Sos Nibberos

Sos Nibberos

Una porzione della superficie totale è occupata unicamente da tassi, la rimanente anche da agrifoglio e qualche sporadica roverella.
E' stata dichiarata "monumento Naturale" con il decreto n. 24 del 29 gennaio 1994 dall'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Sarda ai sensi della L.R. n. 31/89.
Rappresenta una formazione vegetale di notevole importanza scientifica, storico-culturale e paesaggistica popolata da tassi, pressoché millenari che raggiungono anche un metro di diametro e altezze sui 15 metri. La densità non è eccessiva eppure assicura una notevole copertura, poiché le chiome dei tassi risultano molto espanse: infatti, nei punti dove il popolamento è chiuso, il sottobosco è quasi assente e manca completamente di specie eliofile, mentre nelle zone in cui il bosco è più aperto è prevalente una vegetazione mesofila.
Il suolo che sostiene questa formazione è molto evoluto e, come confermano le analisi fisico-chimiche, ricchissimo di sostanza organica e con una intensa attività biologica.
All'interno dell'area lungo il corso del torrente è presente un raro endemismo botanico circoscritto a questa zona, il rovo di Arrigoni (Rubus Arrigoni Camarda) con caratteristiche molto diverse dal comune rovo (Rubus ulmifolius) quali, ad esempio una foglia molto più grande, rami tomentosi e meno spinescenti, una infruttescenza più piccola con i singoli frutti più grandi e meno dolci.
Per le sue peculiarità l'area rappresenta un popolamento unico in Sardegna, le cui caratteristiche naturalistico-vegetazionali, pedologiche e climatiche non sono rigenerabili e quindi vanno rigorosamente tutelate nell'interesse di tutti.

Vi si accede dalle strade provinciali Bonorva-Bono e Ittireddu-Bono che si uniscono nel bivio Foresta Burgos; superato l'accesso alla casermetta forestale Monte Pisanu continuando per Bono si imbocca la strada sterrata "Ucca 'e Grile" dove apposita segnaletica indica il sito preciso.
Per un maggior rispetto si suggerisce di procedere alla visita dell'area a piedi, lasciando le macchine nel parcheggio e di utilizzare per le eventuali soste per il pranzo le aree appositamente attrezzate.

Per visitare l'area, non semplice da trovare, è necessario prendere contatto con l'Ufficio Forestale di Monte Pisanu

