Monte Urpinu (ex caserma aeronautica, Cagliari): lavori di manutenzione del verde

14 Luglio 2020
Intervento Forestas Monte Urpinu (foto A.Saba)

L'Agenzia FoReSTAS ha curato con propri uomini e mezzi la sistemazione di una importante porzione del noto colle di Cagliari. Di seguito un sintetico report sull'intervento.

L’area 

Come ben visibile dalle immagini, si tratta dell’area ex-deposito Aeronautica Militare, sul versante est del monte Urpinu (quello opposto al parco pubblico) che si affaccia sullo stagno di Molentargius, delimitato dalle vie Is Guadazzonis e Dei Conversi.  L’area ricade all’interno dell’Oasi permanente di protezione faunistica di Molentargius, e del Sito di Interesse Comunitario (SIC) Stagno di Molentargius e Territori Limitrofi (ITB040022).  Si tratta di una ex proprietà del Demanio Militare - ora nelle disponibilità della Regione Autonoma della Sardegna - al centro di Cagliari con ingresso al civico n.4 di via Is Guidazzonis.
La superficie totale è pari a 14,83 ettari, completamente recintati tramite elementi prefabbricati in calcestruzzo e sormontati da filo spinato; sono presenti diversi fabbricati immersi nel verde, il cui abbandono degli ultimi anni aveva favorito la diffusione e la crescita incontrollata della vegetazione che ha poi invaso parte delle infrastrutture, in parte danneggiandole.

L'intervento di Forestas

I lavori, che hanno interessato la manutenzione e la valorizzazione della vegetazione d’impianto e naturale all’interno della ex caserma aeronautica di Monte Urpinu, sono stati progettati e diretti dal Servizio Territoriale di  Lanusei. L’intervento nasce dunque con l’obiettivo di riprendere la gestione della vegetazione che aveva invaso e danneggiato la viabilità ed alcuni locali e risorse ex militari, e di valorizzare e mettere in sicurezza soprattutto dagli incendi la splendida pineta e la macchia mediterranea circostante.

Descrizione topografica ed organizzazione dei lavori

Il versante est del colle di Monte Urpinu presenta un’altitudine che va dal minimo di 2 metri slm ad un massimo di 81 m. L’esposizione predominante è quella ad Est.  I valori di pendenza percentuale vanno dallo 0% che caratterizza l’ampia zona piana a valori maggiori del 100% che caratterizzano le scarpate di una cava dismessa nella parte "alta".  L’ampia variabilità in termini di pendenza si rispecchia in importanti differenze anche nella destinazione e caratterizzazione della vegetazione, nelle infrastrutture presenti e nell'accessibilità, tanto da suggerire una zonizzazione utile anche alla pianificazione dei lavori di Forestas.  Sono pertanto state individuate sei zone  di intervento:

