Dai primi anni '90, in cui l’allora Azienda Foreste Demaniali prendeva in gestione trentennale circa 1.400 ettari di territorio del Comune di Desulo e circa 3.600 ettari di territorio comunale di Fonni, i problemi non erano mai stati risolti. Le attività dei cantieri forestali sono sempre state ostacolate, in maniera più o meno pesante, dal contrasto con i pastori che hanno mal sopportato la presenza di personale e attività forestali che necessariamente regolavano l’accesso del bestiame. Durante questi anni il problema ha portato anche a temporanea chiusura dei cantieri proprio per assenza delle condizioni per svolgere le attività di recupero forestale di queste aree Come ricordato nei diversi incontri avuti con le Amministrazioni comunali e gli allevatori, i Dirigenti dell’Ente hanno sempre sottolineato il fatto che i cantieri sono stati aperti per venire incontro alle esigenze di tutelare, recuperare e valorizzare il territorio e nel contempo dare lavoro stabile a disoccupati dei due Comuni. Nel protocollo di intesa tra le Amministrazioni comunali e l’ex Azienta Foreste Demaniali era sancito che tali aree dovevano essere libere da usi civici o vincoli che impedissero le normali attività forestali. Purtroppo fin dall’inizio i pastori presenti hanno dimostrato contrarietà all’avvio dei cantieri rifiutandosi nel contempo di richiedere all’A.F.D. ora Ente Foreste, le autorizzazioni per il pascolo, diventando da subito abusivi.
Per venire incontro alle loro esigenze e per allentare le tensioni, sono stati proposti ed eseguiti, nel corso degli anni anche interventi di miglioramento pascolo con la creazione di aree destinate al pascolo del bestiame. In tutti questi anni di attività il contrasto ha portato oltre che al mancato rispetto delle aree destinate al pascolo, anche ad atti vandalici e in genere ostacoli alla normale conduzione dei cantieri, con conseguenti costi enormi in termini economici e risultati non soddisfacenti dal punto di vista del recupero di queste aree.
Dalle recenti riunioni con le Amministrazioni comunali e i rappresentanti degli allevatori si è raggiunta un intesa “storica”. Infatti 38 allevatori hanno condiviso la necessità di regolarizzare la loro posizione dal punto di vista autorizzativo e, punto molto importante, la mediazione delle proprie esigenze con quelle dell’attività cantieristica.
Si sono dunque poste le basi sia per la pace sociale che sia per uno sviluppo sostenibile dell’area che contempli le esigenze degli allevatori con quelle del recupero e valorizzazione del territorio che, considerato il sempre maggior interesse di quest’area dal punto di vista del turismo naturalistico, potrebbe portare sicuramente allo sviluppo di un importante indotto per le due comunità.
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