Montarbu

tacchi e falesie del Tonneri

All’interno del suo perimetro, il complesso forestale ospita aree di interesse naturalistico ed archeologico di straordinaria importanza come l’imponente falesia calcarea del Tonneri, culminante con la maestosa cima del Margiani Pubusa che con i suoi 1324 metri è la massima altitudine del territorio, l’area archeologia di S'Orgioloniga dove si trovano i resti di una fonte sacra e di un insediamento nuragico e da dove è possibile ammirare uno splendido panorama, ed il nuraghe di Analù. La Foresta Demaniale è attraversata da numerosi corsi d’acqua tra i quali il più importante è naturalmente il Flumendosa, che costituisce il limite nord del Complesso Forestale. Altri corsi d’acqua, che sono a carattere perenne e traggono quasi tutti origine dal massiccio calcareo sono il rio Ermolinos, il rio Funtana d’Oru ed il Liscerzu. Numerose sono anche le sorgenti che sgorgano in grande abbondanza nell'area dei calcari; tra le più importanti ricordiamo le sorgenti di Funtana d'Oro, Strumpu Seidi, S'Orroli, Pirarba, Is Medduris, Nuletta, Middai e Funtana Dorada

Tel/Fax: 0782 55855 

Il nucleo più antico delle foresta è costituito da un bene ex-ademprivile di circa 1668 ettari, venduto nel 1926 dalla Cassa di Credito Agrario di Cagliari all'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali per la somma di £955.150. Con la costituzione della Regione Autonoma della Sardegna nel 1948, la Foresta Demaniale di Montarbu divenne patrimonio regionale e successivamente ingrandita nel 1965 quando il comune di Seui alienò all'A.F.D.R.S altri 1098 ettari, contigui al complesso originario.   Fino agli anni '40 il vecchio Demanio era costituito per la maggior parte da soprassuoli di leccio, con grande predominanza di fustaia, che venivano utilizzati per soddisfare la grande richiesta di combustibile del periodo bellico e pre-bellico quando tutto il materiale ricavato dai tagli veniva carbonizzato e poi trasferito via ferrovia ai porti di Arbatax e Cagliari per essere spedito nel resto d'Italia, in Francia e Spagna.    Dopo il 1965, sui circa 1000 ettari di terreni comunali acquistati dall’A.F.D.R.S dal comune di Seui, vennero avviati i lavori di rimboschimento, finanziati coi fondi del Piano di Rinascita.

Nel 1989 poi, ai sensi della L.R. 31/89, circa il 70% della superficie della foresta di Montarbu è stata inclusa nella proposta di Parco naturale del Gennargentu in quanto area di interesse ambientale internazionale per complessità geologica, geomorfologia, vegetazionali faunistica, mentre la parte nord del territorio della foresta ricade nel S.I.C. (Sito di interesse Comunitario).

