Report 2015 Cervo sardo: consistenza e distribuzione (dati censimento 2014)

17 Settembre 2015
Esemplare di cervo maschio

L'Ente Foreste della Sardegna gestisce circa 220.000 ettari del territorio regionale sardo. Si tratta spesso di luoghi ricchi di biodiversità con aree di grande interesse conservazionistico, ricadenti nella Rete Ecologica Regionale ed in Parchi Nazionali. Tra le specie animali di maggior interesse è il Cervo sardo-corso (Cervus elaphus corsicanus Erxleben, 1777), la cui biologia implica un’interazione con le specie vegetali di interesse forestale. Pertanto, da anni si porta avanti il censimento di questo ungulato, per studiarne la distribuzione, la consistenza e il trend delle diverse popolazioni, presenti nei territori gestiti, in relazione alle problematiche di conservazione e gestione della specie.

Il Cervo sardo-corso, è il più grande mammifero selvatico presente in Sardegna, costituisce la sottospecie endemica sardo-corsa del Cervo europeo (Cervus elaphus Linnaeus, 1758).
A causa della forte pressione antropica la sottospecie ha rischiato l’estinzione. Negli anni ’60 del secolo scorso, la popolazione fu valutata tra gli 80 e i 100 esemplari suddivisi in 3 sub-areali (Sulcis, Arburese, Sarrabus) senza soluzione di continuità tra loro. I censimenti al bramito degli anni 1973-74-75, stimarono una consistenza minima complessiva di 193-200 esemplari in tutta l’isola, in Corsica era estinto. A partire dagli anni ’80 grazie a diversi progetti di tutela, si è assistito ad un notevole incremento delle popolazioni sopravvissute in natura e mediante progetti di reintroduzione portati avanti dall'Ente Foreste alla costituzione di nuove popolazioni, anche in Corsica.

Il censimento del 2014
Condotto, come i precedenti, con la “tecnica del bramito”, mediante l’ascolto delle tipiche vocalizzazioni che i cervi maschi emettono durate il periodo degli amori.
Ha interessato, 32 Cantieri Forestali per una superficie complessiva di 417 kmq.
Sono stati individuati 854 cervi bramenti. I valori stimati di densità, considerando nel complesso le popolazioni, variano da un minimo di 2,02 cervi/kmq del Barigadu (Neoneli) ad un massimo di 18,70 cervi/kmq nel sub-areale del Sarrabus (Settefratelli - Castiadas).
La consistenza stimata nei territori gestiti da Ente Foreste è stimata pari a 4270 capi.

I risultati ottenuti indicano ancora un incremento nelle presenze di questo ungulato in tutte le popolazioni di recente introduzione ed una relativa stabilità di quelle del Sulcis, del Sarrabus e dell’Arburese.
Con il venir meno del rapido accrescimento delle popolazioni storiche è per contro aumentato il fenomeno della dispersione, indicato da un numero sempre maggiore di segnalazioni di individui nei territori limitrofi a quelli demaniali.

Attualmente le principali richieste della società nei confronti della foresta sono, accanto alla produzione, la protezione e la ricreazione e la naturalità. Nello stesso tempo i cambiamenti recenti hanno creato delle condizioni nuovamente favorevoli alla diffusione degli ungulati. Il raggiungimento di un corretto equilibrio tra la foresta e la fauna selvatica è quindi necessaria per la conservazione di entrambe le componenti.

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