Rete Escursionistica "Su Suercone": allestimento quasi completato

17 Marzo 2016
Panorama da Punta Corrasi lungo un sentiero

All’incontro, convocato dall’Ente Foreste, hanno partecipato i rappresentanti della Direzione Generale, dei due Servizi Territoriali di Nuoro e Lanusei e gli amministratori comunali interessati: martedì 15 marzo 2016 presso la Foresta Demaniale di Montes nel Supramonte di Orgosolo si è fatto il punto sul completamento dei lavori previsti ai sensi dell’Accordo di Programma stipulato il 13 dicembre 2010, che aveva previsto un investimento di 2 milioni di Euro finanziati dalla Regione e destinati alla realizzazione di una rete sentieristica con il recupero di manufatti e di una selezione di antichi cammini. Progettazione e direzione lavori sono stati a cura dall’Ente Foreste della Sardegna.

Cosa ha previsto l’intervento
Tra il 2012 e il 2015 grazie al progetto “Su Suercone” , le maestranze dirette dai tecnici dell’Ente Foreste hanno realizzato, nell’area del Supramonte di Dorgali, Oliena, Orgosolo e Urzulei, una Rete Escursionistica estesa per oltre 130 km.
Si tratta di uno dei pochi ambiti con una completa pianificazione di una sotto-rete escursionistica, che sarà integrabile nella RES (Rete Escursionistica della Sardegna) appena questa sarà costituita ai sensi di una normativa regionale. La qualità del lavoro è stato assicurato anche grazie alla stretta collaborazione con il raggruppamento regionale CAI Sardegna che nella fase finale dell'intervento ha affiancato i progettisti dell'Ente Foreste contribuendo a definire lo sviluppo lungo direttrici e la numerazione della rete escursionistica.

Sempre a valere dalla progettazione sono stati restaurati 18 “pinnettos”, ai quali si aggiungeranno presto altre 4 strutture simili ("barraccos") (in località Toni, Erbeghile e Congiolu) in Comune dii Urzulei, per le quali è previsto il restauro nel corso del 2016.
Tra le altre opere, sono state realizzate due aree di sosta, a Sa Carcara di Urzulei e Sa Barva di Dorgali.
Inoltre sono state rimesse in sesto diverse sorgenti, abbeveratoi per il bestiame e raccolte d’acqua (preziosissime e caratteristiche del Supramonte) tra le quali una bellissima cisterna naturale a cielo aperto, chiamata in orgolese “Lachu” in località Taletho.

Le ultime tappe del lungo progetto
Resta da definire, in tempi brevi, un piano di gestione, previsto dall’Accordo di Programma, che preveda soprattutto la tutela del vero tesoro del Supramonte:
l’unicità e la ricchezza di flora, fauna e cultura pastorale, gli spettacolari panorami, l’isolamento che ha sinora permesso di conservare aspetti naturalistici, paesaggistici, archeologici e culturali unici in Sardegna.
Usando un concetto spesso abusato, sarà la “wilderness” il vero attrattore turistico di questi territori, il vantaggio competitivo su cui puntare.

Fruizione sostenibile e rispetto dell'Ambiente
Solo un utilizzo sostenibile ed una pianificazione degli accessi particolarmente attenta alla sicurezza e tale da non generare un carico antropico eccessivo potrà trasformare la ricchezza ambientale in un circolo economico virtuoso (attraverso lo sviluppo di servizi per il Turismo Attivo).
Anche un piano di manutenzione dei tracciati sarà tanto determinante quanto una adeguata campagna di comunicazione verso i portatori di interesse interni (locali) ed esterni (operatori e fruitori del comparto del turismo attivo) insieme con una gestione coordinata della Rete Escursionistica.

Comunicazione e divulgazione
Un modesto ma indispensabile budget derivante dalle economie di progetto verrà destinato alla divulgazione di questa idea di fruizione sostenibile ed alla pubblicazione dei tracciati e di altro materiale multimediale in formato aperto tale da consentire la conoscenza del territorio, a supporto dei quattro Comuni interessati:
l'idea di fondo è che la conoscenza del territorio e la diffusione dei contenuti realizzati consentirà da un lato di elevare i parametri di sicurezza di un’area particolarmente critica (ogni anno oltre il 50% dei soccorsi, secondo dati del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna, si svolge in quest’area) e d'altro canto permetteranno una maggiore tutela dell’ambiente, poiché inviteranno ad una fruizione consapevole canalizzando i visitatori su questi tracciati studiati anche per preservare le aree naturali più delicate.

