Il progetto Crabiles

03 Giugno 2010
Capre selvatiche

Multifunzionalità, sviluppo rurale, valorizzazione turistica, gestione sostenibile del territorio, politiche in linea con il protocollo di Kyoto. Sono queste le strategie con le quali l’Ente Foreste della Sardegna intende gestire il patrimonio faunistico, boschivo e ambientale dell’Isola.
È proprio nell’ottica delle nuove politiche programmatiche e di gestione che si inserisce lo studio di settore relativo alla valorizzazione e salvaguardia dell’allevamento tradizionale della capra sarda.

Il progetto Crabiles
Il progetto, che nasce da una collaborazione tra l’Ente Foreste e l’AGRIS, mira a realizzare un modello completo di filiera dell’allevamento caprino che garantisca la permanenza dell’attività agro-pastorale nelle zone marginali della Sardegna attraverso una serie di iniziative volte alla valorizzazione della multifunzionalità dell’impresa agricola.

Il progetto trova la sua espressione con la Delibera del C.d.A. n°127 del 10 ottobre 2007, nel quale è stato espresso parere favorevole alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa fra l’Ente Foreste della Sardegna e il Gal Sulcis Iglesiente avente ad oggetto la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale del territorio di cui l’Ente Foreste della Sardegna gestisce una superficie di terreno di circa 22000 ettari. Su tali superfici, l’attività silvo-agro-pastorale, costituisce un fattore d’identità per quanto riguarda i territori a vocazione forestale e dove la principale attività zootecnica è rappresentata dal settore caprino. D’altro canto gli indirizzi delle attuali politiche agricole favoriscono la conservazione dello spazio e la salvaguardia dei paesaggi tipici delle zone montane.

Il settore caprino ha prospettive di sviluppo interessanti incontrando il favore dei consumatori perché in essi riconoscono genuinità, sostenibilità e integrazione con l’ambiente naturale. Seguendo questo orientamento, in Sardegna si stanno realizzando diversi progetti agro-industriali con notevoli investimenti finanziari; il Progetto “Crabiles” si colloca all’interno di questo settore.

Le linee di intervento del progetto Crabiles
Le azioni principali da intraprendere per raggiungere lo scopo prefissato di realizzare un modello completo di filiera dell’allevamento caprino sono:

- Valorizzazione e salvaguardia della razza caprina autoctona.
Le esperienze di valorizzazione di questi ultimi anni hanno dimostrato che i prodotti legati a razze autoctone hanno un alto valore aggiunto sul mercato e mantengono sul territorio culture umane e forme produttive altrimenti destinate a sparire. Il centro di Pantaleo, in collaborazione con le Associazioni degli allevatori, l’Università e l’Agenzia per la Ricerca del settore agricolo della RAS dovrebbe garantire una azione di salvaguardia e selezione della razza caprina, in modo che i produttori possano contare su soggetti riproduttivi garantiti.

- Produzione di tipologie di formaggi caprini a latte crudo.
Il formaggio a latte crudo, che un’industria può difficilmente realizzare, per una piccola azienda si traduce in un valore aggiunto molto alto. Infatti, i formaggi a latte crudo, trasferiscono nel prodotto la ricchezza organolettica e le qualità biologiche del latte di partenza e sono ricercati da una fascia di consumatori attenti agli acquisti. Il caseificio di Pantaleo potrebbe realizzare, in collaborazione con il centro di Bonassai, dei formaggi freschi o della tradizione venduti sia in loco che presso punti vendita di prodotti di qualità.

- Produzione di salumi con carni caprine.
Negli ultimi anni, i salumi dalle carni ovi-caprine, incontrano sempre più il favore dei consumatori soprattutto quella fascia che, per motivi nutrizionali o religiosi, non consumano carni suine. Prodotti di questo genere si traducono per gli allevatori in ulteriori opportunità di mercato per gli animali a fine carriera che attualmente sono venduti a poco prezzo o restano invenduti.

- Realizzazione di una struttura di ospitalità rurale di qualità.
Creazione di una struttura di ospitalità rurale di qualità con un ridotto numero di posti letto (non più di 30 camere doppie) gestita con rigore, con attenzione alla qualità e alla tradizione e in grado di soddisfare un turismo sempre più attento ed esigente.

- Realizzazione di una osteria/ristorante che proponga piatti dalle tradizioni locali ottenuti con l’impiego di ingredienti di produzione propria.

- Realizzazione di una fattoria didattica e visite guidate su percorsi tematici.
La fattoria didattica è un’opportunità unica per riscoprire i sapori di antiche culture e i valori dimenticati di un mondo pieno di saperi come quello agro-pastorale.

- L’intero progetto per la sua riuscita dovrà essere supportato da un’attenta operazione di marketing.

Gli interventi fanno parte dei nuovi indirizzi programmatici dell’Ente Foreste atti a valorizzare i territori che ricadono nelle aree gestite dallo stesso, promuovendo lo sviluppo rurale e la diversificazione delle economie locali in un’ottica incentrata sulle nuove strategie di sostenibilità ambientale.

L’attività sarà supportata da diversi soggetti (LAORE, Operatori zootecnici, AGRIS, Gal Sulcis) mediante un protocollo d’intesa stipulato tra le parti e l’Ente Foreste della Sardegna.
La collaborazione si inserisce nelle strategie della Giunta Regionale rivolte a promuovere la cooperazione fra gli enti e le agenzie che si occupano di sviluppo locale e a garantire servizi di assistenza tecnica moderni e qualificati agli imprenditori agro-zootecnici.

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