Provvedimento istitutivo: Decreto Assesorato Difesa Ambiente n. 24 29.01.94

Interesse culturale:
Il nome è quello dato localmente al tasso (numerose le varianti: niberu, eni, enis, linnarubbia, tassu). L’albero viene considerato popolarmente un simbolo di morte. Il centro di Bono conserva alcune emergenze architettoniche, testimoni della sua passata funzione di sede vescovile e di centro localmente importante. A Burgos si possono visitare i resti del Castello del Gocéano, un’opera posta a difesa del Logudoro agli inizi del XII secolo. Mentre il Monte Rasu è povero di emergenze archeologiche, in una fascia circostante esse sono numerosissime: molti nuraghi si conservano intorno a foresta Burgos e presso Esporlatu. Una carta archeologica dell’area è pubblicata in CAMARDA (1993).
Tutela e valorizzazione:
Il nome è quello dato localmente al tasso (numerose le varianti: niberu, eni, enis, linnarubbia, tassu). L’albero viene considerato popolarmente un simbolo di morte. Il centro di Bono conserva alcune emergenze architettoniche, testimoni della sua passata funzione di sede vescovile e di centro localmente importante. A Burgos si possono visitare i resti del Castello del Gocéano, un’opera posta a difesa del Logudoro agli inizi del XII secolo. Mentre il Monte Rasu è povero di emergenze archeologiche, in una fascia circostante esse sono numerosissime: molti nuraghi si conservano intorno a foresta Burgos e presso Esporlatu. Una carta archeologica dell’area è pubblicata in CAMARDA (1993).
Emergenza naturale e ambiente:
Si è scelto per l’istituzione in monumento l’esemplare più grande della stazione di Taxus baccata L. esistente sul versante ONO di Monte Rasu, in località Ucca ‘e Grile. La stazione si trova a circa 1.000 m slm, su terreni freschi e profondi, ben conservati, derivati da scisti paleozoici. Questa è la più grande stazione sarda di tasso ed è sicuramente di interesse nazionale. Il suo valore deriva da una superficie apprezzabile e dalla presenza di specie forestali di rilevante interesse fitogeografico, come Taxus baccata e Ilex aquifolium. La foresta, solo in parte naturale, si trova sul versante NO del M. Rasu, nei monti del Gocéano. Nel sito la formazione mista di leccio e roverella lascia spazio ad una forte presenza di tasso e agrifoglio. I tassi mostrano forme arboree, con esemplari plurisecolari, costituendo un boschetto allo stato puro ma più spesso misto. I soggetti che raggiungono un’altezza di una dozzina di m sono certamente plurisecolari. Si tratta di alberi con fusti alquanto irregolari, presto divaricati in varie branche con portamento abetoide. Lo stato vegetativo è buono. L’esemplare maggiore, alto 11 m, si trova al margine inferiore della stazione, la cui superficie è di circa 3 ha, presso un ruscello. Esso misura, all’altezza di 1 m, m 7.05 di circonferenza. È presente, nella zona, anche il locus classicus di Rubus Arrigonii (ossia il luogo in cui una specie botanica viene descritta per la prima volta), scoperta da I. Camarda nel 1986. Il tipo forestale è simile a quello di Mularza Noa in comune di Bolòtana. Questi due esempi sono i meglio conservati in ambito mediterraneo e pertanto di primaria importanza. La foresta è inserita in un parco naturale e inoltre è vicina all’area culminale del M. Rasu (msm 1.259), che è caratterizzata da garighe a ginestra spinosa (studi di VALSECCHI e CORRIAS) e per la quale è stata pure avanzata la proposta di individuazione di area RIN (n. 10). Vi si trovano rari endemismi sardo - corsi, come la Viola corsica e la Veronica brevistila. L’area appartiene alla Foresta demaniale Monte Pisano. Resti di un antico bosco a tasso ed agrifoglio si trovano anche nella valle del Rio de s’Isfundadu, dove si riscontra la presenza di agrifogli vetusti, uno dei quali misura 114 cm di diametro. Oltre all’allevamento dei cavalli di Foresta Burgos, va ricordato che a breve distanza si trovano altre aree RIN di interesse soprattutto botanico-forestale: la n° 8, Boschi misti di leccio, sughera e roverella di Foresta Burgos, presso il nucleo abitato omonimo, la n° 11, Boschi di roverella e agrifoglio di Anela, e infine altre due aree, pure di interesse forestale, più lontane ma sempre poste nella catena del Gocéano, presso Bultei.
Condividi:

Potrebbe interessarti anche:

  • Situato a 1293 m slm, è una delle principali curiosità morfologiche della Sardegna. Tipica formazione rocciosa, chiamata taccu o tònneri nel dialetto locale, e costituisce in...
  • Monumento situato in un contesto paesistico di grande pregio, sull'altopiano del Golgo, a circa 400 m slm.
  • Il Pan di Zucchero si erge nella magnifica insenatura di Masua, piccolo centro minerario della costa iglesiente. Scheda tecnica tratta da: I monumenti naturali della Sardegna -...
  • E' situata nello splendido scenario della costa a falesie di Baunei, a nord di Santa Maria Navarrese.
  • Incantevole scogliera di calcari sedimentari del miocene medio, articolati in promontori e cale, situato nell'area meridionale costiera della regione del Montiferru. Scheda...
  • Splendida insenatura della costa iglesiente, tra Masua e Buggerru. Scheda tecnica tratta da: I monumenti naturali della Sardegna - Barroccu Giovanni - Gentileschi Maria Luisa -...
  • La Scala (da skàla = via montana scoscesa), Gola o Arco di San Giorgio, ricorda il santo che fu vescovo di Barbagia e Suelli agli inizi dell' XI secolo.
  • Nel parco urbano di Santa Maria Navarrese, centro turistico dell'incantevole costa di Baunei, sono presenti alcuni patriarchi arborei, relitti della foresta mediterranea che un...
  • Su Gologone, la maggiore fonte carsica della Sardegna, perennemente sommersa, è situata alle falde del Supramonte, presso la riva destra del fiume Cedrino.
  • Il Monte Pulchiana, il monolite granitico più grande della Sardegna, è situato su un altopiano della Gallura settentrionale, a 550-673 metri slm.
  • Suggestiva struttura rocciosa cupoliforme - 253 m; 20 ha - che deve forse il nome alla presenza di una sorgente alle falde. Scheda tecnica tratta da: I monumenti naturali della...
  • Il Monte Cépera (Cuccureddu 'e Zéppara, Monte Zéppara, 167 m slm), oggi raggiunto dall'abitato di Guspini, è un piccolo cono basaltico originatosi dalle manifestazioni vulcaniche...