Aquile del Bonelli in Sardegna: come sta andando ?

22 Gennaio 2019

La Reintroduzione della specie procede
Le prime cinque aquile erano giunte in Sardegna la scorsa estate grazie al progetto “Aquila a-LIFE” promosso da Ispra, con la collaborazione dell'Assessorato regionale difesa ambiente e grazie all'operatività di Forestas in tutto il territorio Sardo.
Trascorso un periodo di ambientamento nel Parco di Tepilora, rilasciate in natura ad agosto, tutte le aquile (già ad ottobre 2018) erano volate verso sud:
quattro si erano stabilite nel Sulcis per un lungo periodo, forse seguendo - e predando - gli stormi di uccelli in migrazione verso l'Africa).

Una delle aquile trovata morta presso il Rio Palmas (Tratalias/ S. Giovanni Suergiu): le analisi confermano decesso per virus West Nile
A fine novembre era stata rinvenuta nella zona delle Saline di S.Antioco una delle cinque, la più giovane: l’esemplare femmina, era quella battezzata dagli operai di Forestas con il nome Nurasè ed era arrivata in Sardegna da un allevamento francese specializzato.
Per analizzare le cause del decesso sono stati eseguiti esami autoptici dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale a Cagliari: i risultati hanno evidenziato la presenza del virus West Nile, che agisce sul sistema nervoso centrale e provoca il decesso per encefalite.
La morte di Nurasè conferma quanto era già stato osservato dal sistema di sorveglianza sanitaria della Sardegna: questo particolare virus risulta endemico in alcune zone umide della regione ed infetta numerose specie di uccelli attraverso la puntura di zanzare (del genere Culex) o - come probabile nel caso di Nurasè - attraverso la predazione di uccelli già contagiati.
Il virus non è fulminante: provoca un progressivo indebolimento dell'aquila e un disordine nervoso che ne impedisce il volo, l’alimentazione e modifica la postura.
Il fatto che l’esemplare trovato morto sia stato rinvenuto nelle vicinanze di un airone cenerino forse non aveva legami con la morte del nostro prezioso rapace (inizialmente si era pensato ad un combattimento tra i due volatili, in cui la giovane rapace avesse avuto la peggio).
Questo decesso non deve sorprendere: le altre esperienze nella reintroduzione dell’Aquila di Bonelli in Spagna e Francia hanno, infatti, evidenziato una mortalità entro il primo anno intorno al 50% circa dei soggetti rilasciati (pari a quella in natura, tra i giovani provenienti da coppie selvatiche).

AQUILE in VOLO per ESPLORARE la SARDEGNA
Proseguono intanto gli spostamenti degli altri quattro esemplari: sono costantemente monitorate grazie ai trasmettitori GPS che quotidianamente ne segnalano le posizioni con l’accuratezza di alcuni metri.
In base ai loro movimenti, si evince che la fase esplorativa giovanile per queste aquile non è ancora terminata. Nei primi quattro mesi dal rilascio, hanno infatti esplorato il sud della Sardegna, in particolare il Sulcis ed il Campidano di Cagliari e poi, negli ultimi tempi, l’oristanese.
L’estensione degli spostamenti delle aquile di Bonelli ed il loro comportamento depongono a favore di un pieno inserimento nell’ambiente sardo ed una confermata autonomia nello scegliere i siti dove cacciare e riposare.
Nel mese di dicembre, dunque, le aquile di Bonelli liberate quest'estate hanno compiuto importanti spostamenti. Quelle battezzate Tepilora e Posada hanno fatto il giro dell’isola, la prima in senso orario la seconda antiorario; quella nominata Abbaluchente ha anche visitato l’Asinara, dove è rimasta per qualche giorno, mentre Helmar (l'unico maschio sinora rilasciato) ha esplorato soprattutto l’Ogliastra.
Alcune aquile hanno poi fatto ritorno nelle aree di primo rilascio, ma restano ancora ampi gli spostamenti: nessuna ha dunque scelto un areale proprio.

L’ultima arrivata
Per lei gli operai di Forestas hanno scelto il nome Saccaia (come le pecore giovani delle nostre greggi). Saccaia ha iniziato l’esplorazione della Sardegna subito dopo il rilascio, avvenuto nel periodo natalizio.
Si tratta di una femmina di origine andalusa, proveniente dal Centro di recupero della fauna del Grefa, l’associazione spagnola che coordina il progetto Aquila a-Life.
Pronta e impaziente di volare nei cieli sardi, è stata liberata dopo appena una settimana di acclimatazione. Subito dopo Saccaia si è spostata dal sito di rilascio per stazionare nei pressi di Torpè, muovendosi quindi verso Siniscola prima e Nuoro poi, per dirigersi infine verso Orosei.
Si tratta di una sub-adulta di due anni: l'anno prossimo sarebbe già pronta per l'accoppiamento e, si spera, tra qualche anno potrebbe arrivare il primo aquilotto nato in Sardegna dopo oltre trent'anni di assenza dai nostri cieli.
Il sogno è di poter festeggiare il corteggiamento, che avviene proprio in questo periodo freddo dell'anno, magari già nel 2021.
Si potrebbe nuovamente ammirare in cielo lo spettacolare rituale del corteggiamento in volo tra due Bonelli. Fino ad ora le aquile di Bonelli hanno saputo trovare condizioni ottimali per la sopravvivenza e gli esperti di fauna selvatica dell'Agenzia Forestas insieme all'ISPRA confidano che gli individui reintrodotti quest’anno possano sopravvivere fino al raggiungimento dell’età riproduttiva.
Le condizioni ambientali sono favorevoli, grazie alla presenza di aree ancora spiccatamente naturali in Sardegna;
l’attenzione e il supporto di Forestas, del Corpo Forestale e, soprattutto, il rispetto da parte della popolazione faranno il resto.
La voliera presente nel Parco di Tepilora è ora pronta per ricevere nuovi pulli che arriveranno nel prossimo mese di Aprile.
La strada è lunga: ma nella nostra Isola l'attesa per la buona riuscita di questa operazione è davvero tanta.

(foto: archivio GREFA; Testi a cura dell'Ufficio Biodiversità, Direzione Generale Forestas)

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