Con l'arrivo dell'autunno, il fenomeno del foliage (termine derivato dall'inglese fall foliage e dal francese feuillage) si rivela in tutta la sua bellezza diventando non solo attrazione turistica, ma un vero toccasana per la salute.
Camminare tra le chiome cangianti e i tappeti di foglie caduche riduce lo stress e fa bene a mente, corpo e spirito. Ma cosa succede davvero alle piante in questa stagione?
Cosa succede al bosco con l'arrivo dell'autunno
La chimica dei colori e il rosso raro che tinge alcuni lembi di bosco e - in presenza di certe specie - rende unici i paesaggi, trova precise spiegazioni nelle scienze forestali.
Con il calo delle ore di luce e delle temperature, le piante caducifoglie entrano in una sorta di "modalità a basso consumo" e si degrada la clorofilla verde nei cloroplasti (organelli cellulari caratteristici delle cellule vegetali e delle alghe eucariotiche, responsabili della fotosintesi clorofilliana).
Questo fenomeno mette in luce i carotenoidi, responsabili delle calde tonalità gialle e arancioni. Nei boschi della Sardegna il colore rosso è infatti piuttosto raro, con la splendida eccezione delle foglie dell'Acero minore.
L'equinozio: interruttore biologico
L'equinozio d'autunno (dal latino aequa nox, "notte uguale", pari durata del giorno e della notte) non è un mero evento astronomico. Per il bosco rappresenta il principale interruttore biologico: grazie a specifici recettori chiamati fitocromi, gli alberi percepiscono l'accorciamento delle giornate e innescano la cascata ormonale della senescenza fogliare.
La strategia del riciclo energetico è altrettanto affascinante: prima di disfarsi delle foglie ormai esaurite, la pianta "trasloca" e recupera i nutrienti preziosi (azoto, fosforo e potassio) trasferendoli verso i rami e le gemme per conservare risorse in vista dell'inverno.
I boschi sardi ospitano diverse latifoglie caducifoglie (castagno, nocciolo, roverella e orniello), ma sono dominati da sempreverdi come il leccio e la sughera. Queste specie seguono un ciclo a doppio picco di attività (primavera e autunno), intervallato dal "letargo estivo" o estivazione.
Tuttavia, dopo estati di forte siccità, le sempreverdi possono attivare una senescenza d'emergenza, facendo cadere anomale quantità di foglie per ridurre la superficie traspirante e proteggersi.
Le piante caducifoglie (le protagoniste dei colori autunnali)
Le variazioni cromatiche tipiche dell'autunno si concentrano sulle specie decidue presenti nell'isola, tra cui figurano la roverella, il castagno, il nocciolo, il carpino nero, l'ontano nero, il sorbo montano e l'orniello.
Mentre il giallo e l'arancione sono dominanti nel nostro paesaggio grazie al degradarsi della clorofilla e alla presenza dei carotenoidi, il colore rosso vivido è piuttosto raro nei boschi sardi.
L'eccezione principale - e bellissima - è rappresentata dalle foglie dell'Acero minore.
Le specie sempreverdi
Gli ecosistemi forestali della Sardegna sono in gran parte dominati da latifoglie sempreverdi sclerofille (legnose che possiedono foglie coriacee, rigide e ispessite) - in particolare il leccio (Quercus ilex) e la sughera (Quercus suber).
A differenza delle caducifoglie, queste piante si sono adattate agli stress stagionali e mantengono la chioma per più anni, seguendo un doppio picco di attività biologica (primavera e autunno), intervallato dal letargo estivo (estivazione).
Tuttavia, a seguito di estati particolarmente calde e siccitose, lecci e sughere possono innescare una senescenza d'emergenza, facendo cadere anomale quantità di foglie tra fine estate e inizio autunno per ridurre la traspirazione e proteggere la struttura dell'albero.
Dove vedere i foliage forestali più affascinanti
Sono tanti i luoghi, in Sardegna, prevalentemente montani, dove il foliage diventa spettacolo paesaggistico: tra gli altri vanno citati il Gennargentu e Montes con i suoi spettacolari aceri, le roverelle del Goceano, le tinte gialle dei castagneti nella Barbagia di Belvì e le distese verdi con screziature d'arancione e giallo nei Tacchi d'Ogliastra, tra cui spiccano Montarbu e Gairo Taquisara.
Per approfondire
Due interessanti approfondimenti sono già stati pubblicati su SardegnaForeste:







