Carrubo

Carrubo - Ceratonia siliqua L.

Difficilmente il Carrubo supera l’altezza di 10 metri; albero sempreverde con chioma espansa, fitta e tondeggiante. Tronco massiccio con ramificazioni che si originano vicino alla base. La corteccia è liscia, grigiastra, marrone scuro. Le foglie sono composte, paripennate, persistenti, coriacee, formate da 2-5 coppie di foglioline ovali, lucide e di un ben colore verde intenso, 3-6 × 3-4 cm., inserite sui rami per mezzo di un breve picciolo. Il margine fogliare è intero con nervature penninervie. Il carrubo è una pianta poligamo-dioica e i fiori, in prevalenza unisessuali, possono trovarsi sulla stessa pianta o su piante diverse, oppure possono esservi fiori bisessuali e maschili sulla stessa pianta. I fiori sono molto piccoli e di colore prima rossastri poi giallo-verdastri (privi di corolla, calice peloso caduco), sono riuniti in grappoli cilindrici eretti all’ascella delle foglie, nascenti sui rami degli anni precedenti; quelli maschili con 5 stami, quelli femminili con uno stimma sessile. Il frutto è costituito da un legume tormentoso, schiacciato e leggermente incurvato, pendulo, di 10-20 × 2-3 cm., coriaceo, di colore bruno, solitario o in gruppi numerosi.

Corologia:
Originario delle regioni sud-orientali dell’Europa e del Medio Oriente. Naturalizzato lungo le coste di tutto il bacino mediterraneo, in Sardegna è diffuso soprattutto nelle zone orientali e meridionali.
Fenologia:
Fioritura da agosto fino ad inverno inoltrato (gennaio); fruttificazione nell’estate ed autunno dell’anno successivo.
Habitat:
Pianta eliofila e xerofila, poco esigente, che cresce in suoli aridi, rocciosi, indifferente al substrato pedologico, in prossimità delle zone costiere fino a circa 400 metri di quota.
Forma biologica:
Mesofanerofita
Curiosità:
La coltivazione del Carrubo avveniva già al tempo dei Romani, dai quali era particolarmente apprezzato. È facile incontrarlo in consociazione soprattutto con l’Olivo, formando gli oleo-ceratonieti di notevole effetto. Negli interventi forestali è stato utilizzato in associazione con il pino d’Aleppo, sopratutto nei rimboschimenti costieri. Il legno è duro e resistente, caratteristiche apprezzate in falegnameria, anche se marcisce a contatto con l’acqua. I fiori sono molto frequentati dalle api, e ciò costituisce un valido contributo alla estensione dell'apicoltura nelle aree di coltivazione del carrubo. E’ un eccellente antidiarroico (in pediatria è molto usata da decenni una polvere derivata dalle carrube: l'Arobon), ricostituente, rimineralizzante. Per secoli le carrube hanno sfamato i popoli del Nord Africa anche se poi, con l'arrivo del benessere, sono state utilizzate prevalentemente nella zootecnia. Inoltre, La loro polvere, dal sapore di cioccolato, viene infatti usata in tanti prodotti da forno e nella biscotteria. I semi, di forma lenticolare, detti carati, grazie al loro peso costante erano usati in passato per pesare oro e pietre preziose; da qui la denominazione "carati". E’ una specie a crescita lenta e molto longeva.
Allegati: 
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Scheda
Nome latino:
Ceratonia siliqua L.
Nome sardo:
Carruba, Silibba, Silimba
Flora:
Divisione:
Classe:
Ordine:
Famiglia:

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