Monte Olia - Bolostiu (Sez. Monte Olia)

La Foresta di Monte Olia è stata costituita in possesso demaniale statale nel volgere degli anni fra il 1910 ed il 1916: inizialmente per la cessione gratuita da parte del Comitato Forestale di Sassari del fondo Filighe Masciu (comune di Monti), successivamente per acquisizioni dalla Cassa Ademprivile di Sassari della contrada Monte Olia (agro di Monti) e da privati, proprietari del fondo Amultana-Perincana in comune di Berchidda, raggiungendo, complessivamente, una superficie di ha.1.419.
Successivamente, in regime di gestione AFDRS, sono stati compiuti ulteriori ampliamenti “a macchia d’olio”, maggiormente in territorio comunale di Berchidda.
Tutta l’area ricadente nel Complesso Forestale risulta patrimonio indisponibile della Regione Autonoma della Sardegna. Ciò deriva dalla notevole importanza, relativa alla funzione protettiva ed ambientale, nonché produttiva.
Dal punto di vista turistico, in località Monte Olia, nella zona circostante il centro servizi principale, sono presenti alcuni fabbricati adibiti sia all’attività degli operatori forestali sia all’accoglienza dei visitatori; la zona circostante è anche munita di una vasta area di ristoro ben attrezzata e facilmente fruibile in tutto l’arco dell’anno.
Da segnalare inoltre, in località Sa Toa un'area destinata a campeggi estivi ed un laghetto artificiale meta di numerose gite e di saltuari pic-nic.
Tuttavia l’estensione del suo territorio - in alcune zone estremamente impervio - la mancanza di sentieri, di strutture ricettive e di aree attrezzate ad accogliere i visitatori, non permetteva che la foresta possa essere utilizzata da un punto di vista turistico.

