Si tratta della scheda di “DESCRIZIONE PARTICELLARE”: un documento ufficiale preliminare nel Piano Forestale Particolareggiato (PFP) in fase di approvazione
- Questo rappresenta una delle componenti della preliminare fase di analisi del territorio, necessaria per avere un quadro aggiornato e dettagliato del complesso forestale da pianificare.
- Descrive le condizioni attuali della (sotto-)particella forestale, in relazione agli eventi passati e in vista degli interventi ipotizzabili per il futuro.
- Per esigenze di informatizzazione nella raccolta ed archiviazione dei dati nei sistemi informativi di grosse dimensioni, la metodologia utilizzata in questo caso ha previsto l’utilizzo di schede e codici predefiniti (rispetto al cosiddetto metodo descrittivo classico, più discorsivo ma poco informatizzabile).
- Evidentemente il grado di dettaglio conseguibile attraverso i soli codici non può essere considerato sufficiente e certo non può sostituirsi alla complessità delle conoscenze e dei ragionamenti dei tecnici, nell'interpretazione del dato (e tanto meno) nella definizione delle scelte gestionali.
- Le scelte gestionali sono effettuate a valle di tutte le informazioni rilevate (non solo le informazioni presenti nelle descrizioni particellari) e condizionate da molti altri aspetti del territorio.
Bisogna, quindi, dare il giusto peso alle informazioni estrapolate dalla singola scheda descrittiva...anche se usarle diversamente fa più colpo sull'opinione pubblica.
Non si tratta di documenti ‘riservati’ né tantomeno tenuti ‘nascosti’
- Le descrizioni particellari sono un documento allegato al Piano, trasmesso ufficialmente, unitamente agli altri elaborati, alle amministrazioni regionali deputate al rilascio di pareri o autorizzazioni (Corpo Forestale, Provincia, Servizio Valutazione Impatti Ambientali della RAS, Tutela del Suolo della RAS, Distretto Idrografico, Parco Geominerario e Tutela del Paesaggio).
- Sul sito web istituzionale l’Ente Foreste ha tentato di dare la massima pubblicità al processo di pianificazione ed agli elaborati di Piano: è stata persino creata una sezione apposita (Pianificazione Forestale) destinata ai tecnici ma soprattutto al largo pubblico dove sono stati pubblicati tutti gli elaborati contenenti una descrizione dettagliata delle scelte di piano, le analisi multidisciplinari e alcune tavole tematiche per tutti i 13 Piani Forestali in fase di redazione.
- Le descrizioni particellari, costituite da un documento di 1138 pagine per il solo Marganai, al pari di altri documenti “di lavoro” di difficile leggibilità, come ad esempio i rilievi dendrometrici, rappresentano un elaborato ‘intermedio’ utilizzato dai tecnici redattori del piano nelle fasi iniziali di ‘descrizione’ (appunto) o ‘misurazione’ del territorio.
- Risulta difficile una loro interpretazione da parte di non addetti alle valutazioni forestali, e rappresenta solo una delle componenti sulle quali si fondano le scelte gestionali, ad esempio quella di destinare la particella al governo a ceduo, come avvenuto nel caso in questione.
Relazione tecnica del CFVA sul sopralluogo del 20 gennaio 2015
Ad ogni buon conto è importante sottolineare che il CFVA (che piaccia o no, organo deputato alla vigilanza sui reati di dissesto idrogeologico contestati) ha dichiarato nella “relazione tecnica sul sopralluogo del 20 gennaio 2015” nella particelle ceduate del Marganai” che non sono stati rilevati fenomeni evidenti di erosione quali apertura di rigagnoli o canali […] non si sono rilevati accumuli di materiale sciolto, il che fa escludere erosione di tipo laminare. Sono stati notati invece, in quantità limitata, alcuni movimenti di suolo dovuti al passaggio di cinghiali e/o alle operazioni di esbosco, ma in entrambi i casi in quantità e modalità che rientrano nella norma delle attività connesse al taglio.
E nella stessa relazione si prosegue affermando che il numero di piante atterrate (schianti) non è tale da creare preoccupazione.
Allo stesso sopralluogo congiunto presero parte - in contraddittorio - i professionisti che riferivano effetti devastanti sul territorio, oltre agli stessi tecnici di Ente Foreste, del Servizio Valutazione e Impatti ambientali della RAS, della Provincia.
Anche in altra recente nota il CFVA rassicura sul fatto che pur vigilando costantemente sulle aree in questione non ravvisa il disastro ambientale paventato dai soliti professionisti.
Ad esito dello stesso sopralluogo il SAVI si ri-pronunciava sulla non incidenza degli interventi sulla conservazione di habitat e specie di interesse comunitario, e quindi del temuto impatto sulla conservazione della biodiversità, avvallata anche dal recente pronunciamento sul PFP in sede di conferenza di servizio.

