Il 22 aprile di ogni anno si celebra l'Earth Day. Un appuntamento divenuto simbolo della sensibilità ambientale di massa, che coinvolge ogni anno circa mezzo miliardo di persone in tutto il mondo.
La ricorrenza fu proposta nel 1969 dal giornalista americano John McConnell che sperava nell’istituzione di una festività per sottolineare la necessità di preservare l’equilibrio ecologico da cui dipende la vita sulla Terra. Un altro "padre" dell'Earth Day può essere considerato Gaylord Nelson, allora senatore del Wisconsin e molto attivo riguardo alle tematiche ambientaliste, che già dal 1962 cercò di convincere l'allora presidente Kennedy, sulla necessità di dedicare un'iniziativa a tematiche ecologiche. In un clima politico esacerbato dalla guerra nel Vietnam (e dall'uso sconsiderato di pesticidi e agenti chimici) fu la città di San Francisco ad accogliere l'idea e in seguito l’iniziativa fu ufficialmente riconosciuta dall’ONU.
Il 22 aprile 1970 venti milioni di americani si mobilitarono per una dimostrazione a favore della salvaguardia dell’ambiente: da allora il 22 aprile è diventato l’Earth Day, un evento internazionale, celebrato in tutto il mondo che a buon diritto può essere considerata come la culla dell'ecologia.
Da quel giorno infatti la pressione dell'opinione pubblica ha indotto molti governi a introdurre le tematiche ambientali nei loro programmi, facendo guadagnare ai movimenti ambientalisti una loro dignità sul piano internazionale di esperti confortati nelle loro teorie da prove scientifiche.
Quest’anno, l’attenzione del 37esimo Earth Day, sarà focalizzata sui pericoli derivanti dal cambiamento climatico e dall'aumento della temperatura della terra e sulla necessità di accelerare la transizione verso un taglio drastico delle emissioni dei gas serra.

