Biodiversity Vision dell'Ecoregione Mediterraneo Centrale

04 Giugno 2010
Crastazza

Quattro anni di incontri, discussioni e decisioni difficili in un faticoso percorso che ha portato alla realizzazione di questo prezioso volume. Frutto di un progetto di WWF Italia e scritto con il contributo dei principali esperti ed operatori nazionali nel campo delle tematiche ambientali, tra cui l'Ente Foreste, il documento nasce con l'intento di far conoscere l'importanza della tutela delle biodiversità. Perchè, come si sottolinea nella presentazione se non si conosce non si trasforma.

Biodiversità ed Ecoregioni
La diversità della vita sulla Terra è costituita dall'insieme degli esseri viventi che la popolano. Nel nostro pianeta, fino ad oggi, sono state descritte circa 1,7 milioni di specie, ma a causa dell'attività dell'uomo il numero delle biodiversità si sta riducendo drasticamente a tutti i livelli: globale, nazionale e regionale. Si calcola che dal 17° secolo ad oggi le specie estinte siano ben 600. Per gestire la crisi delle biodiversità è stato varato un progetto su scala mondiale ”The Global 200: Eco Regional Conservation”. Alla base il concetto di ecoregione, cioè un’unità terrestre o marina relativamente estesa, che contiene un insieme distinto di comunità naturali, le quali condividono la maggior parte delle specie, delle dinamiche ecologiche e delle condizioni ambientali. Sono esempi di ecoregioni la barriera corallina australiana, le foreste tropicali del Congo, le foreste del bacino del Mediterraneo. Global 200 ha selezionato 238 ecoregioni principali in cui operare, scelte non in base ai confini politici, ma alle peculiarità paesaggistiche. Di queste sono già 52 quelle attive grazie al coinvolgimento di tutti gli attori sociali: istituzioni, settore privato e società civile.
L’Italia rientra nel programma in quanto fa parte dell’ecoregione alpi e dell’ecoregione mediterraneo centrale.

Ecoregione alpi
I confini di questa zona vanno da Nizza a Vienna, per un totale di 191mila Km², già tutelati dalla “Convenzione per la Protezione delle Alpi”. Ciò che rende questa ecoregione importante per la protezione delle biodiversità sono le 30000 specie animali e 13000 vegetali (39% della flora europea) presenti. Sebbene circa il 15% del territorio alpino sia protetto da parchi nazionali, regionali e riserva naturali, le specie non sono tutelate pienamente dall'opera dell'uomo.
La frammentazione e la scomparsa degli habitat e delle specie rappresentano le minacce più gravi per la ricca biodiversità alpina.

Ecoregione mediterraneo centrale
Questa importante ecoregione comprende Italia peninsulare, Sicilia, Sardegna, Corsica e Malta. Ospita 25000 specie vegetali e circa il 75% degli insetti europei. Particolarmente interessante l’alto numero di endemismi, cioè di specie animali o vegetali che si trovano solo in un particolare territorio. Il loro numero nel bacino del Mediterraneo è di gran lunga superiore a quello che è possibile trovare in qualsiasi altra parte d’Europa.
La ricchezza di forme di vita di questa regione è legata non solo al mare, ma anche a montagne che superano i 2000 metri, boschi, laghi, coste rocciose e sabbiose, zone umide e costiere che favoriscono la presenza di una varietà di specie non riscontrabile in altre zone temperate della terra.
Anche qui però l’attività dell’uomo, (turismo, speculazione edilizia, bracconaggio, pesca illegale) rappresenta una seria minaccia per la conservazione delle biodiversità.

Biodiversity vision
Con “biodiversity vision” si intende la definizione a lungo termine (50 anni) e la conseguente descrizione di uno scenario desiderabile dal punto di vista degli obiettivi di conservazione.
La biodiversity vision è essenziale perché aiuta a definire l’approccio di conservazione ed assicura che le caratteristiche biologiche ed ecologiche rimangano al centro degli obiettivi di conservazione nel corso dell’intero processo ecoregionale.
Anche quando, durante lo sviluppo del processo ecoregionale, si intraprendono azioni rivolte ad emergenze locali, la biodiversity vision è la cornice fondamentale per interpretare le minacce all’integrità dell’intera ecoregione.
Naturalmente, per arrivare ad avere una visione di insieme delle biodiversità, è necessario un processo di studio su tutte le informazioni disponibili riguardo all’ambiente, alla situazione socio-economica e politica, agli attori chiave dell’ecoregione su cui si vuole intervenire. Questa fase di studio è detta di ricognizione.
Schematizzando il progetto “The global 200” prevede 4 fasi:
1) una fase di ricognizione
2) lo sviluppo della biodiversity vision,
3) la stesura del piano d’azione
4) la sua attuazione.
La stesura del piano d’azione richiede un arco temporale variabile fra i tre ed i cinque anni. La conclusione del processo, e quindi l’attuazione del piano di azione condiviso dalle varie parti, viene invece tarato su un traguardo finale fissato, generalmente, a distanza di cinquanta anni.
Le uniche azioni sul terreno intraprese prima della definizione del piano di azione sono quelle identificate come urgenti nell’ambito della fase di ricognizione e la cui realizzazione assume, appunto, carattere di estrema urgenza.

The global 200 e l’ecoregione mediterraneo centrale
Il lavoro di tutela è stato avviato nel 2004 con l’analisi a livello dell’intero bacino mediterraneo da parte del Programma Mediterraneo del WWF Internazionale. In Italia il processo di conservazione ecoregionale interessa il settore del mediterraneo centrale ed è stato avviato da una partnership tra istituti scientifici, enti pubblici e organizzazioni non governative.
Lo studio è servito ad individuare 36 aree prioritarie: tutelando in modo efficace e a lungo termine le caratteristiche e la funzionalità di queste aree, si auspica che l’intera biodiversità ecoregionale possa essere preservata. Data l’elevata eterogeneità ambientale si sono più specificatamente definiti otto obiettivi strategici, spina dorsale del piano di conservazione ecoregionale:
1. riduzione dei fattori di minaccia per le specie animali e vegetali
2. riduzione della frammentazione degli habitat
3. migliori condizioni ecologiche nei bacini idrografici
4. funzionalità dell’ecoregione per le specie migratrici
5. attuazione di nuovi modelli socio-economici per la gestione delle biodversità nelle piccole isole
6. gestione delle aree ad alto interesse ecoregionale però distribuite in modo frammentato
7. gestione funzionale delle aree marine di estremo valore per la biodiversità (es. canale di Sicilia)
8. ricerca di forme di sfruttamento ittico compatibili con il mantenimento degli ecosistemi

A questi obiettivi di lungo periodo si devono aggiungere le “azioni urgenti”, cioè quelle necessità che richiedono un impegno immediato. Un esempio lo abbiamo nell’area dell’Appenino centrale dove è stata avviata un'azione urgente che mira ad evitare l’estinzione dell’orso marsicano.

Il volume del WWF in formato digitale
Bulgarini F., Petrella S., Teofili C. (a cura di), 2006. Biodiversity Vision dell’Ecoregione Mediterraneo Centrale. WWF Italia-MIUR, Roma.[file.pdf - 9 Mb]

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