Arci - Grighine

monte-arci

Il complesso nasce dall'unificazione di due complessi forestali esistenti nalla gestione Ente Foreste Sardegna, ovvero il complesso Monte Arci ed il Complesso Grighine

Parte Monte Arci

Il Complesso Forestale del Monte Arci, sito nella Sardegna centro-occidentale in Provincia di Oristano, si sviluppa su una superficie di 5.975 ettari di proprietà demaniale e comunale e si articola in tre diverse Unità Gestionali di Base (UGB). Il territorio è di inestimabile valore naturalistico, storico e culturale con imponenti boschi di leccio, giacimenti di estrazione, officine litiche e siti di lavorazione della preziosa ossidiana unici in Sardegna.

Il Complesso forestale “Monte Arci”, sito sull’omonimo massiccio vulcanico, si sviluppa per una superficie complessiva di Ha 5.985 ettari situati su tutti i versanti del Monte Arci; è costituito in tre Unità Gestionale di Base di proprietà di otto Comuni e da due aree di proprietà regionale site la prima “Acquafrida” in agro di Santa Giusta di Ha 387, la seconda “Sa Dispensa” in agro di Palmas Arborea di circa HA 160.

Il Complesso forestale Monte Arci è caratterizzato dalla diversificazione delle specie floro e avi-faunistiche e dai diversi habitat riconosciuti di importanza della Unione Europea per la sosta e la riproduzione delle specie ornitiche migratrici tutelate dalla DIR CE 409/79 e dalla Convenzione di Berna (All. 2 e 3) nonché dalla recente legge regionale che istituisce il Parco del Monte Arci.

Considerata la situazione geo-pedologica e vegetazionale presente nel complesso, la vocazione naturale è quella multifunzionale: naturalistico-paesaggistica, conservativa, produttiva e di valorizzazione sociale e turistica; nel particolare del miglioramento delle formazioni vegetali delle leccete e delle sugherete anche per favorire l’aumento degli attuali stock di carbonio fissato.

La diversificazione geo-litologica del territorio ha determinato una morfologia differenziata tra i diversi versanti, quello orientale e quello occidentale. Nel primo comprendente i territori di Usellus, Ales, Villaverde, Villaurbana e in parte anche Pau, le marne e le arenarie mioceniche hanno conferito al paesaggio una morfologia morbida e ondulata tipicamente collinare.
Il versante occidentale che guarda la pianura del Campidano, si presenta acclive, segnato da numerosi solchi vallivi assai stretti e dai fianchi fortemente accidentati che nel suo insieme conferisce un quadro morfologico aspro e frastagliato, con leggera attenuazione dei fenomeni solo in prossimità dei depositi alluvionali allo sbocco della sottostante pianura. L’origine del monte è vulcanica e la pietra più caratteristica è l’ossidiana la cui presenza è stata accertata circa 4 milioni di anni fa fuoriuscendo da quattro diverse bocche laviche.

Il bacino idrografico del Monte Arci è formato dai diversi Paulis che costellano gli Altopiani basaltici, dalla Diga di Mogoro, dal corso d’acqua Rio Mogoro che sfocia negli stagni vicini di di Marceddì e da altri corsi d’acqua che sfociano nelle paludi di Santa Giusta e di Palmas Arborea; tutti svolgono un'importante azione termoregolatrice climatica.