Inquadramento geografico:
Coordinate GPS ingresso foresta: N 39° 52' 11" E 009° 23' 49" (coordinate geografiche DMS, sistema di riferimento WGS84). Superficie: 2.700 ha
Aspetti vegetazionali:
La vegetazione è macchia mediterranea composta da boschi naturali di leccio, agrifoglio, tasso ed acero trilobo. Lungo il Riu Ermolinus il bosco è chiuso e denso, caratterizzato dalla presenza del leccio e di alcuni magnifici esemplari di tasso e agrifoglio, e anche frassini, carpini e ontani, aceri e salici (e anche qualche pianta di faggio, castagno e pioppo di introduzione artificiale). Nella zona sono presenti anche alcuni esemplari monumentali di leccio; il più grande e famoso monumento vegetale (leccio) detto s'Ilixi 'e Canali, si trova però, all'esterno del perimetro della foresta, lungo il confine occidentale costituito dal Riu Su Canali, ma comunque facilmente raggiungibile dalla foresta. Da segnalare anche l'importante presenza di rari endemismi di grande rilievo scientifico e naturalistico come il Cirsium microcephalum, il Prunus prostrata, l’Armeria morisii, l’Armeria sardoa e la Genista corsica. Un altro carattere molto importante della flora presente in questo territorio è la presenza dei paleoendemismi, specie di antica formazione che si sono evolute in isolamento ed in genere molto isolate e spesso a rischio di estinzione.
Aspetti faunistici:
La foresta ospita un patrimonio faunistico molto importante e per questo motivo è diventata oasi di protezione faunistica già nel 1980. Tra le specie animali da segnalare ricordiamo il muflone, facilmente osservabile e non di rado possibile da incontrare mentre pascola in numerosi branchi, l'aquila reale e il gatto selvatico. E poi l'aquila del Bonelli, il falco pellegrino, la poiana, lo sparviero, l'astore, il nibbio, il grifone, l'avvoltoio monaco e degli agnelli ed il ghiro.
Come si raggiunge:
L'ARST-gestione FdS organizza in alcune occasioni il trasporto con il Trenino Verde verso la foresta demaniale di Montarbu, a partire dalla stazione di Mandas. Può essere l'occasione per visitare in modo alternativo, senza l'utilizzo dell'automobile, i territori interessati e raggiungerli attraverso un piccolo viaggio suggestivo e capace di offrire viste e panorami altrimenti al di fuori dalla portata del quotidiano. In auto si arriva invece percorrendo la SS n.128, superato Seui in direzione Ussassai, dopo la cantoniera Arcuerì, si gira a sinistra per la strada montana che porta al lago dell’alto Flumendosa. Dopo circa 6,5 km si svolta a destra per la strada d’accesso alla Foresta demaniale di Montarbu. Se si arriva da Lanusei o da Nuoro, si lascia la SS 389 all’altezza del km 174, per proseguire sulla strada che porta al lago dell’alto Flumendosa e verso il monte Tonneri. Seguire le indicazioni per Montarbu.

Contatti

Responsabile Complesso
Telefono:
0782 490724
Condividi:
Scheda
Tipologia:
Servizio di appartenenza:
Complesso forestale di afferenza:
Approfondimenti

Galleria immagini

Potrebbe interessarti anche:

  • Il territorio del cantiere forestale di Su Sartu mostra i segni dell’azione devastatrice dei disboscamenti, degli incendi e del pascolo indiscriminato; in quest'area l'Ente...
  • La Foresta Demaniale occupa i territori del monte Orri e quelli circostanti la miniera di Rosas che a metà dell'Ottocento ottennero la terza (in ordine cronologico) concessione...
  • Questo cantiere forestale è diviso in due corpi separati, distanti tra loro circa 5 chilometri: Portixeddu si trova sulla costa, presso le le famose spiagge di San Nicolò ;...
  • Il Cantiere Forestale di Croccorigas è stato istituito nel 1993 su una superficie di circa 297 ha, con l’acquisizione dei terreni ex ETFAS. L’esproprio delle terre era finalizzata...
  • Compendio di circa 225 ettari gestiti a titolo di occupazione temporanea
  • All’interno del territorio del cantiere è presente, immerso in un bosco di lecci che in alcuni punti lascia spazio alla sughera, un area attrezzata con tavoli e panchine,...
  • Un compendio di inestimabile valore naturalistico, storico e culturale. Racchiude nel proprio ambito imponenti boschi di leccio, giacimenti di estrazione, officine litiche e siti...
  • Questa foresta è in gran parte coperta da macchia mediterranea, boschi di ceduo di leccio e giovani rimboschimenti; l'altimetria varia dai 450 ai 1300 metri. E' molto frequentata...
  • Il Monte Arrubiu-Casargius ed il Monte Genis si sviluppano tutti lungo l'asse Ovest-Est del perimetro forestale. La quota più elevata è Monte Genis con una altitudine di 979 mt s...
  • La foresta di Castiadas costituisce un ottimo areale del Cervo Sardo soprattutto grazie al contesto montuoso di grande valore ambientale e paesaggistico nel quale essa si colloca.
  • Il Monte Ortobene offre al visitatore un'incredibile varietà di scenari paesaggistici grazie all’alternarsi di torrioni, picchi e pinnacoli, costituiti da rocce molto dure e...
  • La superficie del cantiere si presenta di forma irregolare, con vasti pianori che si alternano a piccole valli e canaloni, percorsa da diversi rii a carattere temporaneo e...