Il gipeto in Sardegna: "benetorrau ossarju"

28 Maggio 2008
Gipeto

Benetorrau ossarju

Dopo più di trent’anni dall’ultimo avvistamento in Supramonte anche in Sardegna, dopo il brillante risultato raggiunto nell’arco alpino, ritornerà a volare il gipeto, conosciuto nell’isola come “su gutturju ossarju”.
Domenica 25 maggio verrà infatti effettuato il rilascio dei primi tre gipeti seguendo il metodo già ampiamente collaudato  (hatching).  Questo metodo consiste nella liberazione di individui, ancora incapaci di volare, su siti preventivamente preparati, nei quali, evitando il contatto diretto con l’uomo, si provvede all’alimentazione fino all’involo che avviene intorno ai 115-125 giorni di età.

È un ritorno molto atteso che corona il lavoro svolto dalla Provincia di Nuoro, in collaborazione con la Provincia d’Ogliastra, nell’ambito del programma INTERREG IIIA. Questo ambizioso progetto, patrocinato dalla Presidenza della Giunta Regionale e dall’Assessorato Difesa dell’Ambiente della Regione, rappresenta un tassello strategico importantissimo nella politica di recupero ambientale, imprescindibile nell’ambito del processo di sviluppo e riqualificazione dell’immagine della nostra Isola.

Un'operazione dall'alto valore scientifico

Il ritorno del gipeto o “avvoltoio degli agnelli”, nome quest’ultimo che tanta disgrazia ha causato a questa specie notoriamente per niente aggressiva in quanto si nutre essenzialmente di ossa (come testimonia il più corretto nome sardo “gutturju ossarju”), costituisce fondamentalmente un'operazione scientifica di recupero della biodiversità e più in generale dell’ecosistema.
Trattandosi del più importante progetto di reintroduzione di una specie mai sviluppato in Sardegna, è auspicabile che questa operazione porti ad una diffusa consapevolezza dei valori naturalistici della nostra isola e possa essere la base per una migliore gestione della fauna e un punto di partenza per analoghi progetti che potranno, in futuro, interessare altre specie oggi cancellate dal novero di quelle presenti fino a pochi decenni fa e scomparse per ignoranza, incuria e disinteresse.

Oltre al valore scientifico dell’operazione, bisogna sottolineare gli effetti in termini di marketing territoriale e di sviluppo turistico ambientale che un operazione come questa rappresenta per l’isola. Il turismo ambientale e naturalistico è infatti un settore economico in costante crescita, come già ampiamente sperimentato in altre realtà, che consente la destagionalizzazione del settore e la rivalutazione in chiave turistica delle aree interne.

Da sottolineare infine come la reintroduzione del gipeto rientri tra gli impegni che l’Ente Foreste ha sottoscritto nell’ambito del Countdown 2010, progetto promosso dall’IUCN che si pone l'obiettivo di "raggiungere una riduzione significativa della perdita di biodiversità entro il 2010 a livello globale, nazionale e regionale".

Il programma della giornata

La manifestazione, organizzata dalla Provincia di Nuoro, dall’Ente Foreste della Sardegna e dal Comune di Orgosolo, si svolgerà a partire dalle ore dieci del mattino presso le strutture di servizio di Funtana Bona nella foresta demaniale di Montes Orgosolo. Saranno presenti oltre ai rappresentanti degli Enti organizzatori, anche esperti e ricercatori della Fondazione internazionale per la conservazione del gipeto (F.C.B.V.).
Dopo i saluti delle autorità seguirà la presentazione del progetto e la presentazione dei protagonisti della giornata: i giovani gipeti, provenienti dal centro di riproduzione di Vienna seguito da Hans Fray (uno dei fondatori del progetto internazionale), i cui nomi, scelti tra Balente, Rosaemonte, Sandalia, Ampsicora dagli studenti orgolesi, verranno assegnati ai giovani “pulli” durante la manifestazione. Dopo questa fase “formale” i giovani gipeti saranno accompagnati alla prima dimora sarda, il nido artificiale, da un gruppo ristretto di accompagnatori costituito, oltre che dagli esperti della FCBV, da un agente forestale, un rappresentante dell’Ente Foreste e un rappresentante delle associazioni venatorie che saranno direttamente coinvolte nelle successive fasi del progetto.

La manifestazione è aperta a tutti, pertanto si invita ad una partecipazione numerosa per testimoniare il desiderio di restituire questo “vecchio conoscente” al nostro paesaggio naturale.

Documenti correlati

Brochure dell'evento [file .pdf]
Marcature di riconoscimento gipeti sardi e spagnoli [file .pdf]

Per maggiori informazioni sul progetto internazionale:

Atti del Convegno internazionale sul gipeto. Cuneo 18–19/11/2005
Notizie sull’attività della Fundacion Gypaetus
Fondazione Pro Gipeto
Fondazione internazionale per la Conservazione del Gipeto

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