Circolo virtuoso
In questo modo anche i servizi di guida ed accompagnamento potranno e dovranno migliorare, puntando sulla qualità e la competenza locali, aumentando il valore aggiunto dell’offerta e quindi la remunerazione del settore turistico per gli operatori locali.

Sentiero Italia e Rete Escursionistica della Sardegna
I sentieri realizzati nell’area del Supramonte di Dorgali, Oliena, Orgosolo e Urzulei sono in parte ricompresi nel percorso nazionale del Sentiero Italia (gioiello nazionale del Club Alpino Italiano). Più in generale l’intera area è stata dotata, grazie all’intervento dell’Ente Foreste Sardegna, di un vero e proprio “asset” turistico (la rete di oltre 130 km di sentieri) da gestire adeguatamente sotto tutti i punti di vista, con l'apporto di tutti i portatori di interesse.

Le condizioni operative ed i vincoli di un possibile piano di Gestione
L’Ente Foreste cercherà in ogni modo di garantire – come ha sempre fatto – la difesa del delicato ambiente del Supramonte.
Dopo la riunione con i Sindaci, si è preso atto dello stato di avanzamento dei lavori , concordando che i tempi sono maturi per riflettere unitariamente sull’idea di un piano di gestione con una visione di medio-lungo periodo.
L’Ente Foreste della Sardegna proporrà una bozza di Piano di Gestione ai quattro Comuni ed all’Assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente, propospettando diverse possibilità e puntando a mantenere un tavolo tecnico permanente per la gestione-fruizione-tutela dell’area.

Quattro priorità
Nella proposta si terranno in considerazione i 4 principali punti-cardine concordati:
1. la tutela della ricchezza floro-faunistica del Supramonte secondo un approccio di “gestione conservativa e sostenibilità ambientale”;
2. la pianificazione e manutenzione della Rete Escursionistica – vera e propria infrastruttura viaria pedonale - nel medio/lungo periodo (i cui costi non sono trascurabili);
3. la comunicazione coerente ed unitaria,
4. il raccordo tra i quattro Comuni, finalizzato a perseguire un modello gestionale condiviso, unitario, che preveda tra gli altri anche un controllo di qualità del prodotto turistico offerto (soprattutto attraverso standard qualitativi dei servizi di guida/accompagnamento del Turista Attivo e rispetto dell'ambiente).

Vincoli ambientali ed opportunità turistiche
Nell’area ricadono sei perimetri forestali gestiti dell’Ente Foreste della Sardegna, tra cui la Foresta Demaniale di Montes.
Inoltre la quasi totalità del territorio – ricco di endemismi unici e di rara fauna selvatica - è tutelata dal punto di vista ambientale con strumenti quali la direttiva Habitat, la direttiva Uccelli, l’oasi faunistica venatoria, il vincolo idrogeologico, il vincolo forestale, la L.R. 31/89 e la L. 394/91.

Flussi turistici attesi
Quanto all’attrattore turistico rappresentato da questo splendido territorio, l’Ente Foreste aveva già provveduto a misurare i flussi turistici nel corso degli anni 2004-2006 e nel 2011 riscontrando che il 70% dei visitatori del Supramonte attraverso gli accessi di Montes, Pradu, Lanaitto, Silana e Gorroppu sono di provenienza estera (per lo più turisti di lingua tedesca) e solo il 10% sardi, a fronte di numeri ben diversi per il resto della aree forestali dell’Isola (fino al 60% dei visitatori sono sardi, il 15% esteri e il 25% dal provengono dal resto d’Italia).

Inoltre è significativo che nel Supramonte il 50% dei turisti stranieri in Supramonte utilizzano guide locali, mentre solo il 12% dei sardi usufruiscono di accompagnatori.
Questi dati per quanto parziali e datati (2011) dimostrano quanto i luoghi del Supramonte siano grandi attrattori turistici universalmente riconosciuti ed apprezzati in tutta Europa, con le destinazioni ben note ed amate, tra le quali: la Gola di Gorroppu, la Valle di Lanaitto, l’altipiano di Donianigoro, Sas Baddes, la dolina carsica di Su Suercone, o ancora il villaggi di Carros e Tiscali oltre alla risorgenza di Su Gologone o le grotte Corbeddu, Sa Oche, Su Bentu, Ilichinzos.

Non resta che percorrerne i sentieri.

Consulta le pagine
Accordo di programma per il Supramonte: i nuovi sentieri per Su Suercone

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