Annuario fenologico 2020

04 Marzo 2021
specie invasive

Arpa Sardegna ha coordinato i rilievi e pubblica l’Annuario fenologico 2020 che è utilissimo strumento frutto di osservazioni di bio-indicatori, raccolti anche con il supporto di Forestas, e riconosciuti anche dall’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (WMO) come indici del cambiamento climatico

Sono, monitorate specie spontanee e coltivate di interesse naturalistico, allergologico, agricolo, con attenzione alle specie invasive che minacciano la biodiversità, con possibili impatti sull’ecologia delle altre specie vegetali e forestali.

La fenologia

Scienza che studia il succedersi delle fasi del ciclo delle piante e le relazioni del loro sviluppo in relazione ai fattori meteoclimatici come la temperatura, le precipitazioni, l’umidità, la radiazione, l’esposizione. Il dato fenologico è un dato climatico, e la fenologia assume un ruolo rilevante nel monitoraggio della biodiversità e delle sue emergenze. L’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (WMO) riconosce il ruolo della fenologia, degli anticipi e dei ritardi fenologici, come bioindicatore del cambiamento climatico.

Grande attenzione viene prestata agli impatti delle specie aliene invasive, alle possibili conseguenze sulla biodiversità, sull’ecologia delle altre specie vegetali e in relazione alla salute umana. In particolare le attività del 2019 si erano concentrate sulla sensibilizzazione, divulgazione tecnica e informazioni agli organi istituzionali sulla necessità di eradicare Il Senecio inaequidens dal territorio della Gallura, lavoro che prosegue coordinato scientificamente da ARPAS, in collaborazione con il Servizio Territoriale dell’Agenzia Forestas di Tempio Pausania.

Le specie invasive osservate

Un certo numero delle specie osservate è di interesse anche nell'attività forestale, e la consapevolezza dei danni potenziali della loro invasività è ben presente anche nell'attività di gestione e salvaguardia della flora sarda, tra i compiti istituzionali di Forestas.

Acacia dealbata

In Sardegna la specie non rappresenta ancora un problema ed è utilizzata per scopo ornamentale. In molte regioni italiane, come la Toscana, ed europee, come in Corsica, la specie rappresenta un serio problema di invasività, e non avendo un apparato radicale robusto e penetrante nel suolo spesso genera anche problematiche di rischio idrogeologico nei versanti in cui si diffonde. Da scoraggiare, in ogni caso, l’utilizzo anche per scopo ornamentale, proponendo alternative paesaggisticamente equivalenti.

Cupressum sempervirens

Tra le specie di interesse allergologico una delle più importanti che fiorisce nei mesi invernali è il cipresso, il cui tradizionale uso paesaggistico, come frangivento, siepe e nei viali alberati, ne ha determinato la diffusione, in particolare, nelle aree urbane causando problemi di natura allergica nella popolazione sensibile ai pollini sia di cipresso sempreverde (Cupressus sempervirens L.) che di cipresso arizonica (Cupressus arizonica Greene).

Robinia pseudoacacia

La Robinia appartiene della famiglia delle Leguminose e in particolare interesse perché la sua vigorosità e la capacità di colonizzazione è stata sfruttata dall’uomo in arboricoltura, in selvicoltura, per la stabilizzazione dei versanti franosi, dagli apicultori e nel verde ornamentale. I rilievi vengono svolti da Arpas in tutta la Sardegna, con particolare attenzione a Badde Salighes, quota massima in cui sviluppa la specie in Sardegna.  La differenza fenologica che emerge nelle varie zone dell'Isola è dovuta in particolare alla diversa quota e conseguentemente alle diverse temperature registrate.

Eichornia Crassipes (Giacinto d’acqua )

Della famiglia delle Pontederiaceae, è una pianta acquatica galleggiante originaria dell’Amazzonia, che si sviluppa superficialmente su fiumi e laghi. Per questa sua caratteristica e per il vistoso fiore è stata selezionata per usi ornamentali, in particolare per laghetti e stagni ornamentali. Il Giacinto d’acqua (continuamente rimosso dalle amministrazioni locali) è attualmente presente nel Canale di San Giovanni a Santa Giusta ed è stato recentemente rimosso dal Rio Mare Foghe che appartiene al comune di Riola Sardo ed è una problematica che interessa i territori di Nurachi, Baratili San Pietro, Zeddiani, Tramatza e San Vero Milis. NOTA BENE: Il Giacinto d’acqua è annoverato nell’elenco delle invasive più pericolose: Alien plans of Union Concern (Reg. 1143/2014). L’inclusione in questo elenco significa che è illegale la detenzione e la diffusione della specie ed è obbligatoria la rimozione. Si raccomanda agli operatori di settore, giardinieri, vivaisti, rivendite di prodotti agricoli, di NON COMMERCIALIZZARE il Giacinto d’acqua.

Senecio angulatus

Specie originaria del sud Africa che è stata introdotta in passato come pianta ornamentale per la sua vigorosità, capacità di accrescimento come rampicante, e che tuttavia viene oggi monitorata per il suo carattere infestante. Il Senecio angulatus è un grave problema per la biodiversità e la competizione delle specie naturali; è attualmente in corso l’eradicazione meccanica, in numerosi paesi europei, di questa specie. A differenza del Senecio inaquidens non è tossico per l’uomo e le api. Diffuso, in Sardegna, in particolare nella Nurra e nel Cagliaritano, dove i rilievi fenologici ARPAS sono in corso dal 2017. Si suggerisce di NON piantare il Senecio angulatus, di rimuoverlo quando possibile, e soprattutto eradicare immediatamente nuove piante che dovessero nascere e diffondersi nelle aree circostanti a quelle già presenti. Si suggerisce ai professionisti qualora trovino il Senecio nelle aree oggetto di progetto di rimuoverlo. Ci sono numerose specie con portamento simile, colorazione analoga, che possono essere utilizzate per ottenere risultati paesaggistici equivalenti.

 

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