Inquadramento geografico:
Provincia: Sassari, Comuni: Monti, Berchidda
Aspetti climatici:
Non essendo presenti nel territorio in esame, stazioni di rilevamento dei dati relativi ai due fattori climatici più importanti, temperatura e precipitazioni, vengono utilizzati, ai fini di una definizione del quadro climatico e di un’inquadramento fitoclimatico dell’area indagata, quelli registrati, in 39 anni di osservazioni, nella stazione termopluviometrica di Alà dei Sardi, posta a m 663 s.l.m. Dalla stessa si rilevano una temperatura media annua di 12,9° C e una piovosità media annua di mm 1.072. Dall’analisi dei dati, riportati in tabella, si evidenzia un clima tipicamente mediterraneo, con precipitazioni concentrate nel periodo autunno-invernale, temperature estive elevate, inverno moderatamente freddo. Secondo l’inquadramento fitoclimatico proposto da Pavari, l’area può essere ascritta alla zona fitoclimatica del Lauretum (sottozone: media e fredda), corrispondente, secondo lo schema proposto da Arrigoni (1968) al climax delle foreste di leccio, suddiviso, in: - orizzonte freddo-umido: rappresentato da foreste montane di Quercus ilex e Quercus pubescens con elementi relitti dei cingoli a Quercus-Tilia Acer e Laurocerasus. Tale orizzonte caratterizza le zone montane, dove il clima risulta modificato in senso freddo-umido (aree con altitudine superiore agli 8oo m) - orizzonte mesofilo: rappresentato da boschi chiusi di Quercus ilex con penetrazione più o meno isolata di boschi aperti di Quercus pubescens. Presenza di boschi di Quercus suber nelle aree più soleggiate e calde. Tale orizzonte, tipico delle aree collinari e di media montagna è quello che meglio rappresenta, in relazione alle caratteristiche stazionali, la vegetazione potenziale dell’area. Tale schema è relativo agli stadi climatici della vegetazione potenziale; la fisionomia della vegetazione reale è stata, nel corso degli anni, profondamente modificata dai ripetuti incendi e, attualmente, risulta rappresentata, in diverse aree, da associazioni di ricostituzione verso stadi vegetazionali più maturi(stadi dinamici del climax) Della cenosi forestale originaria, la foresta mesofila di leccio, rimangono pochi lembi, accantonati nelle aree non attraversate dagli incendi (vallata del “Rio Seleme”, dove tratti di fustaia di leccio si alterano a nuclei di ceduo invecchiato e di macchia evoluta, versante settentrionale del Monte Olia).
Aspetti geopedologici:
Il complesso forestale, unitamente alle altre altre sottozone del Complesso di Monte Olia (Bolostiu, Terranova, Sorilis) risulta compresso nel vasto altopiano di Alà-Buddusò. La quota altimetrica media è di 650 m s.l.m (le quote variano tra i 365 m dei fondovalle agli 811 m della zona cacuminale di M.te Olia). Il substrato è composto prevalentemente da rocce granitiche ed in misura minore da filladi e scisti. I suoli di derivazione riflettono il substrato pedogenetico e risultano poco evoluti, presentando un profilo poco profondo. Nelle aree maggiormente interessate dai fenomeni erosivi, conseguenti, spesso alla distruzione del manto vegetale ad opera di incendi, prevalgono i suoli caratterizzati da elevata pietrosità e roccia affiorante (litosuoli). Dal punto di vista idrografico tutta l’area ricade nel bacino imbrifero del lago Coghinas. Sono presenti diversi corsi d’acqua, tutti a carattere torrentizio. Uno di questi, il “Rio Seleme”, delimita a sud il territorio di M.te Olia, segnando il confine con il contiguo Complesso di Bolostiu.
Aspetti vegetazionali:
Il complesso forestale ha registrato, nel corso dell’ultimo secolo, numerosi incendi che hanno determinato una profonda modificazione dell’assetto vegetazionale originario. Attualmente, lembi di preesistenti cenosi forestali,costituite principalmente da formazioni mesofile di leccio, distribuite in passato su gran parte del territorio, sono accantonate in aree ristrette, localizzate nei fondovalle. Molto rappresentate, nel contesto del territorio, le formazioni artificiali, testimonianti gli interventi eseguiti al fine di ripristinare il soprassuolo boschivo. Nelle aree non percorse da recenti incendi, accantonate nei compluvi della zona occidentale dell’area Demaniale e nella valle del Rio Seleme, al confine con la tenuta di Bolostiu, si riscontrano residui della antica foresta mesofila di leccio. Generalmente si tratta di formazioni rade (i valori di copertura arborea sono inferiori al 20-25%), molto ben rappresentate nello strato arbustivo, costituito, prevalentemente, da corbezzolo, erica, lavanda, cisto, oltre allo stesso leccio. Il dinamismo della vegetazione, indirizzato verso stadi seriali più maturi è testimoniato dalla presenza di novellame di leccio e sughera che, svettando sugli altri elementi della macchia, tendono a ripristinare lo strato arboreo. La presenza, nei due versanti opposti del Rio Seleme, di numerose aie carbonili, dislocate lungo una rete di antiche carrettiere, testimonia l’estensione e l’imponenza originaria di questa formazione forestale. Nell’area descritta, la forma di governo prevalente è il ceduo invecchiato (da diverso tempo è stata superate l’età del turno) e la copertura arborea presenta valori superiori a quelli registrati, per la stessa tipologia, nelle restanti parti della tenuta Demaniale. Nelle aree interessate da incendi invece, si ritrovano invece formazioni artificiali costituite da soprassuoli boschivi, frutto dei rimboschimenti effettuati nel corso degli anni. Il nucleo più importante, impiantato circa 80 anni fa, intorno alla Caserma di M.te Olia, risulta oggi caratterizzato da un piano dominante di Pinus pinea, con esemplari di notevoli dimensioni (fustaia adulta) e densità variabile tra i 18 i 25 mq/ha. Il sottobosco si caratterizza per l’elevata presenza di elementi di leccio e sughera. Nella parte centrale del Complesso forestale è presente un altro nucleo di Pinus pinea, frutto di coniferamenti più recenti. Lo strato arbustivo risulta costituito dagli elementi della macchia mesofila, principalmente Erica e Corbezzolo. Nei rimboscimenti più recenti, realizzati nell’ultimo ventennio, oltre alle diverse specie di conifere (Pinus pinea, Pinus h

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