Biacco (Colubro Comune)

 Hierofis viridiflavus (foto Fabio Cherchi per PArco Molentargius)

Il biacco è classificato in due modi (Hierophis viridiflavus, precedentemente come Coluber viridiflavus). Si tratta di un serpente della famiglia dei Colubridi, frequente incontrarlo nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come le praterie e le rive dei fiumi. È il più diffuso e abbondante serpente italiano: tuttavia è una specie rigorosamente protetta, perchè purtroppo, la popolazione è in declino: perciò in Italia, come in altri paesi, vi sono aree protette adibite alla sopravvivenza di questa specie (non è possibile tenerlo in cattività).
È presente e tutelato, ad esempio, nel Parco Naturale Regionale di Molentargius.   

È chiamato anche milordo o colubro verde e giallo.   Il suo morso non è velenoso.

È una specie diurna. Si difende con una velocissima fuga (specie se incontra l'uomo) solitamente verso un rifugio sicuro; ma quando viene bloccato usa rapidi morsi non particolarmente potenti.  Se afferrato, non esita ad affrontare l'aggressore e a difendersi vigorosamente con ripetuti morsi.
In caso di fuga impossibile cerca un varco lanciandosi contro l'aggressore.

Può nuotare, e si nutre di altri rettili (piccoli sauri o bisce d'acqua, o vipere) di uova o di piccoli uccelli, di piccoli mammiferi (in particolare topi e ratti) e anfibi al limite anche di piccoli pesci. Viene etichettato come specie "mouse controller" nel senso che contribuisce a limitare la diffusione dei ratti

Extra

Quando il biacco vuole accoppiarsi, riesce a percorrere fino a 3 chilometri per poi combattere i rivali in "amore"...tra aprile e giugno hanno luogo gli accoppiamenti di questi colubridi.
Durante l'accoppiamento, i partner rotolano e si torcono intorno a vicenda, tenendo la testa sollevata in posizione verticale: il tutto ha l'aria di essere assai...passionale! 

Nell’amplesso il maschio afferra con la bocca il collo della femmina e la avvolge con la coda e poi...

Origine zoogeografica:
Mediterranea
Areale di distribuzione:
Presente con varie razze in tutta Italia e isole, Francia, Spagna orientale, Istria. In Sardegna è il serpente più comune.
Identificazione:
Si tratta di una specie di medie dimensioni che solitamente non raggiunge i 150 cm di lunghezza, con il corpo slanciato, capo ovoidale e ben distinto dal corpo, occhi grandi con la pupilla circolare, squame dorsali lisce. La colorazione è superiormente giallastra, verdastra, brunastra od olivastra con pigmentazione nera o verde a formare un intreccio di barre sulla parte anteriore e striature sul resto del corpo. Il ventre è giallo, giallo-verdastro o giallo-biancastro, talvolta con piccole macchie scure. Alcuni esemplari possono essere del tutto o solo parzialmente melanici con il dorso nero-inchiostro e riflessi bluastri. I piccoli hanno una colorazione superiore molto scura. La coda, come negli altri colubridi, si assottiglia progressivamente.
Habitat:
Il Biacco colonizza vari ambienti. E’ per lo più terricolo, diurno e diffuso dal livello del mare fino a quote alte. Predilige le aree assolate e le radure, i coltivi e la macchia bassa; non è raro trovarlo nei pressi dei centri abitati e all’interno dei ruderi. Caccia a vista inseguendo la preda che viene afferrata e ingoiata ancor viva. Ha uno spettro alimentare molto ampio infatti gli adulti si cibano di vertebrati, serpenti, piccoli mammiferi ed uccelli nidiacei, mentre i piccoli predano principalmente piccoli sauri ed insetti. Sebbene all'occorrenza si riveli molto mordace, non si tratta di un rettile velenoso, e quindi è da ritenersi totalmente inoffensivo per l'uomo.
Riproduzione:
Dopo la latenza invernale intorno a maggio-giugno ha inizio il periodo riproduttivo, al seguito del quale le femmine depongono dalle 5 alle 15 uova in buche del terreno o in cavità di muretti a secco. Le uova si schiudono dopo circa 2 mesi ed i piccoli che nascono raggiungono i 20-25 cm circa.
Status di conservazione:
Non corre alcun pericolo di estinzione
Fattori di minaccia:
È minacciata dagli incendi estivi ed dai frequenti investimenti da parte dei veicoli.
Grado di protezione:
Convenzione di Berna (Allegato III): è uno strumento adibito alla conservazione della flora e della fauna dell'Europa e dell'America. DIR. CEE 43/92(Allegato D).
Curiosità:
Il nome "Biacco" deriverebbe dalla biacca (un carbonato di piombo basico, in antichità usato nelle botteghe veneziane e olandesi, anche termine anticamente riconducibile all'aggettivo "pallido").
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Scheda
Nome latino:
Coluber viridiflavus, Hierophis viridiflavus
Nome sardo:
Cabòru, Colòru, Calòru
Classe:
Ordine:
Famiglia:
Fauna:
Approfondimenti

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