolo di mare.  In prossimità dell’ingresso della Galleria vecchia, abbandonando la strada sterrata, il sentiero prosegue in un ghiaione con panorama che va ampliandosi sia verso il centro abitato di Dorgali che verso Monte Tului per immettersi in una conca allungata: la valletta di Conca de Donnu (quota 720 circa).  Si procede in piano superando il fondo della valletta, poi si risale tenendosi sul versante destro (rispetto al senso di marcia). Dopo una ripida salita, il sentiero riprende con qualche deviazione da una parte e dall’altra del crinale, tra lecci e ampissime vedute, fino a raggiungere la vetta di Monte Bardia, dove si trova una grande croce di metallo. Da qui, a 882 m s.l.m., verso l’interno, si può ammirare il Supramonte, la piana del Cedrino, il Montalbo, il paese di Dorgali; sul lato mare si vede una parte di Cala Gonone e tutto il settore meridionale del Golfo di Orosei.  Procedendo lungo la cresta, dopo aver attraversato il punto panoramico di Cùccuru Cazzeddu, si raggiunge il Monte Ruiu e l'omonimo caratteristico pinnettu montano.  Da qui, si arriva alla Bocca d'Irghiriai, un’impervia sella rocciosa che divide il muraglione del Monte Bàrdia dal massiccio di Monte Irveri. Nei pressi dello spuntone che sovrasta la sella si trovano i pochi resti di un nuraghe. Si continua in salita per campi solcati e piccoli arbusti, sbucando infine sul dorso sommitale del Monte Irveri (616 m) prima del quale si incontra l’omonimo pinnettu ristrutturato ed utilizzabile come riparo. È interessante visitare il recinto per le capre, anch'esso ristrutturato e situato poco più a valle.  Dopo aver percorso in cima un tratto con moderate pendenze, prosegue lungo un versante molto ripido fino a raggiungere, procedendo a zig-zag tra canali rocciosi e arbusti, un vecchio recinto per bestiame ed il Cuile sa Tintura (quota 280 circa) anch’esso recentemente ristrutturato ed utilizzabile come riparo di emergenza. Il sentiero dopo un tratto abbastanza agevole, sovrapponendosi al sentiero n.5, prosegue con numerosi e ripidi saliscendi lungo una traccia a volte impervia percorrendo versanti coperti da fitta macchia mediterranea intervallata da boschi di leccio. All’interno di un selvaggio canalone in discesa infatti si incontra un breve salto di roccia che si può oltrepassare mediante due staffe metalliche messe in posizione non troppo comoda. Il sentiero quindi raggiunge l’ampia spiaggia di Cala Cartoe proseguendo parallelamente alla costa.

 

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