Acqua e Fuoco: un progetto triennale per la prevenzione dei rischi nel parco di Tepilora

05 Dicembre 2019
Il Delta del Rio Posada (credits: progetto acqua e fuoco)

Dagli abitanti - e dal loro presidio - può ripartire un territorio ferito.

La cura e la consapevolezza del rischio sono infatti determinanti nella prevenzione (soprattutto di alluvioni e incendi).

Su questo tema importante, si è dato il via al progetto triennale Acqua e fuoco. Dalle cicatrici del passato la mappa per un futuro al riparo dai rischi nel parco di Tepilora, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD, l'unico selezionato in Sardegna con il bando ambiente 2018.

Il territorio intessato

...è quello del Parco regionale di Tepilora, ottomila ettari nel Nuorese, dalla aree collinari di Tepilora e Crastazza fino alle dune sulla costa di Posada, tra stagni e foreste.
Le comunità coinvolte sono quelle dei quattro Comuni coinvolti: Bitti, Lodè, Torpè, Posada, diecimila residenti circa.

Otto Partner, il ruolo di Forestas

Sono, oltre a Legambiente Sardegna: il Parco regionale di Tepilora, l'agenzia regionale FoReSTAS, l’Università di Cagliari, l’associazione Adotta un albero ONLUS, l’associazione Sardus Pater, il Gruppo Scout Posada, la Pressa -società cooperativa sociale onlus (Bitti). La nostra agenzia gestisce il 95%  del territorio del Parco Regionale, con operai e mezzi propri FoReSTAS si occuperà di due azioni (tecniche) principali:  il ripristino dell’alveo del Posada e il recupero della pineta in parte distrutta da incendi. 
Dopo la presentazione del progetto, il 4 dicembre 2019 si è insediato il comitato di indirizzo popolare che coinvolge tutti i partner del progetto e si allarga ad alcuni attori territoriali come la scuola e l’imprenditoria turistica. Nella riunione operativa si sono stabilite le tempistiche delle varie fasi.

I numeri

Il progetto vale 160.000 euro, con un contributo di 127.000 euro della Fondazione CON IL SUD.
In tutto saranno monitorati 350 ettari, realizzati dieci interventi di prevenzione e tutela, con il coinvolgimento di 23 volontari e 50 cittadini, nonché una scuola per ciascun Comune, che seguirà sul campo tutte le operazioni.
Le iniziative di sensibilizzazione e le manifestazioni pubbliche (escursioni e workshop) puntano a raggiungere altre 1500 persone.

Le azioni

Sono tre i filoni principali deIle azioni messe in campo da qui al 2022:

  1. il ripristino e il rafforzamento del territorio che ancora subisce le conseguenze dell’alluvione del 2013. Saranno piantati alberi, puliti i percorsi lungo il Rio Posada da detriti e rifiuti, rafforzate le dune sulla costa, effettuate analisi della piana alluvionale al fine di riconoscere i caratteri geologici necessari alla valutazione del rischio idrogeologico.
  2. il necessario e strategico coinvolgimento delle comunità e dei ragazzi attraverso workshop, campi di volontariato, allestimento informativo e il racconto interattivo per i CEAS - Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità - dei quattro comuni.
  3. Cura del territorio: gran parte dei fenomeni di erosione e di esondazione dei corsi d’acqua sono causati, infatti, anche dall’abbandono colturale e dalla riduzione della capacità di gestione delle campagne – compiti un tempo tradizionalmente assolti dai pastori.

 

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