Rosmarino

rosmarino in fiore (foto C.Mascia)

Arbusto sempreverde alto sino a due metri, molto ramificato appartenente alla famiglia delle Labiate. Fusto legnoso, corteccia grigiastra; foglie piccole, sottili e opposte, con margini piegati verso il basso, la parte superiore color verde scuro e quella inferiore quasi argentea, aromatiche. Fiori irregolari raccolti in spighette terminali, racchiusi in corolle di colore azzurro, violetto o rosato, talvolta biancastro. Il frutto è un achenio liscio.

Corologia:
Specie steno-mediterranea, con gravitazione verso il Mediterraneo occidentale: Europa meridionale (inclusa la zona atlantica della Penisola Iberica meridionale), Africa settentrionale, Asia occidentale. In Italia è presente nella Liguria, zona costiera occidentale, meridionale e parzialmente adriatica (meridionale fino al molise), Lago di Garda ed Isole.
Fenologia:
Il periodo di fioritura varia a seconda dell’altitudine. Nelle zone litoranee fiorisce nei mesi di ottobre-febbraio; nelle zone interne tra marzo-luglio.
Habitat:
Vegeta dal livello del mare fino agli 800 metri di altitudine su garighe e macchia mediterranea bassa. Specie xerofila, molto rustica che si adatta facilmente a terreni con diverso pH, prediligendo tuttavia suoli calcarei a reazione alcalina. Risente molto del freddo e delle gelate invernali.
Forma biologica:
Nanofanerofita
Curiosità:
Il nome della specie deriva da "ros/roris"= rugiada, e "maris"= del mare. Il rosmarino si riproduce sia per seme che per talea. In cosmesi le lozioni ed i bagni deodorano e purificano la pelle, le tinture rivitalizzano il cuoio capelluto ed impediscono la caduta dei capelli, i dentifrici ed i collutori al rosmarino rinforzano le gengive. Nel '700, per preservare dalla peste le pecore, si consigliava di profumare con rosmarino l'ovile ove esse dormivano. Una legenda narra che il rosmarino offrì riparo alla Vergine Maria durante la fuga dall' Egitto, e poiché vi poggiò sopra il proprio manto, i fiori, originariamente bianchi, divennero azzurri. L'uso del rosmarino nelle usanze popolari e religiose sarde ha origini antiche. Già in periodo romano lo si usava per preparare ghirlande propiziatorie e venivano bruciati rametti in onore di Afrodite e degli Dei che proteggevano la casa. Il rosmarino è ritenuto una buona pianta mellifera, è sfruttato nell'apicoltura. La composizione qualitativa dell’olio di rosmarino varia a seconda del substrato.
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Scheda
Nome latino:
Rosmarinus officinalis
Nome sardo:
Zippiri, romasinu, gramasinu
Flora:
Famiglia:

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