La grande vastità del territorio, unitamente a una riscontrabile diversificazione ambientale e climatica riferita alla morfologia, all'altitudine e all’esposizione dei vari versanti, fanno si che il paesaggio si presenti abbastanza variegato e diversificato pur in presenza di un elemento uniformante: la lecceta. É questa la tipologia vegetazionale predominante e caratterizzante in maniera netta il Monte Arci, nei suoi diversi stadi evolutivi passando dalla consociazione con le essenze della macchia, fino alla macchia evoluta e ai boschi cedui e di alto fusto, spesso in in formazione pura o in consociazione con altre essenze quali roverella, ("Is arrobis a Pau"), o spesso con la sughera (Serra 'e Ortigu, Monimenta, Corongiu Onnari e a Su Laccu 'e S’Acqua a Morgongiori, “Su landiri drucci, su pittixi” a Usellus, Roia menta a Villaverde e “Sennixeddu e Sa paba senti” a Pau).
Delle oltre 2000 specie della flora sarda, ben oltre 500 si trovano sulle pendici del Monte Arci, a partire delle essenze della macchia mediterranea, quali corbezzolo, fillirea, erica arborea, straccia braghe, biancospino, caprifoglio, olivastro, mirto, vari cisti, lentisco, euforbia arborea, asfodelo, perastro, agrifoglio, le tante orchidee etc., tutte le specie costituiscono la flora di un territorio ma queste non si trovano dislocate a caso nel territorio, ma si trovano riunite per affinità eco climatiche in comunità più o meno stabili che prendono il nome di “vegetazione” che vanno a costituire i vari paesaggi vegetali.

Non tutte le specie tipiche della fauna isolana sono presenti sul Monte Arci perché di queste molte sono ormai scomparse o nel migliore dei casi ridotte a poche decine di esemplari.
Negli anni1954-56 sono scomparsi i grandi ungulati del daino e del cervo nel 1956; quest’ultimo è stato reintrodotto con successo nel cantiere di Usellus e ormai libero si sta diffondendo anche nei terreni limitrofi.

Inquadramento geopedologico

Il territorio del Monte Arci è di natura e conformazione molto varia, passando dalle vulcaniti a chimismo acido e basico quali ialoclastiti infrasedimentarie, rocce dacitiche e riodacitiche, ai basalti, andesiti basaltiche ipocristalline o vitrofiriche, per finire con i termini trachitici. Particolarmente interessanti sono le “Trebine”, cioè i due Neks vulcanici siti in agro di Morgongiori, a circa 800 m s.l.m., che testimoniano centri di emissione puntiforme della lava riferiti al Plioquaternario. Di particolare e peculiare interesse sono i giacimenti di Ossidiana ”Oro nero” del Neolitico, nonché le numerose officine litiche e centri di lavorazione del prezioso materiale presenti a Conka ‘e Cannas in agro di Masullas, a S’Ennixeddu di Pau, sulll’Altopiano di Santa Luxia ad Usellus ed in altre aree del vecchio vulcano.
Il terreno presenta caratteristiche fisiche diverse in relazione alle pendenze, alla esposizione e alla presenza o meno di copertura vegetale; talora si presenta poco profondo e roccioso, talaltra con buoni spessori e relativamente fertili non mancando anche valli e vallecole con suolo bruno abbastanza profondo.

Inquadramento climatico

Il clima è quello tipico delle zone centrali sarde con estati calde, lunghe ed asciutte e inverni miti e moderatamente piovosi con surplus idrico da ottobre a maggio e con un deficit idrico nei mesi di luglio, agosto e parte di settembre. Eventi di una certa entità si registrano tra novembre e dicembre ed in aprile mentre in gennaio si ha una netta diminuzione delle precipitazioni che interessa anche febbraio.
Sotto l’aspetto fitoclimatico, secondo la classificazione del Pavari, tutto il territorio si inquadra nella zona del Lauretum secondo tipo, sottozona calda e sottozona intermedia, con trasgressioni in quella fredda nelle quote più elevate. Sinteticamente si possono rilevare le seguenti relazioni tra il clima e la vegetazione: Climax delle foreste mesofite di Quercus ilex e Climax delle foreste miste di sclerofille sempreverdi termoxerofile.

Aspetti vegetazionali

La vegetazione è varia a seconda della altitudine e della esposizione . Si possono ammirare estese e dense formazioni di leccio governate ad altofusto o formazioni cedue, sempre di leccio,; altresì è facile trovare la consociazione di leccio con tipico corteggio floristico a prevalenza di corbezzolo, erica, fillirea, lentisco e mirto, nonché, nelle aree di Pau, Usellus e Morgongiori, formazioni miste a netta prevalenza di sughera. Non mancano comunque le zone ove a dominare è la macchia mediterranea, sia alta che bassa, con prevalenza di erica, mirto, lentisco, viburno e cisto, nonché quelle degradate per l’azione dei ripetuti incendi ove è presente come forma vegetale il cisto, unito a rare essenze pabulari e all’asfodelo.