  1. Zona A (la parte centrale dell’intero complesso) costituita da fondo in bitume e contenente la maggior parte degli edifici presenti; la vegetazione di questa zona è limitata a pochi individui nei pochi spazi a fondo naturale o negli interstizi.
  2. Zona B  (la parte bassa ed orientale del complesso) si presentava originariamente come un vasto prato con pochi  alberi sporadici e conteneva le infrastrutture sportive tuttora presenti (campo da calcio, calcio a 5 e tennis); con esclusione del campo da tennis (in cemento) il fondo è naturale; prima dell’intervento si presentava completamente invasa da vegetazione erbacea ed arbustiva e con pochi alberi presenti che meritavano operazioni di potatura e controllo utili anche alla loro stessa stabilità; 
  3. Zona C   (l’area a bosco caratterizzata dalla presenza di una splendida pineta di pino d’Aleppo - Pinus halepensis Mill.) sviluppata su un versante in lieve pendenza esposto ad Est; attraversata per tutta la sua lunghezza da una strada a fondo asfaltato; la vegetazione erbacea ed arbustiva era cresciuta in modo incontrollato annullando - a tratti - la continuità nella struttura verticale della comunità vegetale che ne agevola l’uso ricreativo e ne favorisce il controllo ai fini del pericolo di incendio; 
  4.  Zona D (un intercluso della zona C dalla quale si differenzia per la pendenza); 
  5. Zona E  (al di sopra dell’area a bosco C) che presenta una giacitura in pendenza; vegetazione rappresentata da una alberatura rada di pino d’Aleppo e ampi tratti di  macchia mediterranea; all’interno si trova un’area interessata in passato ad attività di scavo con cisterne in calcestruzzo all’interno, utilizzate per depositare carburanti in posizione strategica e nascosta. Nella parte bassa si rileva una pista forestale a fondo naturale che ne garantisce l’accesso. La parte racchiusa tra la pista e la strada asfaltata sottostante è caratterizzata da una presenza più abbondante del pino. Alcuni esemplari di pino risultavano però atterrati; 
  6. Zona F  (la porzione di terreno protetta dalla fascia parafuoco) che si sviluppa parallelamente al muro in cemento nei lati  a monte del perimetro; è accidentata in pendenza. Era invasa da vegetazione arbustiva ma soprattutto erbacea.

Lo schieramento di uomini e mezzi Forestas

L’agenzia Foresta ha messo in campo:

1 squadra meccanizzata con:

  • trinciasterpi forestale pesante
  • trinciasterpi leggero
  • trattore con carrello forestale per il trasporto del materiale vegetale rimosso 
  • terna con benna (per spargere il materiale e per lo spostamento di tronchi pesanti, alcuni dei quali avevano invaso la strada)
  • un cippatore (per triturare i residui) 
  • una squadra non meccanizzata con decespugliatori, motoseghe ed altri operai generici ed un caposquadra (per le operazioni di taglio degli alberi da potare o di quelli schiantati).

 L’aspetto più rilevante dell’intervento

La gestione “in economia”  ha permesso di risolvere efficacemente il recupero dell’area. Tutto il materiale vegetale di risulta è stato ri-utilizzato sia come pacciamante (strato distribuito sul terreno per controllare la ricrescita della vegetazione erbacea) che con funzione di arricchimento di sostanza organica del terreno.  Si è inoltre provveduto alla potatura e spalcatura degli alberi più grandi, ormai trascurati nel tempo, ed al controllo della vegetazione arbustiva ed erbacea in funzione antincendio anche attraverso il ripristino della fascia parafuoco nel suo intero sviluppo originario sul colle.

Considerazioni finali e prospettive

È stato necessario poco più di un mese di lavoro su circa 15 ettari: ciò è avvenuto con l’impiego di tre uomini della squadra meccanizzata Forestas di Lanusei ed otto della squadra a terra.  Concluso l’intervento di manutenzione e valorizzazione della vegetazione le attività saranno presto riconsegnate alla regia regionale che dovrà stabilire come intervenire sugli edifici e sull’area, per eventualmente destinarla, come è stato dichiarato, alle strutture regionali.

Multimedia (allegati fotografici e link a siti esterni)

Ulteriore documentazione tra gli allegati a questo articolo:

  1. Nella galleria fotografica a cura di Cristian Mascia (Agenzia Forestas) si documenta lo stato dei luoghi prima e dopo l'intervento Forestas
  2. Nel video dell'Istituto Luce (nel primo minuto) si ricorda la festa dell'albero del 1957 che contribuì alla vegetazione attuale del colle di Cagliari (interessanti le immagini storiche che documentano lo stato di Monte Urpinu)
  3. Alcuni video-documentari recenti che mostrano i segreti militari del sottosuolo di Monte Urpinu...storia di Cagliari e della Sardegna ed i legami con quest'area di Monte Urpinu.

 

(reportage a cura del Servizio Territoriale di Lanusei e dell'Ufficio Comunicazione Istituzionale della Direzione Generale)

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