Si è tenuto il 2 dicembre presso l'Università La Sapienza di Roma il convegno "Il posto giusto per l'albero giusto: la filiera vivaistica forestale a servizio delle città e del Piano Nazionale di Ripristino degli ecosistemi". L'incontro è stato un momento di condivisione e confronto tecnico-scientifico e operativo sulle esigenze attuali e future del settore vivaistico forestale italiano in rapporto alle nuove sfide poste dalle normative nazionali ed europee.
Il Convegno
I lavori del Convegno si sono aperti con una sessione dedicata alla vivaistica che è stato argomento di discussione, confronto e approfondimento. Si è parlato infatti del progetto For.Tree Nursery per il rilancio del settore, del ruolo delle Regioni, dell'infrastruttura dei semi forestali (CUFA), del binomio vivaistica e genetica forestale (CNR IBBR), del progetto RI-VIVA-FOR (Agenzia Veneta per l'Agricoltura), della vivaistica per l'ecoregione mediterranea (ANARF, Agenzia FORESTAS Sardegna), delle prospettive di ripristino (CREA Centro Foresta e Legno) e del valore dei materiali forestali di moltiplicazione (DAGRI Università di Firenze).
Nel pomeriggio il Convegno si è concentrato sulla tematica del ripristino della natura con interventi che hanno incluso la forestazione delle aree metropolitane (CIRBISES Università La Sapienza), il PNRN nel settore forestale (ISPRA), gli alberi urbani e le Nature Based Solutions (CNR), alberi e campi coltivati (Università della Tuscia), il sistema verde di Roma (DiAP Università La Sapienza) ed esperienze di ripristino ambientale (Tenuta Castelporziano e EFI Biocities). Si è inoltre discusso della programmazione necessaria a rafforzare il rapporto tra pubblico e privato (Allasia Plant ss), del progetto Life Seed Force (MUSE), delle criticità del vivaismo forestale (CONFACT) e del ruolo della Rete Italiana Ripristino Ecologico e degli Orti Botanici (RIRE), mentre il Direttore Generale DG DIFOR, MASAF ha illustrato le prospettive di sviluppo e di crescita future che riguardano questo settore.
L'evento si è poi concluso con un dibattito.
Forestas al Convegno
Forestas, insieme ad ANARF, ha partecipato all’evento con un intervento intitolato Vivai e vivaistica per l’ecoregione mediterranea evidenziando la ricchezza di biodiversità di questo Biodiversity Hotspot e l’importanza e la fragilità degli ecosistemi forestali mediterranei allo stato attuale minacciati dalle pressioni climatiche ed antropiche, che aumentano il rischio di perdita di biodiversità forestale.
In questo contesto fondamentale è il ruolo della vivaistica per quanto concerne:
- La conservazione della biodiversità attraverso la raccolta, conservazione e propagazione del seme autoctono.
- La fornitura di materiale vegetale per: rimboschimenti, interventi post-incendio, fasce tampone, sistemazioni idraulico–forestali, corridoi ecologici e rinaturalizzazioni urbane.
- La produzione di piantine di qualità, geneticamente appropriate e provenienti da materiale di base certificato.
Rapporto sullo stato delle foreste
Le statistiche oggi disponibili sul settore risultano frammentarie, con informazioni disomogenee tra Regioni e ad oggi non esiste un censimento nazionale pubblico che renda disponibili in modo aggregato “numero di piantine forestali prodotte / disponibili per impianto/ per specie” riguardante tutto il territorio nazionale. A bilanciare in parte queste carenze sono stati evidenziati i progressi recenti con l’avvio del Rapporto sullo Stato delle Foreste (RAF), In Sistema Informativo Nazionale Forestale (SINFOR ) e il Registro Nazionale Materiali di Base (RNMB).
Attraverso esempi di azioni condotte nei vivai pubblici gestiti da regioni mediterranee afferenti all’associazione ANARF sono state evidenziate buone pratiche messe in campo nei demani forestali regionali.
Forestas e la Vivaistica
In questa prospettiva il contributo di Forestas assume un ruolo di elevata importanza in quanto Forestas svolge un’intensa attività vivaistica attraverso i propri vivai produttivi e "conservazionistici".
- Produttivi: hanno il compito di produrre postime forestale (lecci, sughere, roverelle, specie della macchia mediterranea e molte altre), utilizzato per i rimboschimenti nei cantieri forestali o ceduto ad enti pubblici e privati secondo specifici regolamenti.
- "Conservazionistici": sono specializzati nella conservazione ex situ degli endemismi a rischio, con una produzione limitata di circa cinquanta specie. Il loro obiettivo è la reintroduzione in natura delle piante minacciate.
Inoltre molti vivai dell’Agenzia, un tempo dedicati alla produzione di postime forestale, sono stati riconvertiti in vivai didattici con prevalenza di piante officinali. Oggi ospitano scuole e progetti educativi, offrendo laboratori, attività pratiche e percorsi conoscitivi per trasmettere competenze ed esperienze in ambito vivaistico e forestale.
Conclusioni
La filiera vivaistica forestale sta vivendo oggi un periodo di rivitalizzazione dovuto al crescente interesse delle politiche europee e nazionali per la tutela della biodiversità e la valorizzazione dei servizi ecosistemici forniti dalle foreste.
Anche per questo motivo i vivai pubblici diventano la sede ideale per la sperimentazione di tecniche innovative, lo studio genetico delle popolazioni e la conservazione dei boschi da seme e tutti gli adempienti legati alla tutela e valorizzazione dell'immenso patrimonio genetico pubblico.
In questo processo la cooperazione pubblico-privato assume un ruolo vitale in quanto essenziale per l'avvio di una filiera vivaistica forestale efficiente e improntata alla qualità del materiale di propagazione.
Le Foreste Demaniali devono quindi continuare a rappresentare il volano per il settore vivaistico nazionale a tutela della biodiversità dell’ecoregione mediterranea.