Come si raggiunge

Il vasto territorio è raggiungibile da diverse possibilità di percorso a seconda che si voglia visitare il versante nord ed orientale del Complesso costituito dalle sezioni di Villaurbana, Usellus e Pau; oppure quello sud-occidentale ove si trovano Masullas, Siris e Morgongiori; oppure il versante occidentale con Palmas Arborea, Santa Giusta.
Nel primo caso, partendo da Oristano oppure partendo da Oristano ovvero dalla SS 131 uscita Oristano-Silì si prende la SP 35 e si giunge dopo Villaurbana al km 16,2; svoltando sulla destra si sale sulla strada che porta alla foresta nonché agli Uffici seguendo l’apposita segnaletica che indica il C.F. Monte Arci. Per visitare invece il versante sud-occidentale conviene percorrere la superstrada SS 131 fino al bivio per Uras-Laconi ed imboccando la SS 442 si prosegue fino ad arrivare Morgongiori oppure Pau da dove si sale sulla strada che porta all’ingresso del Complesso seguendo l’apposita segnaletica che indica il C.F. Monte Arci.   

Sede del complesso: S.P. n.35 km16,2 località "Is Bruncus" in agro di Usellus  

Parte Grighine

Nel Monte Grighine la vegetazione è varia a seconda della altitudine e della esposizione, ed è stata fortemente condizionata dalle attività silvo-pastorali pregresse, dagli interventi di rimboschimento più recenti nonché dal periodico passaggio del fuoco, ed è rappresentata da macchia mediterranea (lentisco, mirto, fillirea a foglie strette, erica arborea e corbezzolo) in diversi stadi evolutivi, macchia-foresta, boschi cedui e d’alto fusto. Non mancano le zone degradate per l’azione dei ripetuti incendi, ove è presente come unica forma vegetale il cisto, unito a essenze pabulari e l’asfodelo. Nel Complesso Forestale, negli ultimi 15 anni, sono stati realizzati circa 700 ha di impianti a netta prevalenza di sughera.
L’andamento delle precipitazioni rientra a pieno titolo in quello tipico mediterraneo, con due massimi: in autunno-inverno e in primavera, con forte deficit idrico estivo. La temperatura media annua è di 16°C, la temperatura media del mese più freddo risulta essere di 9.0 °C e quella del mese più caldo di 25°C.
La composizione della fauna del Complesso forestale del Grighine, così come di quella presente a livello regionale, è la risultante di diversi fattori sinergicamente operanti quali le vicende paleogeografiche e paleoclimatiche nonché le interferenze antropiche. L’isolamento geografico e la particolare geomorfologia dell’Isola hanno agito sulla speciazione, sulla fenologia e sulla composizione faunistica determinando così un elevato numero di entità endemiche.
Il Complesso del Grighine assume una grande rilevanza a livello europeo per la sosta e/o la riproduzione delle specie ornitiche migratrici tutelate dalla DIR CE 409/79 e dalla Convenzione di Berna (All. 2 e 3).

Come si raggiunge
Da Oristano si prosegue per Siamanna al cui ingresso, all’altezza di una rotonda, si volge a sinistra in direzione di Allai, Busachi, Samugheo. Dopo circa 4 Km si supera la galleria Grighine e si continua per ulteriori 3 Km, si attraversa il cavalcavia di Ghenna ‘e Pettene, si va oltre l’incrocio per Fordongianus e, subito dopo, ad appena 200 metri, sul bordo destro della strada, vi è l’ingresso, ben segnalato, del Complesso. Una stradina asfaltata, in salita, porta direttamente agli uffici di Sa Guardia.

 

 

Contatti

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Telefono:
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località "Is Bruncus" in agro di Usellus
OR
Italia
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