Piano di riduzione degli ibridi di cinghiale e delle capre rinselvatichite all'Asinara

16 Gennaio 2017

Sull’isola Asinara, con la dismissione del carcere sul finir degli anni '90, furono liberati e lasciati a sé stessi gran parte delle capre e dei maiali allevati.
Questi nel tempo, in mancanza di predatori naturali, si sono moltiplicati in modo esponenziale causando gravi danni al soprassuolo arbustivo ed arboreo e modificando i paesaggi vegetali dell’Isola.
Inoltre vi fu l’inevitabile processo di ibridazione dei maiali con i cinghiali con un conseguente aumento della prolificità e delle dimensioni corporee.

Consistenza dei capi: la dimensione del problema
Per quanto riguarda le capre, fu stimata nel 2005 dall'Università di Sassari una consistenza di circa cinquemila capi.
La consistenza degli ibridi di cinghiale fu stimata invece, nello stesso periodo, dal personale di cantiere (Ente Foreste) in circa tremila.

Da allora, a più riprese, sono stati effettuati interventi di cattura secondo metodologie non codificate. Gli ibridi di cinghiale catturati sono stati destinati al macello, le capre sono state cedute ad allevatori che ne avevano fatto richiesta. In entrambe i casi l’Ente Parco ha esperito specifici bandi pubblici per l’assegnazione dei capi.
Nel 2015 era stata siglata una nuova convenzione tra Ente Parco ed Ente Foreste (ora Agenzia regionale Forestas) per l’attuazione delle Linee guida sulle catture delle capre e degli ibridi di maiale-cinghiale, condivise anche con la ASL e l’IZS. Sulla base delle Linee guida, è stato quindi predisposto un Piano operativo di dettaglio, che prevede attività e metodiche per le catture.

Nella fase iniziale, a seguito sono state predisposte attrezzature necessarie a condurre il Piano nel rispetto e curare il benessere animale: ad integrazione delle strutture di cattura già presenti, sono stati acquistati chiusini modulari di cattura per gli ibridi di cinghiale e le relative casse di trasporto degli animali dal chiusino alla stalla di sosta, le reti morbide scorsoie ad antanella per la cattura delle capre e due carrelli per il loro trasporto.

Complessivamente si è lavorato con 8 recinti (tra fissi e mobili) per le capre e 12 tra chiusini e gabbie per gli ibridi di cinghiale. Contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni in cui sono state svolte queste attività, dove i maschi rappresentavano il 70/80% degli individui catturati, si è focalizzato il lavoro sulla cattura delle femmine e sugli adulti, incidendo così sui riproduttori (negli ibridi di cinghiale, la maggiore percentuale di giovani è dovuta al tasso di riproduzione, ovvero numero di piccoli per femmina).

Situazione attuale
Nel 2015 sono stati allontanati dall'Asinara 418 ibridi di cinghiale e 439 capre. rinselvatichite mentre complessivamente nel 2016 sono stati allontanati dall’Isola 513 ibridi e 1073 capre
A dicembre 2015 si sono svolti i censimenti dei mufloni e delle capre: per queste ultime è risultata una consistenza di circa 1500 – 1600 capi distribuiti su tutta l'isola.
A fine gennaio 2017 si svolgeranno ulteriori censimenti per verificare la reale consistenza delle capre e valutare il proseguo del Piano.

A distanza di poco più di un anno, comunque, i risultati delle attività di riduzione del carico degli ibridi di cinghiale e delle capre rinselvatichite sono visibili e tangibili: la vegetazione, osservata dai botanici, si sta riprendendo e le essenze pabulari (foraggere) sono andate a seme, cosa che non avveniva da anni.
Percorrendo l’isola è ormai raro incontrare questi ibridi e le tracce sul terreno sono spesso vecchie. Le capre restano numerose ma la stima, in eccesso, della loro consistenza è inferiore ai 1000 capi. Relativamente all’anno in corso, le attività sono riprese il 9 gennaio con il foraggiamento e l’armatura dei chiusini e delle gabbie di cattura degli ibridi di cinghiale, la manutenzione delle strutture di sosta a Trabuccato e la cattura delle capre.

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