Tamara Tiriccu

Nuxis, panorama da Pranedda

INQUADRAMENTO GENERALE

La Foresta Demaniale di Tamara-Tiriccu è situata a pochi km dal comune di Nuxis. Comprende terreni in gran parte acquisiti nel 1993 dall’ex ERSAT.
Nell'Ottocento una parte consistente del territorio fu dato in concessione per lo sfruttamento del bosco nella produzione delle traversine ferroviarie. Il resto del territorio era utilizzato dalla popolazione per l'agricoltura e l'allevamento, oltre ad alcuni insediamenti minerari.

Storia e Geografia del Territorio

Per decenni si è verificato uno sfruttamento eccessivo del territorio a causa di pascoli, incendi, taglio indiscriminato per legna da ardere e carbone, bracconaggio.
Nei primi anni del novecento l'espropriazione di una vasta superficie diede inizio alla lenta opera di ricostruzione del patrimonio boschivo e di ripopolamento faunistico.
Le cime più elevate sono presenti quasi tutte nel settore orientale e meridionale e sono di origine granitica, porfirica o metamorfica, fra le quali:
Punta Is Caravius (1116m), monte Tiriccu (1104m), monte Arcosu (948m), Arcu Barisoni (885m), monte Tamara (850m), monte Sa Mirra (1087m).
La punta is Caravius domina la foresta che viene attraversata dal rio Barisone e rio Tiriccu (che prende il nome da un altro promontorio della zona): entrambi confluiscono in un unico letto che prende il nome di rio Mannu e che termina la sua corsa nell’invaso di Bau Pressiu, la diga che approvvigiona buona parte dei centri abitati della zona.
All’interno della foresta è la Cantina di Barisone, un rifugio costruito dai boscaioli toscani e da loro destinato a spaccio e punto di ritrovo: un esempio notevole di architettura dell’epoca è il forno in pietra ancora in ottimo stato di conservazione e il rifugio Macciocco recuperato negli anni dal personale dell'Ente Foreste.
I corsi d’acqua che attraversano la foresta regalano al visitatore scorci di incomparabile bellezza e di notevole pregio ambientale.
Nel sottobosco dei secolari lecci nascono svariate specie di funghi che ne fanno meta preferita dei cercatori della provincia.

Superficie: 1470 ettari
 

Aspetti vegetazionali:
Il sito è caratterizzato da una vegetazione forestale tipicamente mediterranea, con la presenza di numerose specie endemiche, in particolare il leccio del quale si trovano porzioni di bosco secolare in tutte le fasi evolutive, oltre a corbezzolo, lentisco, fillirea e ginepro.
Aspetti faunistici:
La zona ospita numerose specie animali. Tra quelle dell’avifauna troviamo l’astore sardo, la poiana, l’aquila reale, il falco pellegrino, la pernice sarda, il corvo imperiale. Tra i mammiferi è possibile trovare la lepre sarda, il coniglio selvatico, la volpe, la donnola, il cinghiale, e non di rado il cervo sardo.
Come si raggiunge:
Giungendo da Cagliari, si percorre la SS. 130 fino a Siliqua, per prendere la SS. 293 fino alla località Acquacadda; dopo aver attraversato la piccola frazione si procede per altri 2km circa e si imbocca una strada sterrata sulla sinistra che, dopo pochi chilometri, conduce all’ingresso della foresta.
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